Prestare le proprie parole a un’altra persona può diventare un’esperienza intima. Significa immaginare come pensa, scegliere cosa mostrare di lei e trovare una voce capace di renderla riconoscibile agli occhi degli altri. Quando questo lavoro si svolge sui social, il confine tra collaborazione professionale e coinvolgimento personale può farsi particolarmente fragile. È uno dei nodi che rendono interessante il passaggio al cinema di “Il profilo dell’altra”, il romanzo d’esordio di Irene Graziosi, pubblicato da Edizioni e/o nel 2022.
A portarlo sullo schermo è Francesco Bruni, con Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi protagoniste. Il film, liberamente ispirato al libro, è stato presentato nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma 2026 ed è atteso nelle sale nei primi mesi del 2027, con distribuzione Vision Distribution. Le notizie diffuse in occasione del festival indicano febbraio come mese previsto per l’uscita.
Il romanzo di Irene Graziosi: Maia e Gloria
Nel libro, le protagoniste si chiamano Maia e Gloria. Gloria ha diciotto anni ed è un’influencer di successo: possiede denaro, visibilità e un pubblico che segue ogni sua apparizione. Maia, invece, attraversa una fase di disorientamento. Dopo la morte della sorella minore ha abbandonato gli studi, lavora come barista ed è coinvolta in una relazione che alimenta il suo disagio. Quando comincia a lavorare per Gloria, entra in un ambiente dove la personalità viene selezionata, organizzata e trasformata in un’immagine da offrire al pubblico.
A raccontare la storia è Maia, la cui voce accompagna il lettore nell’incontro con quel mondo. La prima persona rende particolarmente importante la distanza tra ciò che osserva e ciò che prova: il giudizio sugli altri convive con la difficoltà di comprendere sé stessa. Nel rapporto con Gloria, il lavoro diventa anche un’occasione per cercare indipendenza e ridefinire la propria posizione. La vicinanza tra le due cresce dentro un equilibrio instabile, nel quale ciascuna trova nell’altra qualcosa di cui sente il bisogno
Un legame che mette in discussione l’identità
La premessa del romanzo invita a interrogarsi su cosa accada quando il riconoscimento arriva attraverso una relazione molto intensa. Sentirsi comprese può restituire fiducia, ma può anche rendere difficile conservare uno spazio autonomo. Nel caso di Maia e Gloria, questa tensione acquista un significato ulteriore perché una parte del rapporto riguarda proprio la costruzione di un’identità pubblica. Chi contribuisce a dare forma alla voce dell’altra partecipa al suo successo, restando contemporaneamente dietro le quinte.
Il titolo racchiude questa ambivalenza. Il “profilo” è quello che appare su una piattaforma, ma richiama anche il modo in cui impariamo a riconoscere una persona. Guardare l’altra significa attribuirle un contorno, una storia e delle intenzioni. La domanda diventa allora quanto spazio rimanga per ciò che sfugge a questa rappresentazione: contraddizioni, cambiamenti, desideri difficili da comunicare e aspetti che si preferisce custodire.
Dal libro al film: arrivano Antonia e Cecilia
L’adattamento introduce cambiamenti significativi. Nel film di Bruni, Pilar Fogliati interpreta Antonia, una trentenne che ha pubblicato un romanzo accolto favorevolmente, per poi interrompere la scrittura e lavorare come cameriera a Milano. Ginevra Francesconi è Cecilia, diciottenne benestante e content creator con milioni di follower. Accanto a lei c’è una nonna elegante e severa, coinvolta nella sua affermazione sui social. L’incontro tra Antonia e Cecilia dà origine a una relazione profonda, conflittuale e simbiotica.
Il cambiamento della protagonista adulta rende particolarmente evidente il confronto tra due forme di riconoscimento. Antonia ha conosciuto quello letterario, mentre Cecilia vive dentro una visibilità quotidiana, misurabile attraverso l’attenzione del pubblico. Per un articolo “dal libro allo schermo”, questa è una differenza da osservare: il film rielabora il materiale narrativo e modifica la biografia dei personaggi, conservando al centro l’incontro tra due donne che occupano posizioni molto diverse.
La scrittura diventa un punto di contatto
Antonia finisce a scrivere i contenuti di Cecilia: una donna che ha interrotto il proprio percorso letterario mette le sue capacità al servizio della comunicazione altrui.
È una situazione che apre domande sul valore attribuito alle parole. Scrivere per qualcuno richiede attenzione, capacità di immedesimazione e comprensione del pubblico. Quando a essere costruita è una personalità riconoscibile, il lavoro può coinvolgere anche convinzioni, emozioni e modi di presentarsi.
Questa dinamica offre uno spunto concreto sulla relazione tra autorialità e visibilità. Il pubblico incontra una voce apparentemente immediata, mentre dietro possono esserci confronto, revisioni e scelte professionali. Il rapporto tra le protagoniste permette quindi di interrogare il lavoro necessario a produrre quella naturalezza che, osservata attraverso uno schermo, sembra spontanea.
Francesco Bruni e il tema della rappresentazione di sé
Nelle note di regia presentate dalla Festa del Cinema di Roma, Bruni collega il progetto al suo interesse per le difficoltà dei giovani nel crescere e affermare la propria identità. Il romanzo gli ha consentito di affrontare anche il tema della rappresentazione personale in rete: uno spazio che offre opportunità e, insieme, esercita una pressione a costruire un’immagine artificiosa tanto dei successi quanto delle difficoltà.
Il punto riguarda chiunque utilizzi i social, anche senza farne una professione. Scegliere una fotografia, raccontare un risultato o condividere un momento doloroso comporta una decisione su come desideriamo essere percepiti. La continuità di questa esposizione può trasformare il rapporto con le esperienze: mentre le viviamo, immaginiamo già come raccontarle. La vicenda delle protagoniste permette di avvicinarsi a questa tensione attraverso un rapporto personale, nel quale il bisogno di essere viste incontra quello di essere comprese.
Il cast e la collaborazione con Irene Graziosi
Accanto a Fogliati e Francesconi figurano Raffaella Lebboroni, Giulia Ercolini, Cora Marcaccio, Fabrizio Costella, Silvia Degrandi, Aisha Meki e Alice De Matteis. La produzione è di Palomar e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. Bruni firma la sceneggiatura, mentre Irene Graziosi ha collaborato al soggetto: un coinvolgimento che lega direttamente l’autrice al percorso cinematografico della storia.
Chi è Irene Graziosi
Nata a Roma nel 1991, Irene Graziosi ha studiato psicologia e neuroscienze e ha lavorato con la scrittura, i video e il racconto documentario. Nel 2018 ha fondato insieme a Sofia Viscardi il progetto editoriale digitale Venti. “Il profilo dell’altra” è il suo primo romanzo. Il suo percorso professionale offre un contesto utile per avvicinarsi al libro: la narrazione nasce da un’autrice che ha frequentato gli ambienti della comunicazione digitale e si è confrontata con i linguaggi attraverso cui le persone raccontano esperienze e identità.
Perché leggere il libro prima dell’uscita
Leggere il romanzo prima del film permette di conoscere Maia e Gloria attraverso la voce narrante e di osservare, successivamente, come Bruni abbia trasformato personaggi e situazioni. Il confronto può partire proprio dalle differenze già dichiarate: i nomi, l’età e il passato di Antonia, il ruolo della scrittura. Sono elementi che mostrano quanto un adattamento possa diventare un’interpretazione, scegliendo nuovi strumenti per mettere a fuoco le tensioni della storia.
“Il profilo dell’altra” offre così un’occasione per riflettere sul desiderio di riconoscimento e sul prezzo della vicinanza. Nel lavoro, nell’amicizia e nell’attrazione, lo sguardo di un’altra persona può aiutarci a trovare una forma più consapevole di noi stesse. Conservare la libertà di cambiarla resta una parte decisiva di quel percorso.

Condividi questo articolo