A Venezia, dal 9 maggio al 22 novembre 2026, si svolge l’ottava edizione di “Personal Structures – Confluences“, mostra biennale internazionale di arte contemporanea organizzata da European Cultural Centre Italy, in collaborazione con Open Space Venice. L’esposizione, a ingresso libero, è allestita nelle sedi di Palazzo Bembo, Palazzo Mora e Giardini della Marinaressa, e si tiene in concomitanza con la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Personal Structures – Confluences
Curata da un team composto da Elisa Dallanoce, Sara Danieli, Rachele De Stefano, Lucia Pedrana, Claudia Piovan, Sara Serpilli, Micaela Skerl, Lucia Trevisan ed Elena Volpato, la mostra riunisce 175 artisti provenienti da oltre 40 paesi, tra cui figure storiche e protagonisti della scena contemporanea come Keith Haring, ORLAN e Hirohiko Araki, accanto a numerose voci emergenti.
Il tema di quest’anno: un invito alla connessione
Il tema scelto per questa edizione, Confluences, invita a esplorare l’incontro tra pratiche artistiche, culture e linguaggi differenti, evidenziando come il dialogo tra prospettive diverse possa generare nuove forme espressive nel panorama globale dell’arte contemporanea. L’intero percorso espositivo trasforma Venezia in un laboratorio dinamico di visioni e sperimentazioni.
“Abbiamo scelto il concetto di confluenza come fil rouge del nostro progetto perché la confluenza è dove le differenze si incontrano e si trasformano, generando nuove correnti ed energie – sottolinea Sara Danieli, Head of Art ECC Italy –, e vuole essere un invito a esplorare le intersezioni tra pratiche artistiche, dialoghi culturali ed espressioni creative, evidenziando come voci e prospettive diverse si incontrino e si trasformino nel panorama globale dell’arte contemporanea.”
Haring e Kozo: tra street art e tatuaggi
Tra i progetti principali, a Palazzo Mora si distingue il dialogo tra le opere di Keith Haring e quelle di Kozo (Eden Karo), che mette in relazione la rilevanza storica della street art con le nuove declinazioni visive contemporanee. Kozo è un tatuatore surrealista tra i più innovativi del panorama internazionale che, con il suo linguaggio capace di combinare la precisione del disegno classico con la cultura pop, ha saputo rivoluzionare l’arte del tatuaggio che a Venezia si intreccia con la street art di Haring, connettendo così generazioni e forme artistiche e rivelando un linguaggio visivo in continua evoluzione.
Nello stesso spazio è presentata anche We Are Inconsolable (2025–2026), recente serie di Orlan, in cui l’artista combina immagini generate dall’intelligenza artificiale con interventi pittorici, creando una sintesi tra gesto umano e processo algoritmico.
Le contaminazioni pop di Araki
A Palazzo Bembo viene presentata in anteprima mondiale una sezione dedicata a JoJo’s Bizarre Adventure di Hirohiko Araki, mangaka nipponico conosciuto per il suo stile distintivo, la narrazione immaginativa e l’uso inventivo di moda, anatomia e pose, divenuti iconici nel manga e nella cultura pop mondiale. La mostra ruota attorno a litografie, opere lenticolari con immagini tridimensionali, stampe a colori realizzate con stampa inkjet archivistica e opere monocrome prodotte a stampa piana.realizzata in collaborazione con l’editore giapponese Shueisha.
L’esposizione include litografie, opere lenticolari tridimensionali, stampe inkjet e lavori monocromi che evidenziano lo stile iconico dell’autore, caratterizzato da una fusione originale di moda, anatomia e narrazione. Ai Giardini della Marinaressa trovano spazio interventi di grande scala, tra cui Equilibrium dell’artista indiano Paresh Maity, una scultura monumentale in ottone, e Inhabited Crate del bahreinita Rashid Al Khalifa, installazione modulare in metallo pensata come elemento attivo dell’ambiente circostante.
Nell’ambito della manifestazione vengono inoltre promossi gli ECC Awards 2026, che premiano progetti distintisi per interpretazione del tema, ricerca curatoriale, relazione con lo spazio, interdisciplinarità, pratiche emergenti e impegno sociale. I riconoscimenti, assegnati da una giuria internazionale, riflettono i valori fondanti della mostra: connessione, scambio culturale e valorizzazione della diversità come risorsa creativa.
Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18 (chiuso il martedì), Personal Structures – Confluences si conferma così come un’importante piattaforma internazionale di confronto artistico, capace di mettere in relazione generazioni, linguaggi e visioni diverse nel contesto unico della città di Venezia.
Foto copertina: Hirohiko Araki Manga Art Heritage 2026 Personal Structures ECC-Italy ©
