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“Brides of Blood”, Ryan Murphy rilegge Dracula: la nuova serie potrebbe raccontare le misteriose Spose del Conte

Dopo American Horror Story e Monster, Ryan Murphy torna all’orrore con un progetto che affonda le radici in uno dei grandi classici della letteratura gotica. Si intitola Brides of Blood e sarà una storia di vampiri legata all’immaginario di Dracula di Bram Stoker. Tutto fa pensare che al centro possano esserci le tre enigmatiche vampire…

“Brides of Blood”, Ryan Murphy rilegge Dracula: la nuova serie potrebbe raccontare le misteriose Spose del Conte

Il vampiro più famoso della letteratura sta per tornare sullo schermo, ma questa volta potrebbe essere costretto a cedere il centro della scena. Ryan Murphy ha rivelato di essere al lavoro su Brides of Blood, una nuova serie vampiresca le cui riprese dovrebbero iniziare in Europa nel dicembre 2026. Dietro il progetto c’è anche una storia personale: raccontando a Vanity Fair l’origine della propria passione per determinati immaginari, Murphy ha ricordato la nonna, alla quale era molto legato e che amava soprattutto due cose, i musical e Dracula. Brides of Blood nasce anche come omaggio a quel rapporto e a un universo fantastico condiviso durante l’infanzia. 

La notizia diventa particolarmente interessante se letta accanto a quanto Murphy aveva anticipato già alcuni mesi fa. Il creatore di American Horror Story aveva infatti raccontato di voler realizzare da tempo una storia di vampiri e di essersi sempre chiesto perché nessuno avesse dedicato una serie ad alcuni personaggi da lui amati provenienti da «un libro e da un adattamento cinematografico».

Adesso conosciamo il titolo e sappiamo del suo legame con Dracula: gli indizi portano inevitabilmente alle tre figure femminili che Bram Stoker lascia vivere nell’ombra del castello transilvano. È però importante fare una distinzione: Murphy non ha ancora diffuso una sinossi ufficiale che confermi esplicitamente che le protagoniste saranno le Spose di Dracula. Al momento è una lettura fortemente suggerita dal titolo e dalle sue dichiarazioni, non ancora un dettaglio ufficializzato della trama. 

Dal libro allo schermo: Dracula di Bram Stoker torna a generare nuove storie

Pubblicato nel 1897, Dracula appartiene a quella rarissima categoria di romanzi capaci di produrre un immaginario persino più vasto della propria storia. Il Conte è diventato un archetipo, modificato continuamente dal cinema e dalla televisione fino a rendere difficile separare ciò che appartiene realmente a Stoker da ciò che è stato aggiunto dagli adattamenti successivi.

Accanto a Jonathan Harker, Mina Murray, Lucy Westenra, Van Helsing e allo stesso Dracula, nel romanzo compaiono però personaggi ai quali lo scrittore concede pochissimo spazio e che proprio per questo sembrano fatti apposta per essere reinventati. Fra questi ci sono le tre vampire incontrate da Jonathan durante la sua prigionia nel castello.

Stoker non racconta chi fossero prima di diventare creature della notte, non offre loro vere biografie e non fornisce neppure i loro nomi.

Sono presenze perturbanti, legate contemporaneamente alla seduzione, alla paura e alla perdita del controllo. Jonathan le desidera e le teme, mentre Dracula esercita su di loro un’autorità che lascia aperte numerose domande sulla natura del rapporto che le unisce al Conte. Anche l’espressione con cui sono diventate celebri nella cultura popolare, le “Spose di Dracula”, è in parte figlia della fortuna successiva del mito: nel romanzo sono soprattutto le tre misteriose vampire del castello. È proprio questo vuoto narrativo a rendere l’eventuale operazione di Brides of Blood particolarmente fertile. 

Chi sono le tre Spose di Dracula?

Il loro ingresso in Dracula è breve ma memorabile. Durante la permanenza forzata nel castello, Jonathan Harker si imbatte nelle tre donne e viene attratto dalla loro bellezza mentre comprende contemporaneamente di trovarsi davanti a qualcosa di mostruoso. Dracula interviene impedendo loro di nutrirsi di lui. Stoker concentra così in poche pagine alcune delle tensioni fondamentali del suo romanzo: desiderio e repulsione, sessualità e controllo, attrazione per ciò che infrange le norme sociali, paura del corpo femminile quando smette di essere passivo.

Proprio la loro condizione di personaggi quasi privi di passato permetterebbe oggi di formulare domande che il romanzo non affrontava. Chi erano queste donne? Come sono arrivate nel castello? Quale rapporto le lega davvero a Dracula? Sono sue vittime, sue complici oppure entrambe le cose? La forza di una rilettura contemporanea potrebbe trovarsi proprio qui, senza bisogno di trasformare Stoker in qualcosa che non era: prendere uno dei suoi silenzi e usarlo come punto di partenza per un’altra storia.

Brides of Blood, cosa sappiamo davvero della nuova serie di Ryan Murphy

Per ora le informazioni confermate sono poche ma significative. Ryan Murphy ha dichiarato che la serie si intitola Brides of Blood, che sarà una storia di vampiri e che la lavorazione inizierà in Europa a dicembre 2026. Il progetto era stato anticipato già in agosto, quando Murphy aveva parlato del desiderio di lavorare su alcuni personaggi provenienti da un libro e dai suoi adattamenti cinematografici; l’intervista pubblicata il 5 ottobre da Vanity Fair ha aggiunto il titolo e soprattutto il riferimento diretto alla passione della nonna per Dracula. 

Non sono stati invece annunciati ufficialmente il cast, la piattaforma che distribuirà la serie, una data di uscita o una sinossi completa. Anche per questo conviene essere prudenti rispetto alle informazioni che stanno già circolando online: alcune ricostruzioni parlano di una vera e propria rilettura femminile di Dracula ambientata nell’Ottocento, ma questi particolari non provengono ancora da Murphy o da una comunicazione ufficiale della produzione. La certezza, per ora, è che il titolo e le dichiarazioni del produttore puntano con forza verso l’universo di Stoker e verso quelle figure femminili che per oltre un secolo sono rimaste subordinate alla fama del Conte. 

Le Spose di Dracula sono già arrivate al cinema, ma quasi mai sono state davvero raccontate

L’idea non nasce dal nulla. Le tre vampire sono comparse in numerose versioni di Dracula, assumendo di volta in volta forme differenti, e il cinema le ha spesso utilizzate come incarnazione della sensualità pericolosa associata al vampirismo. Anche il celebre Bram Stoker’s Dracula di Francis Ford Coppola del 1992 le trasformava in presenze visivamente potentissime senza però farne personaggi dotati di una storia autonoma. Esiste inoltre The Brides of Dracula del 1960, prodotto dalla Hammer e interpretato da Peter Cushing, benché il titolo sia ingannevole rispetto al romanzo: il film non racconta propriamente le tre donne create da Stoker e Dracula stesso non compare. 

Un tentativo molto più vicino all’idea che oggi viene associata a Brides of Blood risale invece al 2020, quando ABC ordinò il pilota di The Brides, progetto sviluppato da Roberto Aguirre-Sacasa, creatore di Riverdale e Le terrificanti avventure di Sabrina. Anche quella serie avrebbe dovuto mettere le donne legate a Dracula al centro della narrazione, ma il progetto non proseguì oltre il pilota. Parlare quindi di personaggi “mai esplorati prima” sarebbe eccessivo; più corretto è dire che, nonostante oltre un secolo di cinema vampiresco, le tre figure di Stoker raramente hanno avuto la possibilità di esistere indipendentemente dal Conte. 

Perché raccontare Dracula dal punto di vista delle sue donne può cambiare il mito

È probabilmente questo l’aspetto più interessante di Brides of Blood. Dracula è un romanzo attraversato continuamente dalla paura del desiderio e della trasformazione dei corpi. Le vampire del castello rappresentano una femminilità che viola le regole della società vittoriana: desiderano apertamente, seducono, agiscono e trasformano l’uomo da soggetto desiderante a possibile preda. Stoker le costruisce attraverso lo sguardo terrorizzato di Jonathan, quindi non conosciamo mai la loro versione della storia. Sono osservate, descritte, temute e infine eliminate, senza poter raccontare se stesse.

Una serie che decidesse davvero di partire da loro avrebbe quindi a disposizione qualcosa di più interessante di un semplice nuovo adattamento di Dracula. Potrebbe entrare nelle zone lasciate vuote dal romanzo e interrogare il rapporto fra desiderio, potere, corpo femminile e mostruosità, chiedendosi anche chi abbia avuto storicamente il diritto di stabilire quale desiderio fosse normale e quale dovesse diventare mostruoso. Sarebbe un modo molto contemporaneo di tornare a Stoker senza cancellarlo: non riscrivere ciò che il romanzo dice, ma raccontare ciò che non ha mai raccontato.

Ryan Murphy ha spesso costruito le proprie storie spostando al centro figure che la narrazione tradizionale aveva collocato ai margini, e in Brides of Blood potrebbe trovare tre personaggi quasi perfetti per questo procedimento. Per sapere se saranno davvero loro le protagoniste bisognerà aspettare la sinossi ufficiale. Ma l’idea più affascinante suggerita dal progetto è già evidente: dopo innumerevoli film e serie che ci hanno chiesto di guardare le Spose attraverso gli occhi di Dracula e Jonathan Harker, potrebbe essere arrivato il momento di entrare nel castello dalla loro parte della porta.