John Ronald Reuel Tolkien è stato il vero e proprio demiurgo del genere fantasy moderno. Nel 2008, l’autorevole quotidiano britannico The Times lo ha posizionato al sesto posto nella classifica dei 50 più grandi scrittori inglesi dal 1945.
Attraverso opere immortali come “Lo Hobbit“, “Il Signore degli Anelli” e il monumentale ed epico “Il Silmarillion”, Tolkien ha saputo edificare un intero universo mitopoietico dotato di una propria geografia, di cronache storiche millenarie e di lingue perfettamente strutturate.
Ma dietro l’epica dello scontro primordiale tra il bene e il male si nasconde una sensibilità filosofica profondissima. Le sue frasi, radicate nella sacralità dell’amicizia, nel rispetto per il creato e nell’eroismo degli umili, continuano a vibrare come fari di speranza per l’uomo contemporaneo.
15 frasi di J.R.R. Tolkien che aiutano ad affrontare i problemi della vita
Di seguito vi proponiamo un’antologia ragionata e ampliata delle sue citazioni più celebri e ispiratrici, per riscoprire il valore profondo delle sue parole..
1. In un buco nel terreno viveva uno hobbit. Non era una caverna brutta, sporca, umida, piena di vermi e di trasudo fetido, e neanche una caverna arida, spoglia, sabbiosa, con dentro niente per sedersi o da mangiare: era una caverna hobbit, cioè comodissima.
Lo Hobbit – Incipit
2. Conosco la metà di voi soltanto a metà; e nutro, per meno della metà di voi, metà dell’affetto che meritate.
Il Signore degli Anelli – Il discorso di addio di Bilbo
3. Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze.
(Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello
4. La guerra è indispensabile per difendere la nostra vita da un distruttore che divorerebbe ogni cosa; ma io non amo la lucente spada per la sua lama tagliente, né la freccia per la sua rapidità, né il guerriero per la gloria acquisita. Amo solo ciò che difendo: la città degli uomini di Nùmenor; e desidero che la si ami per tutto ciò che custodisce di ricordi, antichità, bellezza ed eredità di saggezza.
5. Sono felice che tu sia qui con me. Qui, alla fine di ogni cosa, Sam.
Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re
6.«No!» disse Thorin. «In te c’è più di quanto tu non sappia, figlio dell’Occidente cortese. Coraggio e saggezza, in giusta misura mischiati. Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d’oro, questo sarebbe un mondo più lieto. Ma triste o lieto, ora debbo lasciarlo. Addio!»
7. I consigli sono doni pericolosi, anche se scambiati fra saggi, e tutte le strade possono finire in un precipizio.
Il Signore degli Anelli – L’elfo Gildor a Frodo
8. Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare.
Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re
9. «Mai» è una parola troppo lunga.
Il Signore degli Anelli – Barbalbero
10. Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Il Signore degli Anelli – L’Iscrizione sull’Unico Anello
11. Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare col tempo che ci viene dato.
Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello
12. Non tutto quel ch’è oro brilla, né gli erranti sono perduti; il vecchio ch’è forte non s’aggrinza, le radici profonde non gelano. Dalle ceneri rinascerà un fuoco, l’ombra sprigionerà una scintilla; nuova sarà la lama ora rotta, e re quei ch’è senza corona.
Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello
13. In te c’è più di quanto tu non sappia, figlio dell’Occidente cortese. Coraggio e saggezza, in giusta misura mischiati. Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d’oro, questo sarebbe un mondo più lieto. Ma triste o lieto, ora debbo lasciarlo. Addio!
Lo Hobbit – Le ultime parole di Thorin Scudodiquercia
14. Senza fede è colui che dice addio quando la strada si fa buia.
Il Signore degli Anelli – Gimli
15. Amo solo ciò che difendo: la città degli uomini di Nùmenor; e desidero che la si ami per tutto ciò che custodisce di ricordi, antichità, bellezza ed eredità di saggezza.
Il Signore degli Anelli – Le Due Torri
Cosa ci insegnano queste frasi: un manifesto di saggezza ed etica quotidiana
L’eredità letteraria di Tolkien racchiude in realtà una profonda guida etica per affrontare le tempeste dell’esistenza umana. Analizzando i suoi passaggi più iconici, lo scrittore ci impartisce prima di tutto una lezione sulla responsabilità del tempo e sulla scelta morale: l’uomo non può controllare gli eventi macroscopici o le avversità storiche che investono la sua epoca, ma ha il dovere assoluto di decidere come impiegare i giorni che gli sono concessi, orientando le proprie azioni personali verso il bene comune.
In secondo luogo, Tolkien ci esorta a coltivare l’umiltà e a ridefinire il concetto di successo. Celebrando la semplicità degli Hobbit, ci insegna che il vero valore di un individuo non risiede nella brama di potere o nei tesori materiali, bensì nei piaceri limpidi della vita – come il cibo condiviso, l’allegria e il canto – e che le sorti del mondo vengono spesso decise dalle creature apparentemente più insignificanti.
Infine, l’autore lancia un potente monito sulla sospensione del giudizio e sulla compassione; ammonendoci a non distribuire con troppa facilità sentenze di morte o condanne definitive, ci ricorda i limiti intrinseci della saggezza umana, invitandoci ad accettare il mistero dell’ignoto e a preservare la speranza persino quando la strada si fa drammaticamente buia.
Attraversare le ombre della Terra di Mezzo, nel pensiero tolkieniano, rappresenta l’unico percorso necessario e coraggioso per giungere a un nuovo e radioso mattino.
