Grandi poeti

5 curiosità su Gabriele D’Annunzio, dall’Impresa di Fiume all’invenzione di nuove parole

Gabriele D'Annunzio è stato uno dei più grandi e discussi poeti italiani di sempre. Ecco 5 curiosità che lo riguardano

Gabriele D’Annunzio lo conosciamo tutti. È uno dei poeti più importanti del ‘900 ed è entrato nell’immaginario comune come un personaggio veramente originale: dalla sua relazione con la bella Eleonora Duse ai suoi controversi ed originali modi di vivere la vita fino alla storica Impresa di Fiume. Insomma, D’Annunzio è da sempre stato uno dei personaggi più “gossippati” del mondo della cultura ed ecco allora che vi racconto 5 curiosità che lo riguardano.

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Il primo Influencer

 

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Oggi per definire un qualsiasi personaggio pubblico di notevole rilevanza ed influenza sociale useremmo il termine “influencer“. Ecco sebbene Facebook ed Instagram non esistessero all’epoca del poeta italiano, D’Annunzio seppe comunque essere influencer del suo tempo. Era già all’epoca un personaggio famoso e ad accrescere la sua notorietà erano i suoi gesti controversi e a dir poco originali. Tuttavia, non tra poche critiche, sapeva far parlare di se e la sua influenza era tale che aziende come l’Amaro Montenegro e dell’Amaretto di Saronno lo ingaggiarono come testimonial pubblicitario. Come una vera e propria star contemporanea, D’Annunzio fece anche una sua linea di profumi, chiamata “Acqua Nunzia”.

Esperto di Marketing

Gabriele D’Annunzio non solo era un grande poeta, ma anche un vero e proprio esperto di marketing. Abbiamo visto prima la sua “parallela carriera da infleuncer“, ma grazie a questo aneddoto ci sembrerà ancora più chiaro il suo ruolo di stratega pubblicitario. D’Annunzio, infatti, per incrementare le vendite del suo primo componimento Primo Vere, s’inventò un’espediente davvero originale: finse la sua morte a seguito di una caduta da cavallo. Ovviamente i giornali ne parlarono dicendo che di li a poco sarebbe uscito il suo primo componimento. L’attenzione era quindi tutta su D’Annunzio e sulla sua prima pubblicazione che ora non poteva che essere sulla bocca di tutti. Solo in un secondo momento smentì la notizia.

Comunicatore politico

Attivo nella letteratura tanto quanto nella politica, era il 1918 quando D’Annunzio compì uno dei suoi più celebri gesti: il poeta con un aereo sorvolò Vienna e lasciò cadere sulla città austriaca più di 400.000 manifesti tricolori contenenti una provocatoria esortazione alla resa e a porre fine alle belligeranze. Questo è quello il manifesto recitava:

VIENNESI!

Imparate a conoscere gli italiani.
Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà.
Noi italiani non facciamo la guerra ai bambini, ai vecchi, alle donne.
Noi facciamo la guerra al vostro governo nemico delle libertà nazionali, al vostro cieco testardo crudele governo che non sa darvi né pace né pane, e vi nutre d’odio e d’illusioni.

VIENNESI!

Voi avete fama di essere intelligenti. Ma perché vi siete messi l’uniforme prussiana? Ormai, lo vedete, tutto il mondo s’è volto contro di voi.
Volete continuare la guerra? Continuatela, è il vostro suicidio. Che sperate? La vittoria decisiva promessavi dai generali prussiani? La loro vittoria decisiva è come il pane dell’Ucraina: si muore aspettandola.

POPOLO DI VIENNA, pensa ai tuoi casi. Svegliati!

VIVA LA LIBERTÀ!

VIVA L’ITALIA!

VIVA L’INTESA!

Impresa di Fiume

E parlando di politica non si può non nominare la storica impresa di Fiume che proprio oggi compie 100 anni. Ecco che nel 1919 prende vita la ribellione di Gabriele D’Annunzio ed alcuni reparti del Regio Esercito al fine di occupare la città adriatica di Fiume, contesa tra il Regno d’Italia e il Regno di Jugoslavia. Fiume era già asburgica e il suo possesso era già stato rivendicato, senza successo, dall’Italia alle trattative di Parigi. Il 12 settembre 1919 la spedizione, entrata in Fiume, ne proclamò l’annessione al Regno d’Italia, malgrado l’ostilità del governo di Roma. A seguire, il 12 agosto del 1920 il poeta decise di trasformare il territorio fiumano in Stato indipendente, proclamandovi la Reggenza Italiana del Carnaro. Ma dopo la firma del Trattato di Rapallo (12 novembre 1920) che definiva Fiume città libera, in dicembre le truppe italiane entrarono a Fiume e Gabriele D’Annunzio dovette arrendersi.

Inventore di parole

 

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Ecco che tra le 1000 cose per cui è famoso D’Annunzio bisogna aggiungere la 1001: non solo poeta, non solo “influencer“, non solo attivista, ma anche coniatore di parole. Sebbene non sia da considerare una professione, il fatto che coniasse nuovi vocaboli è un aspetto da ricordare. A lui si attribuisce l’invenzione delle parole: scudetto, tramezzino, velivolo, automobile (al femminile), Vigili del Fuoco, fusoliera e probabilmente anche il termine Milite ignoto. Da ricordare sono anche l’attribuzione del nome laRinascente, il primo negozio in Italia dove si vendono abiti preconfezionati, e SAIWA l’azienda produttrice di prodotti da forno a livello industriale; D’Annunzio era un assiduo consumatore di questi biscottini e suggerì di chiamare l’azienda Società Accomandita Industria Wafer e Affini, in 5 lettere: SAIWA.

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