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“ChiaroScuro”, il giallo Netflix che nasce da un quadro

Un corpo sulla riva del Tevere, ai piedi della basilica di San Paolo. A chi guarda la scena per la prima volta, la posizione della vittima può sembrare il risultato di un rituale. A Nemo Sperati ricorda invece un quadro: l’Ofelia di John Everett Millais. È da questo riconoscimento che prende forma “La stanza delle…

“ChiaroScuro”, il giallo Netflix che nasce da un quadro

Un corpo sulla riva del Tevere, ai piedi della basilica di San Paolo. A chi guarda la scena per la prima volta, la posizione della vittima può sembrare il risultato di un rituale. A Nemo Sperati ricorda invece un quadro: l’Ofelia di John Everett Millais. È da questo riconoscimento che prende forma “La stanza delle ombre”, il thriller di Mirko Zilahy, pubblicato da Mondadori nel 2025. In “ChiaroScuro”, la serie Netflix ispirata al suo universo narrativo, la stessa intuizione prende una strada diversa: a leggere la scena del delitto come un’opera d’arte è Cosmo Speranza, un consulente che conosce bene il mestiere del falsario.

Diretta da Jan Maria Michelini e presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, la serie arriva l’11 novembre 2026 su Netflix con otto episodi. A interpretare i due protagonisti sono Pierpaolo Spollon e Andrea Lattanzi. Il loro incontro sposta il racconto verso la commedia investigativa, conservando il legame tra pittura, crimine e memoria familiare che rende riconoscibile il romanzo di Zilahy.

Di cosa parla “ChiaroScuro”, la serie Netflix

Cosmo Speranza si guadagna da vivere consigliando chi compra opere d’arte. Sa riconoscere una contraffazione perché conosce il modo in cui viene costruita: nella sua infanzia riusciva già a riprodurre dipinti celebri e suo padre conduceva una doppia vita da falsario. Quando un cliente viene ucciso, Cosmo incrocia Angelo Tiberi, ispettore della Squadra Mobile di Roma. La collaborazione nasce dalle circostanze: Angelo lavora con il rigore delle procedure, Cosmo cerca le incongruenze che emergono quando qualcuno ha composto la scena per ingannare chi la osserva.

Il caso assume una dimensione personale quando sulla scena di un crimine compare un quadro che raffigura la casa d’infanzia di Cosmo. Quel luogo dipinto è un messaggio che il consulente può riconoscere meglio di chiunque altro. Per capire chi glielo abbia lasciato e perché, dovrà tornare sulla morte del padre e riconsiderare ciò che crede di sapere della propria famiglia. È il filo che lega le singole indagini: l’uomo abituato a smontare le versioni costruite dagli altri deve imparare a dubitare anche della propria.

Il cast e il gioco dei contrasti

Spollon e Lattanzi sono affiancati da Matilde Gioli, che interpreta Leda, la sorella di Cosmo e avvocata penalista, e da Romana Maggiora Vergano, nei panni del medico legale Eleonora Quarto. Aurora Giovinazzo interpreta una giovane mercante d’arte, mentre nel cast figurano anche Paz Vega e Alessandro Preziosi, quest’ultimo nel ruolo del padre di Cosmo. La serie è prodotta da Lux Vide, società del gruppo Fremantle.

Erika Sciamanna individua nell’intesa tra Spollon e Lattanzi uno dei punti di forza della serie. La giornalista nota anche un dettaglio significativo nei costumi: all’eleganza di Cosmo corrisponde un modo di agire imprevedibile, mentre l’abbigliamento informale di Angelo accompagna un investigatore scrupoloso. Il contrasto si vede prima ancora che i due comincino a discutere su come condurre un’indagine.

Il romanzo italiano: “La stanza delle ombre” di Mirko Zilahy

Nel libro, Nemo Sperati insegna all’Accademia di Belle Arti e viene coinvolto nelle indagini dal commissario Zuliani. La sua «Stanza delle Ombre» è uno spazio mentale nel quale ricompone ciò che ha visto, mettendo in rapporto la disposizione dei corpi, le pose e i riferimenti pittorici. Il ritrovamento della donna sul Tevere lo riporta a un delitto precedente: il direttore di Palazzo Barberini era stato trovato in una posa che evocava Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi, un dipinto appena trafugato. Quando l’opera riappare, Nemo riconosce una copia e la mano di chi l’ha realizzata: suo padre, Rufo Speranza.

Il piacere del thriller nasce dal fatto che anche il lettore può provare a interpretare quelle immagini. Una posa riconoscibile suggerisce un’intenzione, ma sapere quale quadro sia stato imitato risolve soltanto una parte dell’enigma. Resta da capire perché l’assassino abbia scelto proprio quell’opera e a chi voglia rivolgersi. Il falso, a sua volta, aggiunge un paradosso: un dipinto ingannevole può custodire una traccia autentica, perché chi lo ha realizzato ha lasciato qualcosa del proprio modo di lavorare.

Da Nemo Sperati a Cosmo Speranza: che cosa cambia

Le differenze più evidenti riguardano i protagonisti e il tono. Nemo è un docente; Cosmo lavora nel mercato dell’arte. Nel romanzo, a seguire il caso è l’ispettrice Miriam Tiberi; la serie affida il confronto con l’esperto d’arte all’ispettore Angelo Tiberi. Lo stesso Zilahy, intervistato a Il piacere della lettura, ha descritto il passaggio del suo libro allo schermo come una rielaborazione in chiave soft crime.

Cambia anche il modo di entrare nella mente del protagonista. Nel romanzo, la Stanza delle Ombre permette di seguire le associazioni di Nemo; nei primi episodi, come osserva Movieplayer, la regia ricorre al bullet time, un effetto che rallenta l’azione e permette allo spettatore di esplorare visivamente una scena quasi sospesa. È uno dei passaggi più interessanti dalla pagina allo schermo: mentre il libro dà un nome allo spazio mentale del suo investigatore, la serie cerca di farci vedere il tempo che Cosmo si prende per osservare.

Chi è Mirko Zilahy e in che ordine leggere i suoi thriller

Nato a Roma, Mirko Zilahy è scrittore e traduttore: tra i libri che ha tradotto dall’inglese figura “Il cardellino” di Donna Tartt. Ha esordito nella narrativa con “È così che si uccide”, a cui sono seguiti altri thriller, tra cui “La forma del buio” e “Così crudele è la fine”. Con “La stanza delle ombre” ha introdotto Nemo Sperati, protagonista di un ciclo che mette le competenze di uno storico dell’arte al servizio dell’indagine.

Dopo “La stanza delle ombre”, un’indagine su Bosch

Per cominciare, il titolo da leggere è “La stanza delle ombre”. Nemo torna poi in “Il giardino delle ombre”, pubblicato da Mondadori nel 2026. Il secondo romanzo si apre tra il Prado di Madrid, dove una restauratrice scopre un dettaglio inquietante nel Trittico delle Delizie di Hieronymus Bosch, e il parco romano della Caffarella, dove viene trovato un uomo con una maschera animalesca. Il seguito amplia il percorso letterario di Nemo e Miriam, con un’indagine che attraversa i secoli e collega due città.

Chi inizierà dalla serie potrà quindi tornare al libro e trovare una Roma più cupa, un’altra coppia investigativa e un caso costruito intorno a Millais e Artemisia. Chi ha già letto Zilahy potrà seguire il percorso inverso: riconoscere ciò che resta di Nemo nello sguardo di Cosmo e scoprire quanto possa cambiare un giallo quando, accanto all’uomo che sa leggere i quadri, arriva un poliziotto che gli chiede di dimostrare ciò che vede.