Perché le figure di Chagall volano? A Vercelli il racconto del pittore dei sogni

A Vercelli arriva la grande mostra su Marc Chagall: 60 capolavori, tra cui un’opera inedita dal 1975, svela la magia del colore e il mistero del volo.

Perché le figure di Chagall volano A Vercelli il racconto del pittore dei sogni

Mai esposto finora dal 1975, anno in cui è stato dipinto: è “Il clown dal volto verde”, olio su cartone intelato, uno dei primi capolavori svelati a Vercelli in vista dell’esposizione dedicata ad uno dei più grandi Maestri del Novecento Marc Chagall, che aprirà ufficialmente il 13 ottobre nell’Arca di San Marco.

Già 7000 le prenotazioni per la mostra che fino al 29 marzo 2027 offrirà al pubblico l’opportunità di entrare nel mondo poetico di un artista capace di trasformare ricordi, emozioni, amore e fantasia in immagini sospese tra realtà e sogno.

La mostra di Marc Chagall a Vercelli

Tra le 60 opere in mostra, arrivate in questi giorni a Vercelli, c’è anche “Gli innamorati su fondo giallo”, opera esposta pochissime volte in 66 anni dalla sua composizione. Ad aprire il percorso nell’ex chiesa di San Marco a Vercelli, riconvertita in prestigioso sito espositivo, una delle opere simbolo di Chagall: “Russian Village” del 1929. Tutte le tematiche più care a pittore saranno narrate all’interno dell’esposizione: la nostalgia della patria, il perenne senso di esilio, l’amore, la religione, gli animali, i sogni, la poesia.

I temi fondamentali di Chagall: amore, memoria e mondo dell’infanzia

La mostra di Vercelli permette di seguire alcuni dei temi fondamentali della sua produzione. Nei dipinti di Chagall il mondo reale non viene semplicemente rappresentato: viene reinventato. Le figure possono volare, gli animali assumono una dimensione quasi fantastica, gli innamorati si sollevano sopra i tetti delle città e gli oggetti sembrano perdere il loro peso naturale. Tutto diventa possibile perché, per Chagall, la pittura è soprattutto uno strumento per esprimere la memoria e l’immaginazione.

Ma perché le figure di Chagall volano? La risposta emerge chiara attraversando il percorso espositivo: per il “pittore dei sogni”, il volo è la metafora perfetta della liberazione dalle leggi della gravità attraverso la forza travolgente dei sentimenti. Quando un uomo e una donna si amano, o quando la memoria ci riporta all’incanto della terra natia, si perde il peso opprimente della realtà terrena. Volare non è un trucco magico, ma la traduzione visiva di uno stato d’animo, un inno all’estasi e alla libertà assoluta dell’immaginazione. Tutto diventa possibile perché, per Chagall, la pittura è soprattutto uno strumento per manifestare questa vitalità interiore.

Uno degli elementi più caratteristici della sua arte è il colore. Rosso, blu, verde, giallo e viola non servono soltanto a riprodurre ciò che l’artista vede, ma diventano veri e propri veicoli di emozioni. Il colore può evocare la gioia, la malinconia, l’amore oppure il ricordo. È proprio questa libertà cromatica a rendere immediatamente riconoscibile la sua pittura e a creare un’atmosfera sospesa, quasi fiabesca.

Un ruolo centrale è occupato anche dal tema dell’amore. Le immagini degli innamorati che si abbracciano o volano sopra la città sono diventate tra le più celebri dell’artista. Non si tratta però soltanto di rappresentazioni romantiche: attraverso queste figure Chagall racconta il desiderio di superare i limiti della realtà e di trovare, nell’amore, una dimensione capace di resistere al tempo e alle difficoltà della vita.

Accanto all’amore compaiono continuamente la memoria e il mondo dell’infanzia. Vitebsk rimane una presenza fondamentale nella sua opera, anche quando l’artista vive lontano dalla propria terra. Case, strade, musicisti, animali e personaggi della tradizione ritornano nelle sue immagini trasformati dalla memoria. Il suo passato non viene raccontato in modo realistico, ma attraverso frammenti, simboli e visioni.

La mostra di Vercelli diventa così un’occasione per riscoprire un artista capace di parlare a pubblici diversi e di attraversare epoche e culture senza perdere la propria forza poetica. Di fronte alle sue opere, la realtà sembra trasformarsi: le persone possono volare, i colori diventano emozioni e la memoria può diventare arte.

Chi era Marc Chagall, il pittore dei sogni

Marc Chagall nacque nel 1887 a Vitebsk, nell’attuale Bielorussia, in una famiglia ebraica. Fin da giovane mostrò interesse per la pittura e studiò arte a San Pietroburgo. Nel 1911 si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con le nuove correnti artistiche, tra cui il cubismo e il fauvismo. Tuttavia, sviluppò uno stile personale caratterizzato da colori vivaci, figure sospese, animali, innamorati e immagini ispirate ai ricordi d’infanzia e alla cultura ebraica.

Durante la sua vita visse anche negli Stati Uniti, soprattutto durante la Seconda guerra mondiale, per poi tornare in Francia. Oltre alla pittura, realizzò disegni, incisioni, vetrate e mosaici. Chagall morì nel 1985, a Saint-Paul-de-Vence, in Francia, all’età di 97 anni. È considerato uno dei più importanti artisti del Novecento.