Le mostre da non perdere durante l’autunno 2026 in Italia

L’autunno 2026 nei musei italiani offre una stagione ricca di grandi mostre: da Hopper ad Artemisia Gentileschi, un viaggio tra i maestri dell’arte.

Le mostre da non perdere durante l'autunno 2026 in Italia

Una stagione espositiva particolarmente ricca e articolata è quella proposta dai musei italiani per l’autunno 2026. Grandi maestri della storia dell’arte, artiste da riscoprire, figure centrali della critica e riletture capaci di mettere in dialogo epoche, culture e linguaggi diversi compongono un calendario fitto di appuntamenti da Torino a Parma, ma la distribuzione è capillare.

Le grandi mostre da non perdere in programma durante l’autunno 2026 in Italia

Da Artemisia Gentileschi a Leonardo da Vinci: ecco i nostri suggerimenti per un autunno all’insegna della grande arte in Italia.

Parma sulle orme del Correggio, 17 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027

Il Complesso Monumentale della Pilotta dedica la mostra “Giorgio Gandini del Grano, l’enigma di un maestro sulle orme del Correggio” al pittore attivo nella Parma del Cinquecento e profondamente legato alla cultura artistica di Correggio. Per la prima volta viene riunito l’intero corpus delle opere pittoriche conosciute dell’artista, affiancato da una selezione della sua produzione grafica.

Oltre alla Pala di San Michele, conservata in Pilotta, in esposizione anche la sola altra pala d’altare realizzata dall’autore, oggi a Palazzo Pitti di Firenze, mentre il resto della produzione consiste in sette opere di piccolo formato, disperse tra istituzioni pubbliche e collezioni private: tre sono custodite nella Galleria Nazionale di Parma, una alla Pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti di Torino, altre due si trovano in collezioni private inglesi e una al Sinebrychoff Art Museum di Helsinki.

L’esposizione offre così l’occasione di riscoprire una figura ancora poco conosciuta del Rinascimento emiliano e di inserirla nel più ampio contesto della cultura artistica parmense del Cinquecento

Artemisia Gentileschi a Firenze 21 ottobre 2026- 4 aprile 2027

Il Museo degli Innocenti ospita per la prima volta una straordinaria mostra Artemisia Gentileschi a Firenze dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi. Nel capoluogo toscano Artemisia trova la sua maturità artistica: è la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi, è al centro della vita culturale del tempo.

Qui Artemisia si afferma come artista, libera dalla morbosa attenzione mediatica che la costringe a lasciare Roma, e trova la sua strada, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte. La mostra ospita anche due capolavori di Caravaggio. Nel corso degli anni fiorentini, la sua figura calamita l’attenzione e la stima della corte medicea, ricevendo incarichi di alto prestigio da parte della famiglia granducale, stringendo sodalizi e frequentazioni con intellettuali di primissimo piano come Galileo Galilei e confrontandosi con i principali artisti coevi presenti sulla scena cittadina.

Hopper a Pisa. 14 ottobre 2026 – 7 marzo 2027

La grande mostra – Edward Hopper: New York ed oltre – al Palazzo Blu di Pisa con oltre 150 opere, dedicata a uno dei più importanti artisti americani del Novecento, si articola in cinque sezioni che ripercorrono le principali fasi della vita e della carriera dell’artista. Per quasi sessant’anni New York fu la casa di Edward Hopper, il luogo che più di ogni altro alimentò la sua ricerca artistica e divenne protagonista di molte delle sue opere più celebri.

Tuttavia, la sua visione si formò anche attraverso viaggi, soggiorni e paesaggi che lo accompagnarono per tutta la vita: dalla scoperta di Parigi alle coste del New England, fino ai lunghi spostamenti attraverso gli Stati Uniti. Attraverso dipinti, acquerelli, disegni, incisioni e materiali d’archivio, la mostra racconta l’intero percorso creativo dell’artista, mettendo in luce il ruolo fondamentale che i luoghi ebbero nella costruzione del suo immaginario.

Città, paesaggi, architetture e persone diventano così le tappe di un viaggio che permette di comprendere come Hopper abbia sviluppato quello sguardo unico e inconfondibile che ancora oggi continua ad affascinare il pubblico.

Le conquiste delle donne a Milano 26 settembre 2026 – 7 gennaio 2027

La stagione delle Gallerie d’Italia di Piazza Scala si apre con una mostra fotografica dedicata alle conquiste delle donne negli ultimi ottant’anni. “LIBERE! 1946-2026. Le conquiste delle donne”, curata da Renata Ferri, è promossa da iO Donna in collaborazione con Gallerie d’Italia in occasione dei trent’anni della rivista.

Attraverso la fotografia, il progetto ripercorre trasformazioni sociali e culturali che hanno segnato la storia delle donne dal secondo dopoguerra a oggi. Il lavoro emerge come uno degli elementi centrali di questo percorso: dalle mondine del dopoguerra alle operaie e impiegate degli anni del boom economico, le donne diventano progressivamente protagoniste della società, superando ruoli e stereotipi tradizionali.

L’esposizione inoltre tratta la nascita e l’evoluzione del movimento femminista, le lotte per diritti fondamentali come il divorzio e l’aborto e le conquiste legislative che hanno rafforzato la libertà e l’autodeterminazione femminile. Accanto alle grandi mobilitazioni collettive, un omaggio speciale è dedicato alle donne che hanno contribuito alla storia italiana nei campi della cultura, della scienza, delle istituzioni e delle arti.

L’eredità di Leonardo a Milano 27 novembre 2026 – 4 aprile 2027

A cura di Arturo Galansino e Simone Facchinetti, la mostra Nel segno di Leonardo . Allievi e seguaci a Milano affronta per la prima volta in maniera complessiva la lunga eredità lasciata da Leonardo da Vinci a Milano. Il percorso approfondisce la diffusione e la trasformazione del linguaggio leonardesco nella pittura lombarda, concentrandosi sugli artisti che ne raccolsero l’insegnamento e lo svilupparono in direzioni differenti.

Un’occasione per osservare come la presenza di Leonardo abbia continuato a influenzare la scena artistica milanese ben oltre gli anni della sua permanenza in città. Durante i lunghi anni trascorsi a Milano, infatti, Leonardo portò avanti le proprie ricerche in ambito pittorico esercitando un’influenza determinante sulla pittura lombarda che durerà fino a Cinquecento inoltrato.

A risentire della lezione leonardesca furono innanzitutto i suoi collaboratori, Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaino, Marco d’Oggiono, Giovanni Antonio Boltraffio nonché altri artisti attivi a Milano e in Lombardia che mescolarono il linguaggio leonardesco con l’influenza di marca veneta, come Andrea Solario e Bernardino Luini.

Grazie a una ricca selezione di opere dei cosiddetti leonardeschi, l’esposizione illustra come la lezione di Leonardo abbia determinato la fortuna di alcuni soggetti pittorici quanto una nuova attenzione verso il paesaggio, trattato secondo i principi della prospettiva aerea, e i “moti dell’animo”.

Marisa Merz al Castello di Rivoli 29 ottobre 2026 – 4 aprile 2027

Il progetto Marisa Merz la danza delle ore celebra il centenario della nascita di Marisa Merz e nasce dalla collaborazione tra Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM di Torino. Le tre istituzioni danno vita a una grande retrospettiva articolata in più sedi, pensata per restituire la complessità della ricerca dell’artista attraverso disegni, sculture e installazioni.

Figura fondamentale della storia dell’Arte Povera, Merz ha sviluppato nel corso dei decenni una pratica profondamente personale, lirica e poetica. La mostra riunisce un insieme straordinario di lavori, di cui alcuni inediti, a testimonianza di una vita creativa che continua a essere fonte di ispirazione e riscoperta artistica in tutto il mondo, offrendo l’opportunità di approfondire aspetti diversi quali il processo creativo e l’uso dei materiali, il tempo quotidiano come dimensione creativa e la casa come laboratorio alchemico, la nozione di spazio come luogo fisico e metafisico.

Nell’insieme la mostra intende dare conto della continua evoluzione e trasformazione che l’artista ha messo in atto lungo tutta la sua esistenza, dando vita a un’opera sempre aperta.