In questa riflessione, l’attore e comico siciliano Nino Frassica riassume efficacemente la filosofia che ha caratterizzato la sua lunga carriera artistica. Si tratta di parole che vanno ben oltre il semplice ambito della comicità e che toccano temi più ampi: l’originalità, il rapporto tra cultura e intrattenimento, il valore della creatività e la capacità di suscitare stupore in un mondo che sembra aver già visto tutto.
«Mi impegno per fare cose originali e senza tempo. Non ho voglia di scendere di livello, raccogliere risate sull’ovvio. Se volete chiamatelo snobismo ma a me piace il giovane che esercita il pensiero laterale. Oppure acchiappare l’adulto che sa tutto, ha visto tutto, eppure si meraviglia continuamente con le mie parole.»
Nino Frassica e la serietà dietro la risata
Nino Frassica è una figura unica nel panorama dello spettacolo italiano. Fin dagli esordi, soprattutto grazie alla collaborazione con Renzo Arbore in programmi diventati cult come Quelli della notte e Indietro tutta!, ha sviluppato una comicità fondata sul paradosso, sull’assurdo, sui giochi linguistici e sul ribaltamento delle logiche comuni. In un’epoca in cui gran parte della comicità si basava sulla battuta immediata, sulla caricatura o sulla satira politica, Frassica ha scelto una strada diversa: quella del non-sense intelligente.
La sua affermazione «non ho voglia di scendere di livello, raccogliere risate sull’ovvio» rivela una precisa idea dell’umorismo. Far ridere è certamente importante, ma non a qualsiasi costo. Esiste infatti una comicità facile, costruita su stereotipi, luoghi comuni e battute prevedibili, che ottiene un consenso immediato ma raramente lascia un segno duraturo. Frassica sembra rifiutare questa scorciatoia. Egli preferisce cercare forme di comicità più originali, che richiedano al pubblico una partecipazione attiva.
In questo senso, la sua dichiarazione può essere interpretata come una difesa dell’intelligenza dello spettatore. L’artista non considera il pubblico come una massa passiva da divertire con formule ripetitive, ma come un interlocutore capace di cogliere sfumature, giochi di significato e associazioni impreviste.
Particolarmente significativa è l’espressione «pensiero laterale». Questo concetto, introdotto negli anni Sessanta dallo psicologo Edward de Bono, indica la capacità di affrontare problemi e situazioni da prospettive insolite, evitando i percorsi logici più scontati. Il pensiero laterale non segue la strada più breve e prevedibile, ma cerca soluzioni creative e inattese.
La comicità di Frassica si fonda proprio su questo meccanismo. Le sue battute spesso sembrano prive di senso a un primo ascolto, ma proprio per questo costringono chi ascolta a cambiare punto di vista. Lo spettatore viene invitato a uscire dagli schemi abituali e a considerare la realtà da un’angolazione diversa.
Questa forma di umorismo possiede anche una dimensione culturale. In un mondo dominato dalla velocità delle informazioni e dalla comunicazione immediata, il pensiero laterale rappresenta una sorta di antidoto alla banalità. Esso invita a non accettare automaticamente ciò che appare evidente, ma a interrogarsi, a giocare con le idee, a esplorare nuove possibilità.
Quando Frassica afferma che gli piace «il giovane che esercita il pensiero laterale», sembra rivolgere un messaggio alle nuove generazioni. La creatività non consiste soltanto nell’inventare qualcosa di nuovo, ma anche nel guardare ciò che esiste con occhi diversi. La vera originalità nasce spesso dalla capacità di mettere in discussione le convenzioni.
Un altro aspetto interessante della citazione riguarda il rapporto con il pubblico adulto. Frassica dichiara di voler «acchiappare l’adulto che sa tutto, ha visto tutto, eppure si meraviglia continuamente con le mie parole». Qui emerge un tema fondamentale: quello della meraviglia.
Fin dall’antichità, la meraviglia è stata considerata una delle esperienze più importanti della vita umana. I filosofi greci sostenevano che la filosofia nasce proprio dalla capacità di stupirsi. Chi si meraviglia non dà il mondo per scontato; continua a interrogarsi, a osservare, a scoprire.
Con il passare degli anni, tuttavia, questa capacità rischia di indebolirsi. Gli adulti accumulano esperienze, conoscenze e abitudini. Molte cose cessano di sorprenderli. La realtà diventa prevedibile e familiare.
La sfida che Nino Frassica si pone è proprio quella di restituire al pubblico questa dimensione dello stupore. Attraverso il linguaggio, il paradosso e il gioco, egli cerca di rompere le aspettative e di far emergere una prospettiva inattesa.
In fondo, gran parte della sua comicità nasce da un uso creativo delle parole. Nino Frassica è noto per le sue frasi apparentemente assurde, per i titoli improbabili dei suoi libri e per le costruzioni linguistiche che sembrano sfidare la logica. Tuttavia, dietro l’assurdo non si nasconde il vuoto. Al contrario, vi è una riflessione sul linguaggio stesso e sul modo in cui esso costruisce la nostra percezione del mondo.
Le parole possono diventare strumenti di libertà. Possono liberare la mente dalle convenzioni e aprire spazi di immaginazione. In questo senso, l’umorismo di Frassica possiede una dimensione quasi poetica. Come i poeti, egli utilizza il linguaggio per mostrare aspetti della realtà che normalmente passano inosservati.
La sua ricerca di opere «originali e senza tempo» richiama inoltre una questione fondamentale dell’arte: la differenza tra ciò che è effimero e ciò che riesce a durare. Molti fenomeni culturali ottengono successo per un breve periodo e vengono poi dimenticati. Le opere che resistono nel tempo, invece, sono spesso quelle che riescono a parlare a persone di epoche diverse.
Nino Frassica sembra aspirare proprio a questa dimensione. Non cerca semplicemente la risata del momento, ma una comicità capace di mantenere intatta la propria forza anche a distanza di anni. La sua originalità diventa così una forma di resistenza contro l’omologazione e contro la superficialità.
Questa citazione di Nino Frassica offre una riflessione preziosa sul significato della creatività e della comunicazione. L’artista siciliano rivendica il diritto di non accontentarsi dell’ovvio e di cercare strade nuove, anche a costo di apparire eccentrico o anticonvenzionale. Attraverso il pensiero laterale, il gioco linguistico e la capacità di suscitare meraviglia, egli propone una forma di comicità che non si limita a divertire, ma invita a guardare il mondo con occhi diversi. In un’epoca in cui tutto sembra già noto e prevedibile, la vera originalità consiste forse proprio in questo: restituire alle persone la capacità di stupirsi.
