Edgar Allan Poe, le frasi e gli aforismi celebri

Scrittore di grande inventiva, Edgar Allan Poe ha anticipato generi letterari come il racconto poliziesco. Ecco i suoi aforismi più noti

MILANO – Scrittore di grande inventiva, Edgar Allan Poe ha anticipato generi letterari quali il racconto poliziesco (i suoi personaggi Auguste Dupin e William Legrand si possono considerare gli antenati più diretti dello Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle), e la fantascienza. Sebbene la sua vita e le sue opere siano posteriori rispetto al periodo del romanzo gotico vero e proprio, Poe ha finito per essere considerato uno dei rappresentanti più importanti del genere gotico. Negli anni, la figura dello scrittore è stata omaggiata numerose volte nella cultura popolare, attraverso la letteratura, la musica, le produzioni cinematografiche e quelle televisive. A lui è stato dedicato un premio annuale, conosciuto con il nome di Edgar Award, assegnato dall’organizzazione Mystery Writers of America, per decretare la miglior produzione narrativa, saggistica, televisiva, cinematografica o teatrale dell’anno, nell’ambito dei generi thriller, horror e giallo. In occasione dell’anniversario della sua morte, vi proponiamo le sue frasi più belle.

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“Dichiarare la propria viltà può essere un atto di coraggio.”

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“Non è veramente coraggioso colui che teme di sembrare od essere, quando gli conviene, un vile.”

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“Sono giovane e sono poeta (se l’amore per il Bello può rendere poeti) e desidero esserlo. Io sono irrimediabilmente poeta.”

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“A volte, ahimè, la coscienza degli uomini si carica di un fardello tanto orribile che riusciamo a liberarcene solo nella tomba. Così l’essenza del crimine rimane avvolta nel mistero.”

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“Come regola generale, nessuno scrittore dovrebbe far figurare il suo ritratto nelle sue opere. Quando i lettori hanno gettato un’occhiata alla fisionomia dell’autore, di rado riescono a mantenersi seri.”

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“Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell’intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell’intelletto in generale.”

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“L’ignoranza è una benedizione, ma perché la benedizione sia completa l’ignoranza deve essere così profonda da non sospettare neppure se stessa.”

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“È veramente da mettere in dubbio che l’intelligenza umana possa creare un cifrario che poi l’ingegno non riesca a decifrare con l’applicazione necessaria.”

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“I veri, i soli veri pensatori, gli uomini di ardente immaginazione!”

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“Terrore e suspense si addicono alla brevità del racconto.”

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“Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.”

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“Empi il bicchier ch’è vuoto, vuota il bicchier ch’è pieno, non lo lasciar mai vuoto, non lo lasciar mai pieno.”

 

 

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