Avanti tutta

Come cambiare la propria vita in meglio, i consigli di Simone Perotti

Come è possibile cambiare la propria vita? E' davvero solo una questione di soldi e lavoro? Ce lo spiega l'autore del libro "Avanti tutta" in questa intervista
Come cambiare la propria vita in meglio, i consigli di Simone Perotti

MILANO – Oggi possiamo ancora cambiare le nostre vite, che non possiamo far evolvere se non ribaltando la scala dei valori. E’ questa le teoria, di simone Perotti, autore del libro “Avanti tutta“. Una teoria, quella del downshifting, raccontata in “Adesso basta” e che da anni Simone mette in pratica e che ha voluto racontare in questo suo libro. Ma in cosa consiste questo cambiamento di vita? E’ davvero solo una questione di soldi e lavoro? Ce lo spiega lo stesso Simone in questa intervista.

 

Come nasce “Avanti tutta”?

Nasce come conseguenza naturale della scrittura di “Adesso Basta”. Ci sono scelte di vita che si rivelano ‎così importanti e ricche da consentire la stesura di un libro. Ma ci sono libri che quando escono aggregano così tanto interesse da spingerti a chiedere a te stesso se hai davvero descritto tutto, e se le domande che ricevi, le difficoltà che incontri, non meritino un ragionamento ancora. Mettermi su questa lunghezza d’onda mi ha rivelato un mondo, che era parte integrante delle mie scelte di cambiamento e dell’apparato ideale e filosofico che le aveva rese possibili, ma che io non avevo ancora approfondito e scritto. E allora mi ci sono messo.

 

In che modo si inserisce questo nuovo libro nel tuo percorso di cambiamento di vita?

Scrivere tutta la storia delle mie idee di ribellione all’eccesso di responsabilità, all’omologazione, alla vita insensata e costosa delle città, al disprezzo per l’ambiente che osserviamo e viviamo ogni giorno, e soprattutto allo spreco di tempo e talento di cui siamo protagonisti… è stato molto importante. Mi ha dato la misura del grande valore che ha il pensiero individuale seguito dall’azione. “Avanti Tutta” è stato un diario di bordo della rivolta. Mentre lo scrivevo cambiavo ancora, osavo qualcosa di più. Da quel libro le mie scelte sono diventate gesti consapevoli di un rivoltoso.

 

La nostra è una società basata sul consumismo e contraddistinta da ansia, fretta e responsabilità. In questo libro proponi di cambiare etica di vita. Perché secondo te ciò riesce così difficile?

Perché la lunga marcia verso il benessere, l’estinzione del concetto di fatica fisica come ingrediente quotidiano della nostra prestazione di vita, la fuga da ogni perturbante che sia il caldo, il freddo, la fame, la malattia (tutte cose da cui grazie al cielo ci siamo emancipati largamente, sia chiaro) ha portato tuttavia con sé un altissimo costo‎, che oggi dobbiamo pagare: la nostra schiavitù. Paghiamo con la drastica riduzione della libertà e con la moneta sonante del tempo non più nostro ogni millimetro di benessere raggiunto. Ma il tempo non torna, vola via, e noi moriremo. E allora sarà tardi per tutto. Ma oggi non è ancora quel giorno, oggi possiamo ancora cambiare le nostre vite, che non possiamo far evolvere se non ribaltando la scala dei valori: non voglio essere ricco, non voglio non avere problemi economici, non voglio non avere freddo o caldo, non voglio non avere mal di schiena…. se per queste cose devo cedere libertà, equilibrio, armonia, vita nella natura, silenzio, leggerezza sul cuore. Tutti pensano che cambiare vita sia una questione di soldi. Tutti quelli che cercano un alibi per non affrontare davvero la storia profonda della loro esistenza….

 

Ci puoi indicare 4-5 gesti e abitudini che possono aiutare a cambiare la propria vita in meglio?

Io non posso vivere senza fare per gran parte del tempo (quella giornata di otto ore che tutti dedicano al Re Lavoro) ciò per cui sono nato: scrivere (e poi navigare). Non posso vivere senza passare gran parte del mio tempo in solitudine, a studiare, a pensare. Non posso vivere senza stare nella natura. Non posso vivere senza autoprodurre, aggiustare, cambiare d’uso, non solo per risparmiare, ma perche sono un homo faber, e senza ‘fabbricare’ muoio ogni giorno un po’. Ma vedi che l’elenco è lunghissimo….

 

Nel libro parli dell’importanza di creare un’ “agenzia di scollocamento”, a cui hai dedicato un libro a parte. In cosa consisterebbe?

Tutti devono poter essere aiutati non solo a “collocarsi” in questo mondo come tanti piccoli schiavi acritici, ma anche a “scollocarsi” da esso. Solo che educazione, media, scuola, simboli fanno solo e fortemente la prima delle due opere di formazione. La seconda, insegnare alle persone come essere uomini e donne autonomi, liberi, che siano in grado di scegliere consapevolmente…. non la fa nessuno. Il risultato è che siamo tutti terrorizzati, incapaci di mutare la nostra rotta anche solo di un grado.

 

Gli italiani sono un popolo che non ama leggere, ma vuole a tutti i costi scrivere e guarda molta tv. Quanto ciò influisce nella bontà dele scelte sociali e politiche del Paese?

Beh, la cultura può aiutare molto. Ma a volte può perfino intralciare. Serve curiosità, desiderio, passione per partire alla ricerca della propria autenticità, che non è “essere se stessi”, semmai l’opposto: è tentare di essere il più‎ simili possibile all’uomo e alla donna che sappiamo di voler diventare, che ancora non siamo, ma che diventeremo certamente se ci proviamo.

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