Esistono frasi letterarie che trascendono i confini delle pagine su cui sono state stampate per la prima volta, trasformandosi in veri e propri fari per l’esistenza umana. Tra queste, una delle più potenti ed emblematiche appartiene alla penna di John Ronald Reuel Tolkien, geniale filologo, esperto di letteratura medievale e creatore di mondi:
“Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare col tempo che ci viene dato”.
Pronunciata nell’oscurità delle miniere di Moria da Gandalf, il saggio e rassicurante stregone grigio, e rivolta a un giovane Frodo Baggins, questa singola frase racchiude in sé una filosofia immensa e universale. Non si tratta semplicemente di una battuta all’interno di un romanzo fantasy, ma di un monito profondamente umano che, a decenni di distanza dalla pubblicazione de “Il Signore degli Anelli“, continua a parlarci con una forza disarmante. Ma cosa ci insegna, davvero, questa profonda riflessione sul tempo, sulle avversità e sul libero arbitrio?
Oltre il Fantasy: il contesto della citazione
Per comprendere appieno la portata di questo insegnamento, dobbiamo prima calarci nel contesto in cui nasce. Frodo è un semplice Hobbit, abituato alla tranquillità della sua Contea, che si ritrova improvvisamente sulle spalle il destino dell’intera Terra di Mezzo. Schiacciato dalla paura e dall’ansia per un futuro incerto e minaccioso, confessa a Gandalf il suo sconforto: “Vorrei che l’Anello non fosse mai venuto da me. Vorrei che non fosse accaduto nulla di tutto questo”.
È un sentimento che tutti noi, prima o poi, abbiamo provato. Davanti a una crisi personale, a una perdita dolorosa, a un periodo storico buio o a un evento traumatico che stravolge i nostri piani, la prima reazione umana è il rifiuto. Vorremmo non essere lì, vorremmo vivere in tempi più facili, in un’epoca meno complessa. La risposta di Gandalf è densa di empatia, ma anche di assoluta fermezza: “Vale anche per me, e per tutti coloro che vivono per vedere questi tempi. Ma non spetta a loro decidere”. Da qui prende il via un insegnamento in grado di cambiare la nostra prospettiva sul mondo.
L’illusione del controllo e l’accettazione del presente
La frase di Tolkien ci insegna, innanzitutto, ad abbandonare l’illusione del controllo assoluto sugli eventi esterni. Noi non possiamo decidere il periodo storico in cui nascere, le crisi economiche che la società attraverserà, le avversità incontrollabili o le ingiustizie che il mondo ci metterà davanti.
Spendere le nostre energie a lamentarci del “se” e del “ma”, desiderando una realtà diversa o più semplice di quella che stiamo vivendo, è uno spreco del bene più prezioso che abbiamo. Attraverso le parole di Gandalf, Tolkien si fa portavoce di una visione che ricorda molto lo stoicismo di filosofi classici come Epitteto e Marco Aurelio: non possiamo controllare ciò che ci accade, ma abbiamo il potere assoluto e inalienabile di decidere come reagire. La vita ci impone il palcoscenico, la scenografia e le scadenze, ma siamo noi a dover scrivere il copione delle nostre azioni.
La responsabilità della scelta e il coraggio del bene
Questo ci porta al cuore pulsante dell’insegnamento tolkieniano: la responsabilità della scelta. “Cosa fare col tempo che ci viene dato” non è un invito passivo alla rassegnazione, bensì una potente chiamata all’azione.
Nel romanzo, la scelta per Frodo è netta: piegarsi all’ombra di Sauron e cedere alla corruzione dell’Anello, oppure intraprendere un cammino faticoso, doloroso e incerto per distruggerlo, salvando il mondo e gli altri. Nella nostra quotidianità, le scelte sono forse meno epiche nell’apparenza, ma altrettanto cruciali nella sostanza.
La vita ci pone sempre nella condizione di decidere, anche quando pensiamo di non avere opzioni. Tante donne e uomini, nel corso della storia, di fronte al rischio e all’oscurità non si sono mai piegati alla sete di potere o all’ingorda voglia di dominare. Hanno scelto, invece, di dedicare le loro esistenze al bene comune.
Scegliamo ogni giorno se essere egoisti o altruisti, se restare indifferenti di fronte al dolore altrui o allungare una mano, se arrenderci al cinismo della nostra epoca o coltivare la speranza. Scegliere la via del bene, rifiutando le tentazioni più egoistiche, è un atto di coraggio quotidiano che dà significato e peso al tempo che ci è concesso.
Il tempo come dono prezioso
Inoltre, c’è un dettaglio linguistico fondamentale nella frase, e risiede nelle parole “che ci viene dato”. Il tempo non è un possesso scontato, né una risorsa infinita di cui siamo padroni assoluti. È, a tutti gli effetti, un dono. Un prestito a termine.
Vederlo sotto questa luce cambia radicalmente il nostro modo di agire. Se il tempo è un dono, sprecarlo nell’inazione, nell’odio o nell’attesa perenne e paralizzante di “tempi migliori” è un affronto alla vita stessa. Tolkien ci insegna a valorizzare l’oggi. Il peso delle responsabilità e l’ansia per il futuro devono spronarci a trovare l’eroismo nelle piccole cose. Gli eroi tolkieniani non sono divinità invincibili, ma creature piccole e apparentemente fragili che riescono a fare la differenza compiendo, un passo dopo l’altro, le scelte giuste con il tempo a loro disposizione.
Un messaggio estemamente attuale
Il lascito di J.R.R. Tolkien va ben oltre la creazione di un insuperabile capolavoro letterario da 150 milioni di copie vendute. L’autore inglese – che aveva conosciuto in prima persona gli orrori devastanti della Prima Guerra Mondiale, vivendo sulla propria pelle “tempi” che nessun giovane avrebbe mai voluto attraversare – ci ha consegnato una vera e propria lezione di vita.
Quando ci sentiremo schiacciati dal peso delle circostanze, dalla negatività del mondo o da sfide che sembrano più grandi di noi, ricordiamoci del monito di Gandalf. Non chiediamoci perché sia toccato a noi, non fuggiamo nel rimpianto di un passato idealizzato o di un futuro irrealizzabile. Guardiamo in faccia il nostro presente, assumiamoci la responsabilità di chi vogliamo essere e decidiamo, con coraggio, umanità e dignità, come rendere straordinario l’uso di questo misterioso e bellissimo tempo che ci è stato donato.

Condividi questo articolo