Konrad Mägi

I colori brillanti di Konrad Mägi per la prima volta in mostra a Roma

I paesaggi, i ritratti forti e i colori brillanti dell'artista estone Konrad Mägi per la prima volta in mostra a Roma in una grande esposizione
I colori brillanti di Konrad Mägi per la prima volta in mostra a Roma

MILANO – In concomitanza con l’avvio del Semestre di Presidenza Estone dell’Europa, l’Eesti Kunstimuuseum – Museo nazionale d’arte, Estonia e l’Ambasciata dell’Estonia in Italia promuovono, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la mostra “Konrad Mägi”, la prima ampia esposizione europea su uno dei maggior artisti del Novecento estoni.

KONRAD MÄGI – Mägi è un artista singolare che per vicende personali e per la sua pittura, è certamente tra i più “eccentrici” protagonisti dell’arte europea nel fatidico ventennio intorno alla prima guerra mondiale. Per molti versi Mägi resta un artista e un uomo difficile da collocare negli “ismi” di quegli anni. Si confronta con tutti, nelle sue opere ne sfiora alcuni, l’espressionismo fra tutti, ma non ne fa proprio nessuno. Così come non si appiattisce, pur amandola, sulla tradizione artistica estone. Del tutto personale era il suo approccio con la pittura, arte con la quale si misurò per meno di un ventennio, a partire dal 1906 quando, abbandonata la scuola a San Pietroburgo si rifugiò alle Isole Åland, in quella che era una specie di comune di musicisti, scrittori, pittori e uomini liberi. Poi il soggiorno a Parigi, quello in Normandia e, ancora, in Norvegia. Per ultimo il suo ritorno in Estonia a partire dall’estate del 1912 dove fonda la Scuola d’Arte di Pallas, che diventa un campus per decine di artisti. 

L’INFLUENZA ARTISTICA – A stimolare la pittura di Mägi non era la visione romantica, sentimentale della natura ma la percezione del paesaggio, di boschi, prati e acque colti come potente sintesi di bellezza e potenza. Il sole, la luce, i colori del Mediterraneo sembrano catturarlo ma l’artista continua a misurarsi con i problemi di una complessa vicenda umana, in costante difficile equilibrio.
La morte prematura arriva nel 1925, a concludere una esistenza intensa, complessa e magmatica e difficile. Mägi, che era un uomo distinto, molto attento alle forme, elegante, si descrisse come un nano soffocato dalla solitudine: incapace di fare nulla se non prendere un pennello. Puntando sul colore per dipingere quadri che dovevano trasmettere allegria, positività, gioia, annullando la paura del passare del tempo e il dissolversi della bellezza. Ed è proprio il colore la principale cifra dell’opera di Mägi. Colori brillanti e potenti. Si tratta dei paesaggi, sua espressione di elezione, ma anche dei suoi ritratti forti e affascinanti.

Photocredit: Konrad Mägi. Paesaggio con nuvola rossa. 1913–1914, Olio su tela. 70,4 × 78. Museo nazionale d’arte, Estonia; Motivo romano. 1921–1922, Olio su tela. 53,6 × 66,8. Museo nazionale d’arte, Estonia

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