Le 7 tipologie di lettori più irritanti

Scopri le diverse tipologie di lettori che, per opinioni e comportamento, a volte potrebbero essere davvero irritanti. Vi riconoscete in alcuni di questi?

Le 6 tipologie di lettori più irritanti

Il mondo dei libri e dei lettori è un luogo meraviglioso, ma non è esente da personalità che possono mettere a dura prova la pazienza anche del lettore più zen. Se qualche anno fa ci limitavamo a sorridere davanti al “letterato” snob o al fan accanito, oggi il panorama si è evoluto. Tra BookTok, edizioni limitate e maratone di lettura digitali, sono nate nuove figure che hanno elevato il concetto di “irritante” a un nuovo livello professionale.

Non solo “classici” e “letterati”: ecco le tipologie di lettori più irritanti di oggi

Ognuno di noi ama leggere un buon libro e, nonostante la lettura sia un a pratica solitaria, condividere i propri pensieri su ciò che si legge e confrontarsi con altri lettori sono alcune delle attività collaterali della lettura più stimolanti.

Allo stesso tempo, quindi, emergono diversi profili di lettori che, per le loro opinioni o semplicemente per il loro comportamento, possono risultare irritanti o addirittura antipatici.

Vediamo quali sono le 7 tipologie di lettori irritanti prendendo spunto da un articolo dell’Huffington Post. Vi riconoscete in alcuni di loro?

Il classicista “anestetizzato”

È l’evoluzione del lettore classico. Per lui, la letteratura è morta ufficialmente intorno al 1920. Se provate a parlargli di un autore contemporaneo, vi guarderà con una miscela di pietà e fastidio. La sua frase tipica? “Perché leggere qualcosa di nuovo quando non ho ancora finito di rileggere tutto l’Eneide in metrica?”. Non importa quanto un romanzo moderno sia profondo o innovativo: se non profuma di polvere e secoli di critica accademica, per lui è solo “intrattenimento di massa”.

Lo snob laureato (o “l’accademico perenne”)

Questa categoria di lettori legge per esercitare il potere. È colui che interrompe ogni vostra opinione con un: “Beh, io che ho studiato filologia posso dirti che la tua interpretazione è testualmente infondata”. Per lui, il libro è un esame continuo e la conversazione letteraria è un campo di battaglia dove deve dimostrare la sua superiorità intellettuale. Spesso ignora che la lettura è anche emozione, non solo analisi strutturale.

Il “gatekeeper” delle tendenze (o anche il dittatore del bestseller)

È l’opposto del classicista, ma altrettanto molesto. È sempre sul pezzo, legge solo quello che è primo in classifica e, se non l’hai letto anche tu entro 48 ore dall’uscita, ti espelle moralmente dal club dei lettori. “Come, non hai letto l’ultimo caso editoriale scandinavo? Ma allora di cosa parliamo?”. Ti fa sentire inadeguato perché non segui il ritmo frenetico del mercato, dimenticando che ognuno ha i suoi tempi.

Il “spoileratore” per entusiasmo (o anche fan incontrollato)

Questa tipologia ama così tanto un libro da volerlo “vivere” insieme a te… rovinandoti tutto. Mentre stai leggendo il primo capitolo, lui ti si avvicina e dice: “Oh mio Dio, non puoi capire cosa succede a metà! No, non te lo dico, ma sappi che il protagonista non è chi sembra!”. Grazie, ora passerò le prossime 300 pagine a cercare il traditore invece di godermi la storia. La sua eccitazione è la tua rovina.

Il “book-aesthetic” (Ii lettore fotografo)

Una categoria modernissima nata su Instagram e TikTok. Per questo tipo di lettore, l’estetica della copia è più importante del contenuto. Compra cinque edizioni diverse dello stesso libro (che non ha mai letto) perché “i colori della costa stanno bene sulla mensola”. Passa più tempo a comporre flat lay con petali di rosa e tazze di caffè che a girare le pagine. Il suo crimine peggiore? Spesso non sa nemmeno come finisce il libro che sta promuovendo, ma sa perfettamente quale filtro usare per farlo sembrare un capolavoro.

Lo psicologo della Domenica

È quello che analizza la tua personalità in base alla tua libreria. Se legge un thriller sul tuo comodino, ti chiede se hai traumi irrisolti. Se leggi un romance, sorride con condiscendenza pensando che tu sia una persona superficiale. Non accetta che si possa leggere per svago: ogni tua scelta deve avere un significato recondito che lui è pronto a psicanalizzare con fastidiosa insistenza.

Il maratoneta dello “speed reading”

Infine, c’è il lettore che vive la lettura come una gara olimpica. Lo trovi su Goodreads a vantarsi di aver letto 300 libri in un anno. Se gli chiedi di cosa parlava il romanzo letto tre giorni fa, risponde in modo vago, perché la sua priorità era finirlo per segnare la spunta sulla sua sfida annuale. La lettura per lui è accumulo, non assimilazione, e tende a farti sentire pigro solo perché tu, un libro, te lo vuoi godere con calma.

    Perché certi lettori ci irritano così tanto?

    In fondo, queste tipologie ci infastidiscono perché rompono la magia della lettura. Leggere è un atto intimo, un dialogo silenzioso tra autore e lettore. Quando qualcuno cerca di imporre regole, giudizi o velocità a questo processo, invade uno spazio sacro.

    Tuttavia, ammettiamolo: chi di noi non è stato, almeno per un giorno, un po’ “snob” o un po’ “fan accanito”? Forse il segreto per sopravvivere a questi lettori irritanti è sorridere, chiudere il proprio libro e tornare a perdersi nelle pagine, lasciando che il rumore del mondo (e dei lettori molesti) resti fuori dalla copertina.

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