Lungo i confini verdi e nebbiosi del Galles, al riparo tra le colline del Powys e le sponde del fiume Wye, esiste un luogo dove la letteratura ha spazzato via i confini tra pubblico e privato, trasformando un intero borgo medievale in una gigantesca biblioteca sotto le stelle. Si chiama Hay-on-Wye ed è conosciuto in tutto il mondo come la prima “Città del Libro” della storia.
Tra i suoi vicoli in pietra e le case d’epoca con le facciate a graticcio, la magia non sta soltanto nell’alto numero di botteghe letterarie stipate di volumi da cima a fondo, ma in una consuetudine rara e affascinante: le librerie all’aperto fondate sul principio dell’onestà, dove i libri si acquistano a prezzi irrisori senza che vi sia alcun commesso a controllare.
Il fascino delle “Honesty Bookshops”: cassa di rame e fiducia cieca
Camminando nel cortile del Castello di Hay, un maniero dell’XI secolo posizionato nel cuore del borgo, ci si imbatte in uno degli spettacoli più suggestivi per qualunque amante della lettura. Addossate alle antiche mura di pietra, all’aria aperta e riparate soltanto da piccole tettoie in legno o archi medievali, si allineano infinite scaffalature colme di libri usati. Romanzi d’epoca, saggistica, raccolte di poesia, volumi illustrati e vecchi tascabili giacciono disposti con cura alla portata di chiunque passeggi. Non ci sono casse registratrici, non ci sono dispositivi anti-taccheggio, né librai pronti a fare il conto. Accanto agli scaffali si trova semplicemente una cassetta delle lettere in metallo con una fessura per le monete.
Il funzionamento delle cosiddette Honesty Bookshops (le librerie dell’onestà) è disarmante nella sua semplicità: il visitatore sfoglia le pagine guidato dalla curiosità, sceglie i volumi che preferisce – i cui prezzi oscillano solitamente tra le cinquanta penny e un paio di sterline (l’equivalente di un euro o poco più) – e deposita la somma dovuta direttamente nella feritoia. L’intera transazione si basa sul rispetto reciproco e sulla fiducia cieca nella passione dei lettori. La libreria all’aperto del castello rimane accessibile praticamente a qualsiasi ora del giorno e della notte, offrendo un’esperienza d’altri tempi in cui la lettura torna a essere un bene comune, libero e democratico.
L’intuizione di Richard Booth: da paesino rurale a regno indipendente
Ma come ha fatto una tranquilla comunità rurale di appena millecinquecento anime a trasformarsi nella mecca mondiale del libro usato? La risposta risiede nella visione eccentrica e geniale di un uomo: Richard Booth. Nel 1961, fresco di laurea all’Università di Oxford, Booth decise di fare ritorno nel piccolo borgo natale di Hay-on-Wye con un’idea tanto folle quanto rivoluzionaria. Convinto che il declino economico dei borghi agricoli potesse essere arrestato puntando sul recupero e sul riciclo del patrimonio librario mondiale, acquistò una vecchia stazione dei vigili del fuoco in disuso e vi allestì la sua prima libreria di seconda mano.
Non si fermò lì. Booth viaggiò oltreoceano, negli Stati Uniti e in tutta Europa, acquistando in blocco biblioteche in chiusura, fondi privati e collezioni abbandonate, riempiendo container interi di libri che altrimenti sarebbero finiti al macero. Con un intuito di marketing senza precedenti, Booth coinvolse gli abitanti del paese, spingendoli ad aprire le proprie botteghe e a riempire ogni angolo disponibile con scaffali di volumi usati.
Il punto di svolta mediatico arrivò il 1° aprile 1977, quando Richard Booth organizzò una trovata pubblicitaria entrata nella storia del costume letterario: proclamò Hay-on-Wye “Regno Indipendente del Libro” e autoproclamò se stesso Re Richard Cuor di Libro (Richard Cœur de Livre). Nominò il suo cavallo Primo Ministro, istituì un passaporto ufficiale del borgo e iniziò a concedere titoli nobiliari agli abitanti e ai librai locali. La notizia fece il giro del mondo, attirando giornalisti, turisti e collezionisti da ogni angolo del pianeta.
Trenta librerie tra i vicoli: l’incanto di perdersi tra le pagine
Oggi Hay-on-Wye conta oltre trenta librerie indipendenti condensate in poche centinaia di metri quadrati. Ognuna ha una propria anima specializzata: vi sono botteghe dedicate esclusivamente ai libri gialli e noir, spazi interamente occupati da mappe geografiche e stampe antiche, angoli da fiaba dedicati all’illustrazione per l’infanzia, e librerie specializzate in poesia o storia locale. Tra queste spicca la celebre Richard Booth’s Bookshop, considerata una delle librerie usate più grandi d’Europa, con tre piani di volumi, una sala cinematografica interna e un accogliente caffè letterario.
L’atmosfera del borgo è un invito costante alla lentezza e alla scoperta serendipica. I libri straripano dai negozi riversandosi lungo i marciapiedi, sistemati in ceste in legno, carretti in stile vittoriano e scaffali posti all’esterno degli edifici storici. È quasi impossibile camminare per Hay senza fermarsi a spulciare tra le pagine ingiallite di un vecchio volume d’inizio Novecento o scovare un’edizione rara venduta a una cifra simbolica.
Dall’Hay Festival alle Book Towns europee: perché Hay-on-Wye è la “Woodstock della mente”
L’impatto culturale di Hay-on-Wye è stato così profondo da dare origine nel 1988 all’Hay Festival, un appuntamento annuale di letteratura e arti che ha spinto Bill Clinton a definire il borgo “La Woodstock della mente”. Ogni primavera, autori premi Nobel, filosofi, poeti e migliaia di lettori si ritrovano tra queste strade per celebrare la parola scritta. Ma soprattutto, il modello di Hay ha fatto da apripista alla nascita della rete internazionale delle Book Towns (le Città del Libro), ispirando borghi simili in tutta Europa, come Redu in Belgio, Montolieu in Francia, Urueña in Spagna e la stessa Montereggio in Italia, lo storico paesino della Lunigiana noto per i suoi librai ambulanti e le sue bancarelle.
Per chi ama i libri e la bellezza dei luoghi capaci di preservare la poesia del tempo, Hay-on-Wye rappresenta un viaggio imprescindibile. In un’epoca dominata dagli algoritmi e dalla fretta digitale, questo borgo gallese ricorda che il valore della cultura risiede nella condivisione, nella fiducia verso il prossimo e nella meravigliosa avventura di perdersi tra gli scaffali all’aria aperta, dove basta un euro infilato in una cassa di metallo per portarsi a casa una storia senza tempo.
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