Tra la memoria del secondo dopoguerra, le vertigini spirituali delle avanguardie e le nuove frontiere della presenza digitale, la stagione espositiva tra l’autunno 2026 e l’inizio del 2027 traccia una mappa culturale ricca di suggestioni e di mostre tra Milano, Vicenza e Parma.
Dai dialoghi tra grandi tradizioni europee alla riflessione sullo spazio di Lucio Fontana, passando per l’invisibile indagato da Kandinskij e Malevič e la dimensione virtuale di Marina Abramović, l’arte contemporanea e moderna si fa strumento per interrogare il tempo, ridefinire il rapporto tra autore e pubblico e riscoprire l’identità umana attraverso pittura, scultura, fotografia e performance.
Le mostre da visitare a Novembre 2026 in Italia
Un itinerario in cinque appuntamenti imperdibili in programma a partire da Novembre 2026 per esplorare come l’arte continui a superare confini geografici, fisici e dimensionali.
Milano, Marina Abramović Element, 24 novembre 2026- 24 febbraio 2027
Il MNAD, Museo nazionale dell’Arte digitale, presenta a Palazzo Citterio una serie di performance digitali di Marina Abramović, realizzata con il supporto di TAEX Gallery e per la cura di Clelia Patella: un ’occasione per scoprire un’artista che trasforma l’esperienza umana in una riflessione universale.
Da oltre cinquant’anni Abramović costruisce infatti la propria ricerca intorno alla presenza del corpo, creando immagini che continuano a risuonare oltre le azioni che le hanno generate ed entrano a far parte della nostra memoria collettiva. Con Marina Abramović Element, la sua pratica si estende attraverso l’avatar dell’artista, un gemello digitale, che diventa veicolo del gesto artistico, invitando il pubblico a rallentare e a prestare attenzione al momento presente e superando così i confini tra artista e spettatore.
Milano, Federico Garolla. Gente d’Italia. Fotografie 1948-1968 , 19 novembre 2026–4 aprile 2027
Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano presenta la mostra, a cura di Isabella Garolla e Uliano Lucas, dedicata a uno dei fotografi più rilevanti della storia italiana degli anni Cinquanta e Sessanta. L’esposizione, realizzata in collaborazione con Suazes, riunisce un centinaio di fotografie in bianco e nero realizzate in Italia da Federico Garolla (Napoli, 1925 – Milano, 2012) nei vent’anni successivi alla fine della Seconda guerra mondiale. Attraverso il suo sguardo, prende forma il racconto di un Paese che, dopo la devastazione del conflitto, ritrova gradualmente fiducia e slancio, ponendo le basi di quello che sarebbe stato in seguito definito il “Miracolo italiano”.
Un percorso in cui emerge la volontà di un popolo di ricostruire non solo città e infrastrutture, ma soprattutto la propria identità e il proprio futuro. Garolla immortala una nazione in bilico tra tradizione e modernità, documentando la ripartenza del nostro Paese tanto nella sua dimensione quotidiana – come si vede negli scatti in cui ritrae la vita della gente comune – quanto prestando attenzione al mondo della cultura e dello spettacolo. Dal suo lavoro scaturisce una riflessione sulla società, sull’umanità, sui cambiamenti e le contraddizioni del suo tempo.
Vicenza, Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento. Da Canova a Kiefer, 14 novembre 2026-2 maggio 2027
La mostra Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento, ospitata nella suggestiva Basilica Palladiana di Vicenza, mette a confronto due importanti tradizioni artistiche europee. Il percorso espositivo attraversa un periodo ricco di trasformazioni culturali e sperimentazioni, raccontando l’evoluzione della pittura e della scultura attraverso le opere di grandi maestri.
Tra gli artisti presenti figurano Antonio Canova, Giorgio de Chirico, Umberto Boccioni, Wassily Kandinsky, Lucio Fontana, Joseph Beuys e Anselm Kiefer. Le loro opere testimoniano linguaggi e sensibilità differenti, evidenziando influenze, affinità e contrasti tra la cultura italiana e quella tedesca. La mostra invita a riflettere sul modo in cui gli artisti hanno interpretato la modernità, affrontando temi come l’identità, la memoria e il rapporto con la storia. Attraverso il dialogo tra tradizione e innovazione, il visitatore può seguire il passaggio dalle forme artistiche ottocentesche alle espressioni più sperimentali del Novecento.
Il racconto, che prende il via con Italia Germania, proseguirà poi con le mostre Italia Francia nel 2027 e Italia Spagna nel 2028. Le tre rassegne presenteranno lungo il percorso espositivo dipinti, sculture, fotografie, lavori su carta e documenti, intrecciando la storia dell’arte con quella politica e sociale dell’Europa. Non si tratta di un semplice confronto tra scuole nazionali, ma del racconto di come il dialogo culturale e artistico abbia spesso anticipato trasformazioni profonde della società europea.
Parma, Le porte dell’invisibile Kandinskij, Malevič , Klee, alla luce del pensiero di Pavel Florenskij, 14 novembre -14 marzo 2027
L’esposizione di Palazzo Magnani a Parma si presenta come un viaggio immersivo alle radici della grande rivoluzione artistica e scientifica del primo Novecento., attraverso un dialogo del tutto inedito tra i capolavori delle avanguardie astratte storiche, le icone russe e la straordinaria figura di Pavel Florenskij. Florenskij (1882-1937), scienziato, matematico, teologo e teorico dell’arte, fu una figura centrale della modernità. Il suo pensiero unisce ricerca scientifica e spiritualità, in sintonia con le avanguardie del Novecento. Le nuove teorie scientifiche contribuirono a mettere in discussione la prospettiva rinascimentale e la concezione tradizionale dello spazio.
Per Florenskij, la realtà tridimensionale è parziale e l’arte deve rivelare dimensioni più profonde e spirituali. La mostra esplora queste idee attraverso le opere di Kandinskij, Klee e Malevič. Kandinskij utilizza colori e geometrie per esprimere il mondo spirituale attraverso l’astrazione. Klee trasforma l’astrazione in un universo fantastico, lirico e narrativo. Malevič ricerca una realtà autonoma e puramente mentale attraverso forme geometriche essenziali a confronto con le icone russe dal XV al XVIII secolo.
Milano, Lucio Fontana. “Che splendida giornata…”, 10 novembre 2026- 23 gennaio 2027
Riapre a Milano la sede di Tornabuoni Arte, ampliata e completamente rinnovata, con la mostra a cura di Luca Massimo Barbero, che riunisce trenta opere dell’artista. A segnare questo nuovo capitolo è Lucio Fontana, l’artista che più di ogni altro ha contribuito a fare di Tornabuoni Arte uno dei principali centri internazionali dell’arte contemporanea e la cui opera resta profondamente legata alla sua storia. L’esposizione non si presenta come una retrospettiva tradizionale: accanto ai cicli pittorici fondamentali di Fontana, infatti, la rassegna propone una originale riflessione sul verso delle tele, che per l’artista era parte integrante del suo lavoro.
La complessità e la ricchezza della ricerca di Fontana sarà riproposta grazie a un allestimento spettacolare che avrà come fulcro un suo Concetto spaziale, Attesa del 1968, sul cui retro Fontana scrisse a mano la frase “Che splendida giornata dopo tanta burrasca”, da cui l’esposizione ha ripreso il suggestivo titolo.

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