A Padova è in corso la grande mostra dedicata a Maurits Cornelis Escher intitolata “M.C. Escher. Tutti i capolavori”. La mostra si tiene presso Cultural Center Altinate San Gaetano fino al 19 luglio 2026 e raccoglie oltre 150 opere dell’artista, tra cui lavori celebri come Relativity, Metamorphosis II e Hand with Reflecting Sphere.
L’esposizione ripercorre tutta la carriera di Escher: dai paesaggi italiani degli inizi fino alle celebri illusioni ottiche, tassellazioni e geometrie impossibili che lo hanno reso famoso nel mondo.
La mostra è curata da Federico Giudiceandrea ed è organizzata in collaborazione con la M.C. Escher Foundation. Un’esposizione straordinaria che presenta l’opera di un artista capace di trasformare geometria e matematica in arte pura, attraverso tassellazioni, illusioni ottiche e mondi impossibili, senza dimenticare il suo fondamentale esordio come raffinato paesaggista.
Un appuntamento imperdibile, pensato per adulti e bambine/i, appassionate/i d’arte e di scienza, per scoprire (o riscoprire) l’opera unica di uno dei geni più affascinanti del Novecento.
M.C. Escher: le opere più conosciute dell’artista olandese
Tra le opere più interessanti in mostra spicca Relativity, dove scale e personaggi sembrano sfidare ogni legge della gravità, creando uno spazio impossibile ma incredibilmente armonioso. Molto affascinante è anche Belvedere, un edificio apparentemente normale che, osservato con attenzione, rivela costruzioni irrealizzabili nella realtà.
Un’altra opera simbolo è Drawing Hands, in cui due mani si disegnano reciprocamente, dando vita a un gioco visivo sorprendente che riflette sul rapporto tra realtà e immaginazione. Colpisce anche Hand with Reflecting Sphere, autoritratto realizzato attraverso il riflesso di una sfera specchiante, esempio straordinario della precisione tecnica dell’artista.
La mostra permette inoltre di ammirare opere poetiche come Day and Night, dove un paesaggio si trasforma gradualmente in stormi di uccelli bianchi e neri, e Metamorphosis II, una lunga composizione in cui figure geometriche, animali e architetture si trasformano continuamente l’una nell’altra.
Visitare questa esposizione significa non solo osservare opere d’arte, ma anche lasciarsi coinvolgere da un universo fatto di matematica, fantasia e percezioni ingannevoli. Escher riesce infatti a mettere in discussione il modo in cui guardiamo la realtà, trasformando ogni immagine in un enigma da esplorare con attenzione e meraviglia.
Chi era Escher
Maurits Cornelis Escher, conosciuto come M. C. Escher, nacque il 17 giugno 1898 a Leeuwarden, nei Paesi Bassi, e morì il 27 marzo 1972 a Laren. È stato uno dei più celebri incisori e grafici del Novecento, famoso per le sue opere che uniscono arte, matematica e illusioni ottiche. Fin da giovane mostrò interesse per il disegno, anche se ebbe difficoltà negli studi tradizionali.
Frequentò la Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, dove iniziò a dedicarsi alla grafica e all’incisione sotto la guida del maestro Samuel Jessurun de Mesquita. Negli anni Venti viaggiò molto in Italia, paese che influenzò profondamente la sua arte. Rimase affascinato dai paesaggi italiani, dai borghi medievali e dall’architettura del Sud.
Durante un viaggio incontrò Jetta Umiker, che sposò nel 1924 e con cui ebbe tre figli. Con l’avvento del fascismo lasciò l’Italia e visse prima in Svizzera, poi in Belgio e infine nei Paesi Bassi. In questo periodo il suo stile cambiò radicalmente: dai paesaggi realistici passò a composizioni geometriche sempre più complesse.
Le opere di Escher sono celebri per le costruzioni impossibili, le prospettive paradossali e le tassellazioni. Le sue immagini mostrano scale infinite, figure che si trasformano una nell’altra e mondi che sfidano le leggi della logica e della prospettiva.Pur non essendo matematico, collaborò con studiosi e scienziati, che videro nelle sue opere rappresentazioni artistiche di concetti geometrici complessi. Ancora oggi Escher è considerato un artista unico, capace di unire creatività, precisione tecnica e riflessione filosofica sulla percezione della realtà.
