,

“Come uccidere la tua famiglia” diventa una serie Netflix con Anya Taylor-Joy

Il romanzo di Bella Mackie arriva su Netflix con Anya Taylor-Joy nei panni di Grace Bernard, una giovane donna decisa a vendicarsi della ricca famiglia che l’ha respinta. Un adattamento in otto episodi che promette di intrecciare commedia nera, ambizione e critica dei privilegi.

“Come uccidere la tua famiglia” diventa una serie Netflix con Anya Taylor-Joy

Grace Bernard ha un problema con la propria famiglia. Suo padre è ricchissimo, ma lei è cresciuta lontana dai vantaggi che quel patrimonio avrebbe potuto garantirle. Quando il rifiuto diventa una ferita impossibile da ignorare, decide di trasformare il risentimento in un progetto di vendetta.

È il punto di partenza di “Come uccidere la tua famiglia”, il romanzo di Bella Mackie che sta diventando una serie Netflix con Anya Taylor-Joy nel ruolo della protagonista. Il progetto è presentato con il titolo originale “How to Kill Your Family”. 

La premessa contiene già la provocazione: seguire una donna capace di raccontare azioni terribili con una lucidità che può diventare irresistibilmente comica. Il lettore si trova vicino alla sua voce, conosce le ragioni della rabbia e deve decidere continuamente quanta fiducia concederle. L’adattamento porterà sullo schermo proprio questa tensione fra coinvolgimento, disagio e divertimento.

Per avvicinarsi alla serie, il romanzo offre quindi più di una trama da conoscere in anticipo. Permette di incontrare Grace attraverso il modo in cui sceglie di presentarsi: una donna che vuole ottenere ciò che ritiene le sia stato negato e pretende, insieme, di controllare il racconto delle proprie azioni.

“Come uccidere la tua famiglia”: cosa sappiamo della serie Netflix

L’adattamento sarà composto da otto episodi e avrà come protagonista la figlia non riconosciuta del miliardario Simon Artemis. La morte della madre e il rifiuto dei parenti alimentano il suo piano, nel quale vendetta e prospettiva di un’eredità si intrecciano. La domanda posta dalla presentazione Netflix riguarda però anche il costo della missione: quanto altro rischia di perdere Grace mentre cerca di ottenere la propria rivincita? 

Anya Taylor-Joy e un cast che comprende Clive Owen

Accanto ad Anya Taylor-Joy, Netflix ha annunciato Clive Owen, Orlando Norman e David Shields. La scrittura dell’adattamento è affidata a Emma Moran, creatrice di “Extraordinary”, mentre la produzione coinvolge Sid Gentle Films e LadyKiller. Taylor-Joy figura anche fra gli executive producer e Bella Mackie partecipa come co-executive producer.

L’interesse del ruolo sta nella sua ambiguità. Grace deve poter coinvolgere il pubblico senza perdere la durezza delle proprie scelte. Il racconto richiede una protagonista di cui si comprenda la ferita, pur continuando a osservare ciò che decide di farne. Sarà questo equilibrio, più della sola successione degli eventi, a rendere significativo il passaggio dalla pagina allo schermo.

Il romanzo da leggere prima della serie

“Come uccidere la tua famiglia” di Bella Mackie, traduzione di Aurelia Di Meo, HarperCollins Italia

Il libro è disponibile in italiano per HarperCollins Italia, nella traduzione di Aurelia Di Meo. L’edizione tascabile del 2024 conta 432 pagine.  Il suo inizio presenta un paradosso che chiarisce immediatamente il tono: Grace si trova in carcere per un crimine che sostiene di non aver commesso, pur ammettendo di essere responsabile di altri omicidi. La sua confessione diventa il luogo in cui ricostruire il piano e rivendicarne l’ingegnosità. 

La situazione sposta la curiosità del lettore. Sappiamo fin dall’inizio che la protagonista ha ucciso; a coinvolgerci sono il percorso che l’ha condotta fino a quel punto e il modo in cui cerca di orientare il nostro giudizio. Grace vuole essere ascoltata, ma desidera anche essere riconosciuta come l’autrice di qualcosa di straordinario. Persino la confessione conserva una componente di vanità, introducendo una distanza fra le sue giustificazioni e ciò che possiamo ricavarne.

Una famiglia ricca, una figlia esclusa: il privilegio come conflitto narrativo

HarperCollins presenta il romanzo come una commedia nera sulle famiglie disfunzionali e sui privilegi di classe. Il patrimonio familiare assume così un valore che supera il denaro. Significa accesso, protezione, opportunità e appartenenza: tutte condizioni che possono apparire naturali a chi le possiede, mentre diventano dolorosamente visibili a chi ne rimane escluso.

Una possibile lettura della vendetta di Grace riguarda proprio il bisogno di essere riconosciuta. L’eredità può sembrare una compensazione materiale, ma porta con sé anche una domanda affettiva: perché alcune persone vengono accolte e altre cancellate? La premessa trasforma questa disuguaglianza in un conflitto estremo, nel quale il desiderio di giustizia si mescola progressivamente alla volontà di imporre il proprio potere.

La vendetta può restituire ciò che è mancato?

È una domanda che permette di avvicinare la storia anche alla propria esperienza, mantenendo la distanza dalle azioni della protagonista. Quando qualcuno ci ferisce, possiamo immaginare che il suo riconoscimento sia l’unica condizione per tornare a stare bene. Il rischio è continuare a organizzare la nostra vita intorno a quella persona, attribuendole il potere di decidere quanto valiamo.

Il percorso di Grace porta questa tensione alle conseguenze più radicali. Il progetto che dovrebbe liberarla diventa anche ciò a cui dedica energie e identità. Il lettore può allora interrogare la distanza fra ottenere una rivincita e riuscire a costruire un’esistenza propria: due obiettivi che, dentro una storia di vendetta, possono allontanarsi proprio mentre sembrano coincidere.

Dal libro allo schermo: la sfida della voce di Grace

La confessione letteraria crea una vicinanza particolare. Il lettore entra nel racconto attraverso le parole scelte dalla protagonista e incontra gli altri personaggi dentro quella prospettiva. Una descrizione ironica può farci sorridere prima che abbiamo valutato ciò che contiene; una giustificazione efficace può conquistare temporaneamente la nostra simpatia. La lettura diventa così un confronto continuo con il potere della voce narrante.

La serie potrà costruire questa relazione attraverso strumenti differenti: l’interpretazione, il montaggio, il rapporto fra parole e immagini. Un’espressione può contraddire una dichiarazione, mentre una scena può mostrare qualcosa che il personaggio preferirebbe minimizzare. Sarà interessante osservare come l’adattamento gestirà la distanza fra la versione di Grace e ciò che lo spettatore avrà la possibilità di vedere.

Ridere del crimine e interrogare la propria complicità

La commedia nera coinvolge spesso attraverso una reazione scomoda: ci accorgiamo di aver trovato divertente qualcosa che, considerato da un’altra prospettiva, è terribile. Questo scarto può diventare una risorsa critica. Il piacere del racconto ci invita a osservare quanto il fascino di una persona, il ritmo di una battuta o l’efficacia di una spiegazione influenzino il nostro giudizio.

Grace offre una premessa particolarmente adatta a esplorare tale meccanismo. La sua rabbia può risultare comprensibile e le sue osservazioni possono cogliere contraddizioni reali; le azioni che compie richiedono comunque di essere valutate. È nella convivenza di queste reazioni che una protagonista moralmente ambigua può continuare a interessarci.

Quando uscirà “How to Kill Your Family”?

Al momento non è stata comunicata una data ufficiale di debutto su Netflix. Il progetto è in lavorazione: a ottobre sono state pubblicate fotografie dal set londinese, mentre il titolo resta fra le produzioni in arrivo. Le ipotesi sulla finestra d’uscita non equivalgono a un annuncio della piattaforma. 

L’attesa offre il tempo di leggere “Come uccidere la tua famiglia” e conoscere Grace prima dell’interpretazione di Anya Taylor-Joy. Il confronto potrà partire da una domanda semplice: che cosa cambia quando una voce acquista un volto? Fra romanzo e serie, sarà l’occasione per osservare come il racconto riesca a renderci vicini a una protagonista e, nello stesso momento, a mettere alla prova il nostro modo di giudicarla.