Da vedere fino al 18 ottobre al MAG (Museo Alto Garda) la mostra “Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno” racconta come è nato il turismo della località definita da Goethe “una meraviglia della natura e uno spettacolo incantevole”.
L’esposizione, curata da Matteo Rapanà, direttore del MAG, e da Anna Zunino, responsabile dell’Archivio della Pubblicità di Genova., è stata realizzata in occasione del centenario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Riva del Garda, oggi Garda Dolomiti, e si basa su un patrimonio di collezioni recentemente ampliato dal museo grazie ad acquisizioni, donazioni e depositi. Attraverso oltre cento manifesti, cartoline e materiali promozionali, la mostra ricostruisce la storia dell’immagine turistica del Garda e il modo in cui il lago è diventato, nel tempo, documento e memoria di sé stesso.
Il fascino del Lago di Garda
Per generazioni di viaggiatori, il primo incontro con il Lago di Garda non è avvenuto lungo le sue rive, ma attraverso un’immagine. Prima ancora di immergersi nelle sue acque, i visitatori europei avevano già conosciuto il lago attraverso manifesti, cartoline e brochure, attratti dalla straordinaria combinazione tra paesaggi alpini e atmosfere mediterranee. Un fascino capace di anticipare e alimentare il desiderio di vivere personalmente l’esperienza di un luogo unico dove il sapore alpino si coniuga con atmosfere mediterranee.
Il percorso mette in relazione lo sguardo dei visitatori con la rappresentazione del paesaggio, il territorio immaginato con quello realmente abitato e il turismo delle élite internazionali con la successiva diffusione del turismo di massa. E’ a fine Ottocento che la società europea scopre il piacere del tempo libero: lo si capisce dai primi manifesti di fine secolo realizzati con la tecnica del patchwork come Navigazione sul Lago di Garda che ricorda la ferrovia che dal 1891 collegò l’Impero austroungarico con la linea del Brennero.
Dopo la prima guerra mondiale cambia la situazione politica: il lago diventa parte del Regno d’Italia e si celebra, sotto l’influsso del Futurismo, il fascino del viaggio legato alla velocità. La trasformazione continua e il turismo diventa un fenomeno diffuso di cui spesso la protagonista è la donna, sicura, libera e consapevole. Il manifesto turistico emerge così come un importante strumento culturale, capace di testimoniare i cambiamenti del gusto, delle tecniche artistiche, della società e delle infrastrutture di mobilità.
Il percorso dell’esposizione: dalla Bella Époque fino al turismo moderno
Il percorso espositivo si sviluppa cronologicamente attraverso diverse sezioni tematiche. “Suggestioni mediterranee tra le Alpi” racconta la stagione precedente alla Prima guerra mondiale, quando il Garda entra nell’immaginario turistico europeo come un vero e proprio “Mediterraneo del Nord”, anche grazie ai primi manifesti firmati da artisti come Elio Ximenes. “L’ebbrezza della velocità” conduce invece negli anni Venti e Quaranta, quando la costruzione della strada Gardesana e l’influenza del Futurismo trasformano il viaggio in un’esperienza legata alla mobilità, alla velocità e alla libertà.
Con “Verso il turismo moderno” il racconto si concentra sugli anni Trenta, periodo in cui il pubblico borghese italiano assume un ruolo sempre più importante e le figure femminili statiche e raffinate della Belle Époque vengono sostituite da immagini di corpi dinamici, sportivi e protagonisti di una nuova idea di vacanza. Una parte significativa della mostra è inoltre dedicata al sistema della comunicazione turistica, nel quale tipografie come le Officine Chiattone, le Arti Grafiche Wild e Barabino & Graeve svolgono un ruolo fondamentale di mediazione tra committenti, artisti e pubblico.
A completare il percorso sono i filmati dell’Istituto Luce, che introducono una percezione dinamica del paesaggio e mostrano come anche il cinema abbia contribuito alla costruzione dell’immaginario gardesano. Dalla suggestione del “Mediterraneo del Nord” fino all’affermazione del turismo moderno, la mostra racconta quindi non solo la trasformazione dell’immagine del Lago di Garda, ma anche l’evoluzione della società, dei mezzi di trasporto, delle abitudini e dei modi di viaggiare nel corso del Novecento, mostrando come il Garda sia diventato una delle destinazioni turistiche più riconoscibili e rappresentate d’Europa.

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