La poesia è una necessità, uno spazio in cui le parole prendono il volo per dare forma alle nostre paure più profonde e alle nostre speranze più luminose. E proprio il volo è al centro dell’opera che ha trionfato a Roma, lo scorso 13 ottobre 2026, durante un evento che ha trasformato la Capitale nel cuore pulsante della letteratura italiana. Carmen Gallo è infatti la vincitrice della quarta edizione del Premio Strega Poesia con la sua straordinaria e magnetica raccolta intitolata Procne Machine, pubblicata da Einaudi.
Una vittoria sentita e partecipata, che conferma l’importanza di un premio capace di accendere i riflettori su un genere letterario troppo spesso considerato, a torto, di nicchia, ma che possiede invece la chiave per leggere la complessità del nostro presente.
La vittoria di Carmen Gallo e la cinquina finalista
La suggestiva cornice della Casa dell’Architettura di Roma, situata presso il complesso monumentale dell’Acquario Romano, ha ospitato la cerimonia di premiazione, trasmessa anche in diretta streaming su RaiPlay per permettere a tutti gli appassionati di partecipare a questa grande festa della cultura.
Carmen Gallo ha conquistato la giuria ottenendo 33 voti su 83 espressi, superando una concorrenza di altissimo livello. A comporre la meravigliosa cinquina finalista, che era stata precedentemente annunciata il 16 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino, vi erano poeti di straordinaria sensibilità.
La graduatoria finale ha visto posizionarsi al secondo posto Isabella Leardini con Maniere nere (Mondadori) che ha raccolto 18 preferenze, seguita da Vincenzo Ostuni con Faldone (Il Saggiatore) a 17 voti, Federico Italiano con Godzilla e altre poesie (Guanda) a 10 voti, e Fabrizio Lombardo con La linea spezzata (Donzelli) a 5 voti.
Il delicato compito di scegliere l’opera vincitrice è stato affidato agli “Amici della poesia”, una giuria d’eccezione composta da cento donne e uomini di cultura residenti in Italia e all’Estero. Tra questi, figurano i membri dell’illustre Comitato scientifico del Premio: voci autorevoli come Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa, Mario Desiati, Roberto Galaverni, Vivian Lamarque, Patricia Peterle, Stefano Petrocchi, Laura Pugno, Antonio Riccardi e Gian Mario Villalta.
“Procne Machine”: la bellezza atroce e la forma della paura
Ma di cosa parla il libro vincitore? Procne Machine non è solo una semplice silloge, ma un vero e proprio viaggio architettonico e mitologico. Come sottolineato dalla splendida motivazione del Comitato scientifico, Carmen Gallo “costruisce un solido, un volume tematico, una sorta di monumento classico paradossale, la scultura a parole di quanto di più lieve conosciamo: il volo”.
Il richiamo è a Procne, figura della mitologia greca trasformata in rondine, simbolo di un canto spezzato e ritrovato. L’autrice indaga il volo e il suo esatto contrario: quel senso di immobilità, di “volo e canto bloccati dal disincanto in varie forme di bellezza atroce”. Il cuore pulsante del libro è un saggio in versi, posizionato a metà dell’opera, dove le parole sembrano spiccare il volo dalle antiche terre del mito per planare dolcemente su tutta la materia letteraria. È un libro profondamente commosso e intelligente che ci ricorda una verità assoluta: la poesia è l’attraversamento della paura, è la “fissazione verbale di una fobia”, il tentativo dell’essere umano di dominare l’ignoto attraverso la bellezza del linguaggio.
Una serata di contaminazioni: parole, musica e immagini
La serata romana, condotta con eleganza e ritmo da Carolina Di Domenico, non è stata solo una celebrazione della parola scritta, ma un vero e proprio spettacolo in cui diverse forme d’arte hanno dialogato tra loro in perfetta sinergia. Il palco ha accolto tre grandi artisti della scena musicale italiana, dimostrando come la poesia sappia fondersi naturalmente con la musica e le immagini.
L’apertura è stata affidata a Ginevra Nervi, talentuosa compositrice e produttrice, che ha incantato il pubblico con la performance audiovisiva Beyond Appearances, tratta dallo spettacolo The Disorder of Appearences. Successivamente, la magia cantautorale di Cristina Donà ha emozionato i presenti con un’anteprima assoluta: il brano Possibili superstiti, che anticipa il suo nuovo album di inediti, seguito dalle celebri e amatissime Universo e Stelle buone. A chiudere questo viaggio sensoriale è stato il rapper Rancore, maestro nell’incastro metrico e concettuale, che ha portato sul palco tre intensi pezzi tratti dal suo ultimo album Tarek da colorare: Fanfole, Roma non può e Codex Seraphinianus.
Il Premio Strega Giovani Poesia a Isabella Leardini
La cultura deve guardare al futuro, ed è per questo che uno dei momenti più emozionanti della serata è stato dedicato alle nuove generazioni. Nel corso dell’evento, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento (con la collaborazione di Tirreno Power, media partner Rai e sponsor tecnici Librerie Feltrinelli e SYGLA), è stato consegnato il Premio Strega Giovani Poesia, offerto da BPER Banca.
Lorena De Vita dell’Ufficio Sponsorships BPER ha annunciato il trionfo di Isabella Leardini con la sua raccolta Maniere Nere (Mondadori). La vera forza di questo riconoscimento risiede nella sua giuria: la Leardini è stata infatti scelta da studenti provenienti da circa trenta scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia, ottenendo ben 35 voti su 128. Un segnale bellissimo, che ci fa capire quanto i ragazzi abbiano bisogno di leggere e confrontarsi con i versi. A testimonianza di questo coinvolgimento, è stata premiata anche la giovanissima Klizia Maffei, studentessa dell’Istituto “Publio Elio Adriano” di Tivoli, autrice della migliore recensione al libro della Leardini.
La serata si è conclusa con i saluti istituzionali di Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Bellonci, e di Giuseppe D’Avino, presidente di Strega Alberti Benevento. A Carmen Gallo, oltre al riconoscimento in denaro, è stata consegnata l’opera L’Infinito Premio Strega, un magnifico dono realizzato dal maestro Emilio Isgrò.
Un’edizione indimenticabile che ci ricorda, ancora una volta, perché non possiamo – e non dobbiamo – fare a meno della poesia nelle nostre vite.

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