Mimmo Jodice inedito: le sue uniche opere a colori in mostra a Napoli

Mostra al Tesoro di San Gennaro: l’unico progetto a colori di Mimmo Jodice svela i dettagli del Seicento napoletano in un dialogo tra foto e pittura.

Mimmo Jodice inedito: le sue uniche opere a colori in mostra a Napoli

E’ un‘occasione rara la mostra aperta fino al 10 gennaio 2027 alla Cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli dedicata al fotografo napoletano recentemente scomparso Mimmo Jodice. L’esposizione “Il colore di Mimmo Jodice” presenta infatti l’unico progetto a colori di Jodice, dedicato ai capolavori pittorici del Seicento napoletano. Si tratta di un corpus raro e in larga parte inedito di opere, oggi nuovamente prodotto grazie all’iniziativa di D’Uva srl che produce e organizza la mostra in collaborazione con Mimmo Jodice Studio da un ‘idea di Francesca Unmarino e Ilaria D’Uva.

Mimmo Jodice a Napoli: perché visitare la mostra

L’allestimento delle fotografie, ideato da Bellenger e progettato da WorkinArt, si sviluppa lungo l’intero percorso del Museo, dalle Sale del Tesoro alle Sacrestie, instaurando un dialogo tra fotografia, pittura e opere della collezione. A questo scopo sono stati realizzati tessuti e velluti antichizzati site-specific, ispirati alla tradizione barocca, concepiti per favorire il confronto visivo tra le immagini e gli ambienti espositivi.

La progettazione tessile dei velluti è stata curata da Maddalena Marciano, docente di Costume presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, mentre la pittura dei tessuti è stata realizzata in collaborazione con Giuseppe Ambrosio. Al progetto hanno inoltre partecipato gli studenti del corso di Costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Ne scaturisce un’esperienza immersiva, in cui il cromatismo intenso degli oggetti del Tesoro si intreccia con l’esplorazione della pittura barocca restituita dallo sguardo e dall’obiettivo del grande fotografo napoletano. Mimmo Jodice è stato uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea internazionale , divenuto celebre per la sua capacità di trasformare la realtà in una visione metafisica e senza tempo. I suoi scatti più rappresentativi sono quelli in cui esplora miti e luoghi della civiltà antica.

Noto per la sua continua sperimentazione sul bianco e nero, Mimmo Jodice realizzò il ciclo di immagini a colori oggi in mostra negli anni Ottanta, in occasione delle visite al Museo di Capodimonte per la mostra La Civiltà del Seicento a Napoli, curata da Raffaello Causa. In quell’occasione concentrò il suo sguardo sulle grandi tele seicentesche di Jusepe de Ribera, Francesco Guarini, Caravaggio, Luca Giordano, Filippo Vitale, Battistello Caracciolo e Artemisia Gentileschi, mettendo in risalto particolari spesso marginali – frammenti di volti, uno sguardo, una mano, una piega di tessuto – isolati dal contesto originario e restituiti in una dimensione sospesa.

Dettagli normalmente destinati a sfuggire allo sguardo emergono così come immagini autonome, capaci di rivelare nuove letture della pittura barocca. In queste opere il colore non assume una funzione descrittiva, ma diventa uno strumento analitico ed emotivo, capace di restituire la materia pittorica come esperienza contemporanea.

La doppia visione tra Barocco e Moderno

“Al centro di questo eccezionale confronto tra la fotografia a colori, ancora poco conosciuta, di Mimmo Jodice e il lusso, se non addirittura lo sfarzo, delle collezioni del Museo del Tesoro di San Gennaro, si confrontano due visioni del mondo”, spiega il curatore della mostra Bellenger. “La visione barocca si afferma come una totalità avvolgente, una lettura globale del reale. Al contrario, la visione moderna, quella di Mimmo Jodice, più vicina al nostro sguardo contemporaneo, procede per frammenti: decostruisce, isola, privilegia il dettaglio e il singolare.”

Le rare fotografie a colori esposte, stampe da diapositive già presentate nel 1985 a Villa Pignatelli nella mostra Un secolo di furore, sono state oggetto, in occasione di questa esposizione, di un importante intervento di restauro curato da Barbara Jodice e Marco Spatuzza. Il lavoro ha inoltre consentito di riportare alla luce alcuni scatti inediti appartenenti alla stessa serie. “In questi lavori fotografici di mio padre – afferma Barbara Jodice – ritrovo la sua capacità unica di vivere la luce, restituendo alle opere una presenza intensa e contemporanea e questa nuova avventura ci dice chiaramente che la sua arte non ha confini”.