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Film in uscita a novembre 2026: 9 novità da vedere al cinema

Dagli Hunger Games del giovane Haymitch al nuovo film di Martin McDonagh, novembre 2026 porta al cinema adattamenti letterari, animazione, fantascienza e storie familiari. Nove novità da segnare in calendario, con trame, registi e date d’uscita italiane.

Film in uscita a novembre 2026: 9 novità da vedere al cinema

Novembre porta sul grande schermo storie che attraversano mondi molto diversi: la competizione mortale di Panem, una comunità sudcoreana minacciata da una creatura misteriosa, un set cinematografico sul quale un padre e una figlia devono tornare a parlarsi. Fra i film in uscita al cinema a novembre 2026, il fantastico convive con racconti che interrogano la famiglia, la responsabilità e il peso delle aspettative.

Per i lettori ci sono appuntamenti particolarmente riconoscibili. Suzanne Collins torna al centro del calendario con l’adattamento dedicato alla giovinezza di Haymitch, mentre Dr. Seuss offre il punto di partenza per una nuova avventura animata. Il cinema italiano propone invece, fra gli altri, il film di Paola Randi ispirato al libro “Cara Giulia” e la commedia familiare di Gianni Zanasi.

I nuovi film al cinema a novembre 2026

“Hope” di Na Hong-jin — dal 5 novembre

Una presenza misteriosa sconvolge Hope Harbor, un villaggio sudcoreano nel quale la polizia si trova ad affrontare una minaccia difficile da comprendere. Mentre gli abitanti cercano risposte e protezione, il tentativo di individuare la creatura espone chi la insegue a un pericolo crescente. Na Hong-jin, regista di “Goksung – La presenza del diavolo”, torna con un film che intreccia fantascienza, azione e orrore. Nel cast figurano Hwang Jung-min, Zo In-sung, Hoyeon, Michael Fassbender e Alicia Vikander. L’uscita italiana è fissata al 5 novembre, con distribuzione MUBI.

È la proposta da considerare se ami i racconti nei quali una comunità deve reagire a qualcosa che mette in crisi le sue conoscenze. La premessa permette di seguire sia l’urgenza della sopravvivenza sia il modo in cui la paura modifica le decisioni collettive: davanti all’ignoto, trovare una spiegazione può diventare importante quanto trovare una via di fuga.

“Wild Horse Nine” di Martin McDonagh — dal 5 novembre

Il nuovo film di Martin McDonagh si svolge nel 1973, poco prima del colpo di Stato cileno. Due agenti della CIA, Chris e Lee, vengono inviati da Santiago all’Isola di Pasqua dal loro superiore. Il viaggio diventa il luogo in cui affiorano il passato dei protagonisti e le tensioni del presente, mentre l’incontro con due giovani studentesse rischia di cambiare gli equilibri. Nel cast ci sono John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi e Parker Posey.

Previsto nelle sale italiane dal 5 novembre, “Wild Horse Nine” è un appuntamento per chi segue l’autore di “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” e “Gli spiriti dell’isola”.  Il contesto politico introduce una domanda sulla responsabilità individuale dentro apparati più grandi: quanto possiamo separarci dalle azioni compiute in nome di un’organizzazione? La premessa promette un incontro fra rapporti personali, segreti e conseguenze della storia.

“Se domani non torno” di Paola Randi — dal 5 novembre

Paola Randi porta al cinema la storia di Giulia Cecchettin, attraverso un film liberamente ispirato a “Cara Giulia”, scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso. La sceneggiatura è firmata dalla regista insieme a Lisa Nur Sultan. Nel cast figurano Filippo Timi, Sabrina Martina, Tecla Bossi e Tommaso Allione; la distribuzione è di Notorious Pictures. Il film arriverà nelle sale il 5 novembre, dopo l’anteprima annunciata alla Festa del Cinema di Roma e ad Alice nella città.

Il progetto parte da un dolore familiare che ha assunto una dimensione pubblica, aprendo un confronto sulla violenza contro le donne, sull’educazione e sulla responsabilità collettiva. È un titolo da avvicinare per il rapporto fra testimonianza e racconto cinematografico: dare spazio a una vita significa restituire legami, desideri e quotidianità, permettendo alla memoria di diventare anche occasione di ascolto e consapevolezza.

“Il Gatto col Cappello” di Alessandro Carloni ed Erica Rivinoja — dal 5 novembre

L’immaginario di Dr. Seuss incontra l’animazione in una nuova avventura dedicata al suo imprevedibile Gatto. La missione consiste nel rallegrare Gabby e Sebastian, due fratelli alle prese con il trasferimento in una nuova città. Il protagonista lavora per un’organizzazione votata all’immaginazione e all’ispirazione, ma la sua tendenza a esagerare rischia di compromettere anche questa occasione. A dirigere sono Alessandro Carloni ed Erica Rivinoja; nell’edizione italiana Stefano Fresi presta la voce al Gatto e Herbert Ballerina a Waffle. 

Al cinema dal 5 novembre, è una scelta per una visione condivisa fra adulti e bambini. La premessa lega il caos fantastico a un’esperienza concreta dell’infanzia: trovarsi in un ambiente nuovo e dover ricostruire le proprie abitudini. L’immaginazione diventa così una possibile risorsa per avvicinarsi al cambiamento, attraverso il gioco e la curiosità.

“L’essere amato” di Rodrigo Sorogoyen — dal 12 novembre

Javier Bardem interpreta Esteban Martínez, un regista affermato che torna a lavorare in Spagna e sceglie per il proprio film la figlia Emilia, interpretata da Victoria Luengo. Fra i due ci sono anni di distanza e un passato familiare difficile. Il set li costringe a incontrarsi di nuovo, sovrapponendo il rapporto professionale a questioni personali rimaste irrisolte. Diretto da Rodrigo Sorogoyen, “L’essere amato” arriverà in Italia il 12 novembre, distribuito da Movies Inspired. 

Il cinema diventa qui un ambiente nel quale osservare la distanza fra dirigere una scena e riuscire a comprendere una persona. Un padre può conoscere il linguaggio delle immagini e faticare a trovare le parole per la figlia. È un punto di partenza interessante per chi ama i drammi relazionali, soprattutto quando l’affetto deve confrontarsi con la memoria delle assenze e con il desiderio di essere finalmente riconosciuti.

“Hunger Games – L’alba sulla mietitura” di Francis Lawrence — dal 19 novembre

La saga tratta dai romanzi di Suzanne Collins torna indietro di ventiquattro anni rispetto alla vicenda di Katniss Everdeen, fino alla cinquantesima edizione degli Hunger Games, la Seconda Edizione della Memoria. Al centro c’è il giovane Haymitch Abernathy, personaggio che il pubblico conosce come mentore dei tributi del Distretto 12. Alla regia torna Francis Lawrence, mentre l’uscita italiana è prevista per il 19 novembre, con Notorious Pictures. 

Per chi ha letto il romanzo, l’adattamento sarà un’occasione per osservare come la storia prende forma attraverso interpreti, ambienti e immagini. Per chi conosce soltanto i film precedenti, il viaggio nel passato permette di incontrare Haymitch prima che diventi l’uomo segnato dalle perdite della saga principale. L’interesse riguarda anche il funzionamento di Panem: un potere che trasforma la violenza in spettacolo e impone ai suoi cittadini una versione ufficiale degli avvenimenti.

“Fjord” di Cristian Mungiu — dal 19 novembre

Con Sebastian Stan e Renate Reinsve, “Fjord” segue una coppia rumeno-norvegese che si trasferisce con la famiglia in un villaggio affacciato su un fiordo. L’amicizia con i vicini avvicina i figli, cresciuti però secondo modelli educativi differenti. Quando una delle ragazze si presenta a scuola con dei lividi, la comunità comincia a interrogarsi su ciò che accade in casa. Il film di Cristian Mungiu uscirà il 19 novembre, distribuito da BIM.

La premessa apre un conflitto delicato fra tutela dei minori, convinzioni familiari e sguardo delle istituzioni. È una proposta per chi cerca un cinema capace di mettere alla prova il giudizio: comprendere una situazione richiede attenzione alle persone coinvolte, soprattutto quando ciascuno è convinto di sapere quale sia la risposta giusta. Il paesaggio del fiordo diventa il contesto di una vicinanza quotidiana attraversata da incomprensioni profonde.

“Butterfly Jam” di Kantemir Balagov — dal 26 novembre

Il nuovo film di Kantemir Balagov, regista de “La ragazza d’autunno”, è ambientato nella comunità circassa di Newark, nel New Jersey. Un sedicenne divide le proprie giornate fra gli allenamenti di lotta libera e il ristorante di famiglia, alle prese con difficoltà economiche. Il padre è un modello a cui guardare, ma una sua decisione impulsiva modifica il percorso del ragazzo. I protagonisti sono Talha Akdogan e Barry Keoghan. Il film arriverà al cinema il 26 novembre, con Europictures. 

Al centro c’è una tensione che appartiene a molte storie di crescita: amare un genitore e cominciare a riconoscerne i limiti. La dimensione familiare si intreccia all’eredità culturale, alle aspettative e alla costruzione della mascolinità. È un titolo da seguire se ti interessano personaggi che devono trovare una strada personale mentre cambia l’immagine delle persone su cui avevano fondato le proprie certezze.

“È andata così” di Gianni Zanasi — dal 26 novembre

Cecilia si ritrova a convivere in un casolare isolato con i tre uomini più importanti della propria vita. Fra difficoltà economiche, relazioni passate e imprevisti, questa famiglia disordinata deve inventare una forma di quotidianità comune. Gianni Zanasi dirige Valentina Lodovini, Valerio Mastandrea, Michele Riondino e Leonardo Lidi in una commedia in uscita il 26 novembre, distribuita da Vision Distribution. 

È la proposta per chi desidera ritrovare nella commedia le contraddizioni dei legami. Restare vicini può significare aiutarsi, ma anche continuare a trattenere qualcosa che dovrebbe cambiare. Il titolo suggerisce una possibilità di accettazione: riconoscere ciò che è accaduto per recuperare spazio nel presente. Una premessa che affida all’incontro fra persone imperfette il compito di produrre nuove occasioni, fra conflitti, affetto e tentativi di ricominciare.

Novembre al cinema, fra immaginazione e relazioni

Queste nove uscite permettono di costruire un percorso vario: dalla minaccia fantastica di “Hope” alla formazione di Haymitch, dagli intrighi di “Wild Horse Nine” alle famiglie di “Fjord”, “Butterfly Jam” ed “È andata così”. “L’essere amato” porta sul set un dialogo da ricostruire, mentre “Se domani non torno” avvicina il cinema alla testimonianza e “Il Gatto col Cappello” apre uno spazio al gioco. Storie differenti per scegliere una serata in sala seguendo una curiosità, una domanda o il desiderio di incontrare un mondo nuovo.