Inge Morath, la prima donna ad entrare nella Magnum Photos

Igne Morath grande fotografa, nonché prima donna ad essere entrata alla Magnum Photos, sarà in mostra per la prima volta in Italia a Treviso
Inge Morath, Eveleigh NASH a Buckingham Palace, Londra, 1953. ©Fotohof archiv/Inge Morath/ Magnum Photos”

MILANO – Se siete amanti dell’arte e della fotografia questa è l’occasione per vedere le opere fotografiche di una delle più grandi fotografe della storia: Inge Morath, colei che ritratto i più grandi poeti, scrittori e pittori mai esistiti. La Casa dei Carraresi di Treviso accoglie quindi la prima grande retrospettiva italiana visibile fino al 9 giugno e intitolata INGE MORATH. La vita, la fotografia della prima donna che è stata inserita nel registro della, all’epoca tutto maschile, della celebre agenzia fotografica Magnum Photos.

Un percorso nel lavoro di Igne

Per questa ampia retrospettiva a Casa dei Carraresi – una selezione di oltre 150 fotografie e decine di documenti riferiti al lavoro di Inge Morath – i curatori hanno dato vita ad un percorso che analizzerà tutte le principali fasi del lavoro della Morath, ma al contempo cercherà di far emergere l’umanità che incarna tutta la sua produzione. Una sensibilità segnata dell’esperienza tragica della seconda guerra mondiale, che con gli anni si rafforzerà e diventerà documentazione della resistenza dello spirito umano alle estreme difficoltà e consapevolezza del valore della vita. La mostra ripercorre tutti i principali reportage realizzati dalla fotografa austriaca: da quello dedicato alla città di Venezia a quello sul fiume Danubio; dalla Spagna alla Russia, dall’Iran alla Cina, alla Romania, agli Stati Uniti d’America passando per la nativa Austria. Contemporaneamente il percorso espositivo darà spazio ai suoi celebri ritratti di scrittori, pittori, poeti, tra cui lo stesso Arthur Miller, oltre ad Alberto Giacometti, Pablo Picasso e Alexander Calder: quest’ultimo suo vicino di casa a Roxbury, nel Connecticut, dove Inge Morath visse con il marito Premio Pulitzer per tutta la vita. Come dichiara Marco Minuz, curatore della mostra “E’ un progetto espositivo che vuole descrivere, nel dettaglio e per la prima volta in Italia, la straordinaria vita di questa fotografa; una donna dalle scelte coraggiose, emancipata, che ha saputo nella fotografia inserirci la sua sensibilità verso l’essere umano”.

Inge Morath, Autoscatto, Gerusalemme, 1958. ©Fotohof archiv/Inge Morath/ Magnum Photos”

Una donna in carriera

Impropriamente nota alle cronache più per aver sostituito la mitica Marilyn Monroe nel cuore dello scrittore Arthur Miller, divenendone moglie e compagna di vita, è stata in realtà soprattutto una straordinaria fotografa ed una fine intellettuale. Il suo rapporto con la fotografia è stato un crescendo graduale: dopo aver lavorato come traduttrice e scrittrice in Austria, inizia a scattare nel 1952, e dall’anno successivo, grazie ad Ernst Haas inizia a lavorare per Magnum Photos a Parigi.

Inge Morath, Marylin Monroe sul set di “Misfits”, Nevada, 1960. ©Fotohof archiv/Inge Morath/ Magnum Photos”

Una singolare sensibilità

Limitarsi a considerarla una fotografa di questa celebre agenzia è riduttivo. Le celebri fotografie realizzate durante i suoi viaggi, o gli intensi ritratti in grado di catturare le intimità più profonde dei suoi soggetti, si accompagnano ad un’intensa attività intellettuale che si alimentava di amicizie con celebri scrittori, artisti, grafici e musicisti. Che si trattasse di raccontare paesaggi e Paesi, persone o situazioni, le sue foto erano sempre caratterizzate da una visione personale e da specifica sensibilità, in grado di arricchire la percezione del mondo che la circondava. Come Inge Morath era solita dire: “Ti fidi dei tuoi occhi e non puoi fare a meno di mettere a nudo la tua anima”. Ogni reportage di viaggio ed ogni incontro veniva da lei preparato con cura maniacale. La sua conoscenza di diverse lingue straniere le permetteva di analizzare in profondità ogni situazione e di entrare in contatto diretto e profondo con la gente.

Inge Morath, Un lama a Times Square, New York, 1957. ©Fotohof archiv/Inge Morath/ Magnum Photos”
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