Nell’opera “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello la commedia si impone ancora sulla scena come un’indagine sulla distanza tra ciò che siamo e ciò che possiamo mostrare. In questo sistema di relazioni, la credibilità non è un dettaglio: diventa una forma di potere, talvolta più decisiva dei fatti stessi.
“Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello
Pubblicato nel 1917, il testo del “Il berretto a sonagli” nasce in siciliano e viene poi rielaborato in italiano, ma il suo nucleo non appartiene a un’epoca precisa: riguarda il modo in cui gli individui vivono attraverso lo sguardo degli altri.
Non stupisce quindi che le sue rappresentazioni continuino ad attirare il pubblico.
“Il berretto a sonagli”, con protagonista Silvio Orlando, è attualmente in scena al Teatro Carignano di Torino fino al 10 maggio 2026.
Essere o apparire, questo è il dilemma
L’opera, nella sua forma più nota, è una commedia in tre atti, ambientata in una cittadina della Sicilia. Protagonista è Beatrice, una donna divorata dalla gelosia nei confronti del marito, il cavalier Fiorica, che sospetta una relazione extraconiugale con Nina, la giovane moglie del segretario Ciampa. Nonostante i tentativi di dissuasione dei familiari, Beatrice porta avanti il suo piano: smascherare gli amanti per poterli denunciare.
Beatrice si configura subito come l’alter ego di Ciampa: entrambi traditi, ma con reazioni opposte. Se lei cerca la verità, lui sceglie di difendere onore e reputazione, accettando il compromesso sociale e muovendosi dentro un fragile equilibrio.
Quando la verità diventa un rischio sociale
In un dialogo centrale dell’opera, Ciampa illustra a Beatrice, mimando la serratura di tre chiavi sulla fronte, che ogni individuo dispone di tre corde. La corda seria è quella della ragione e della riflessione; la corda civile è quella che impone l’uso delle maschere sociali, necessarie per convivere con gli altri; la corda pazza, infine, è quella che, se tirata, conduce alla perdita del controllo e alla follia.
Più che tre possibilità, sono tre strategie per sopravvivere in una società che non tollera la verità nuda. Ciampa non invita a cercare la verità: invita a contenerne gli effetti. Uscire dalle convenzioni non significa affermarsi, ma esporsi al giudizio collettivo.
La follia come gesto estremo
Nonostante gli avvertimenti, Beatrice decide di proseguire. Il marito e Nina vengono sorpresi insieme e arrestati, generando uno scandalo che coinvolge tutte le famiglie.
La reazione è immediata: Beatrice diventa il problema, mentre Ciampa resta intrappolato in una posizione impossibile. L’onore gli imporrebbe una vendetta, ma questa aggraverebbe ulteriormente lo scandalo.
Pirandello risolve il conflitto con un paradosso teatrale: suggerire a Beatrice di fingersi pazza. Il suo gesto di denuncia viene così neutralizzato, attribuito alla follia, e l’equilibrio sociale viene ristabilito.
La commedia si chiude così con la risata amara di Ciampa che, come quella di un pagliaccio, suggella un epilogo insieme tragico e comico.
“Strillate, signora! Dite la verità in faccia a tutti, sì! E vi metteranno il berretto a sonagli in testa e vi sbatteranno nel manicomio! Perché la verità è un lusso che non ci si può permettere.”
Il teatro del paradosso e la società dello sguardo
Il teatro si trasforma così in un dispositivo del paradosso: chi tenta di affermare la verità viene isolato, ridicolizzato e infine escluso.
Se Pirandello descriveva una società costruita sulle maschere sociali, oggi quel meccanismo trova una sua amplificazione nei social network: Instagram, TikTok e LinkedIn diventano spazi in cui l’identità è continuamente rappresentata, tra esposizione, controllo e costruzione dell’immagine.
In questo contesto, dove gli avatar di ciascuno di noi progressivamente prendono il sopravvento, viene naturale chiedersi se ciò che si vede sia la realtà o solo la proiezione virtuale delle stesse maschere che muovevano i personaggi di Pirandello.
Chissà, forse se fossimo Beatrice in un gesto di lucida follia cancelleremmo tutti gli account, ma non stupisce che, in questo mondo di eroi, ciascuno di noi continui a scegliere di essere Ciampa.
