LIBRI - Ricorrenze letterarie

Alessandro Manzoni, le frasi più belle tratte da ”I promessi sposi”

Ricorre oggi la morte di Alessandro Manzoni, considerato uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi. Lo ricordiamo con le dieci frasi più belle tratte dal suo capolavoro, ''I promessi sposi''...

Ricorre oggi la morte di Alessandro Manzoni, considerato uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi. Lo ricordiamo con le dieci frasi più belle tratte dal suo capolavoro, ”I promessi sposi”

MILANO – In occasione dell’anniversario della morte di Alessandro Manzoni, vi riproponiamo alcuni delle frasi più celebri tratte dal suo immortale romanzo.

‘Or bene,’ gli disse il bravo all’orecchio, ma in tono solenne di comando, ‘questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai.’

‘Gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante.’

‘È uno de’ vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi.’

‘All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle.’

‘Que’ prudenti che s’adombrano delle virtù come de’ vizi, predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov’essi sono arrivati, e ci stanno comodi.’

‘Con l’idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n’aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n’era per disgrazia molte delle storte; e non eran quelle che le fossero men care.’

‘Come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccio, al passar della falce che pareggia tutte l’erbe del prato.’

‘E s’inoltrava in quell’età così critica, nella quale par che entri nell’animo quasi una potenza misteriosa, che solleva, adorna, rinvigorisce tutte l’inclinazioni, tutte l’idee, e qualche volta le trasforma, o le rivolge a un corso impreveduto.’

‘Uno dei benefici dell’amicizia è di sapere a chi confidare un segreto.’

‘Ma noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani, e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi; sopportiamo, non rassegnati, ma stupidi, il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile.’
 
22 maggio 2015

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