“L’ultima misura” di Cesare Rosasco, quando il mistero diventa musica

Cesare Rosasco presenta “L’ultima misura”: un thriller esoterico tra musica, antichi manoscritti e misteri, lanciato in crowdfunding.

L'ultima misura di Cesare Rosasco, quando il mistero diventa musica

E se un antico manoscritto, rimasto nascosto per secoli, tornasse improvvisamente alla luce? Una musica da decifrare, simboli esoterici, segreti antichi e un incontro destinato a cambiare la vita del protagonista, il musicologo Alessandro De Paolis.

“L’ultima misura” è un viaggio in cui indagine storica, musica, noir, esoterismo e sentimenti si intrecciano con naturalezza, dando luogo ad un romanzo nel quale passato e presente si incontrano in modo imprevedibile.

Un vecchio baule, un manoscritto del Settecento, un misterioso componimento musicale mai ascoltato… da qui comincia la storia.

Alessandro si trova davanti a un ritrovamento che potrebbe avere un valore inestimabile, ma anche conseguenze incalcolabili. Accanto ad Alessandro c’è Eleonora, e mentre i vari intrighi coinvolgono entrambi, nasce anche un’inaspettata storia d’amore.

‘’Il marciapiede scorreva sotto i suoi passi distratti, quando Alessandro sentì
un richiamo interiore, improvviso e potente: casa.
Doveva rientrare immediatamente a casa, la casa di famiglia,
custode silenziosa di tanti ricordi.
E insieme a quell’impulso inspiegabile, ecco affiorare un dettaglio dimenticato,
ora vivido come non mai: la soffitta, teatro delle sue avventure infantili.
E poi, il protagonista di tanti misteri immaginati: il baule.
Un’ondata di curiosità lo travolse: voleva scoprire cosa celava ancora,
adesso, senza più aspettare.’’

Tra musica, simbologie esoteriche, mistero e sentimenti, nulla è esattamente ciò che sembra. Quella che potrebbe apparire una semplice ricerca tra antiche biblioteche, archivi e botteghe antiquarie diventa presto qualcosa di molto più complesso. Quelle pagine non custodiscono soltanto musica: sembrano celare un sapere antico e un potere inquietante, capace di provocare reazioni inspiegabili in chi ascolta quelle note.

Personalmente, man mano che mi addentravo nella lettura, alcuni passaggi e alcune tematiche mi hanno fatto riaffiorare alla mente echi e rimandi di grandi opere del passato. Mi è venuto infatti spontaneo pensare a Bulgakov e a quella frase che, ne Il Maestro e Margherita, sembra attraversare il tempo: “I manoscritti non bruciano!”.

Sono le parole pronunciate da Woland, la figura di Satana, rivolgendosi al Maestro, dopo che questi ha gettato nella stufa il manoscritto del proprio romanzo. Il testo ricompare, quasi a dimostrare che un’opera può essere distrutta nella sua forma materiale, ma non nella sua essenza, nella sua idea, nella sua verità.

E allora quella frase di Bulgakov assume, leggendo L’ultima misura, una sfumatura diversa. I manoscritti non bruciano, d’accordo. Ma siamo davvero sicuri che tutto ciò che sopravvive al tempo debba necessariamente rivedere la luce?

Degno di nota è il modo in cui Rosasco ci accompagna quasi per mano in mondi “particolari”, dove Cabala, alchimia, massoneria, Rosa-Croce, si incontrano e si intrecciano con sorprendente disinvoltura. E parlando di simboli, di ermetismo e linguaggi nascosti non può non venirci in mente Fulcanelli, l’autore dei primi del Novecento che dietro pseudonimo scrisse Il mistero delle cattedrali e Le dimore filosofali.

Nelle sue opere, ciò che appare può custodire un significato più profondo, una seconda affascinante lettura.
Ed è una suggestione che ritrovo ne L’ultima misura, ma in più qui il linguaggio nascosto non è soltanto nei simboli, è anche nella musica. Segreti dunque non soltanto scritti ma anche suonati.

Intervista a Cesare Rosasco, autore del libro “L’ultima misura”

Da dove prende origine l’idea di questo libro?

L’ultima misura nasce da un frammento, un appunto per un racconto tracciato decenni fa e poi dimenticato. Ritrovarlo l’anno scorso è stata la scintilla che mi ha spinto a dargli nuova vita. Ho voluto scrivere il romanzo che avrei sempre desiderato leggere, unendo in un unico intreccio le passioni che mi accompagnano da sempre: la musica classica, il noir, le indagini storiche e il fascino per l’esoterismo e gli antichi misteri. Così quel vecchio foglio è diventato la mia opera prima.

Cosa si nasconde dietro L’ultima misura?

È un thriller esoterico e d’azione che intreccia il fascino della ricerca musicologica con i misteri di antiche società segrete, in un crescendo di suspense che si muove dai tumulti della Russia rivoluzionaria passa per Firenze ma soprattutto vive nella Verona di oggi.

Ha scelto Verona per ambientare il suo romanzo, come mai?

Verona è la città di mia madre e della sua famiglia, con la quale sono tuttora in rapporti, per lo più con alcuni dei miei cugini e cugine. È una città che adoro, per la sua storia, il fascino del suo centro storico e la sua bellezza; l’atmosfera che vi si respira è molto particolare.

Qual è la scintilla che fa partire tutta la vicenda? Senza fare spoiler…

La storia segue Alessandro De Paolis, un brillante musicologo il cui presente viene sconvolto dal passato del nonno, un eroico comandante di marina. Un appunto dimenticato in un vecchio baule lo lancia sulle tracce di un manoscritto musicale leggendario e incompiuto: L’ultima misura. Al suo fianco in questa ricerca si pone Eleonora Franchini, un’intelligente funzionaria della Soprintendenza e brava violinista dilettante. Quella che inizia come un’affascinante caccia al tesoro tra archivi e botteghe antiquarie si trasforma presto in una discesa in un mondo di pericoli inaspettati.

In qualche modo il romanzo nasce anche da una storia vera?

Sì, in particolare posso dirti che la figura del comandante De Paolis è ricavata da alcuni elementi della biografia di mio nonno, anch’egli comandante di marina.

Nel suo romanzo convivono il ritmo del thriller, la ricerca storica, l’esoterismo e la musica. A quali lettori pensa quando immagina tra le loro mani il suo libro?

“L’ultima misura” si rivolge ai lettori de “Il Codice da Vinci” di Dan Brown, per il ritmo incalzante e l’intreccio di arte, simbologia e mistero, e richiama l’erudizione e la suspense storica de “Il pendolo di Foucault” di Umberto Eco. Ma anche i lettori di Carlo Lucarelli o di Maurizio De Giovanni troveranno atmosfere di loro gusto. Ambientato come ho detto nelle suggestive cornici di Verona, Firenze e con flashback nella Pietrogrado del 1917, il romanzo esplora temi universali come la dualità tra conoscenza e potere, il peso delle eredità familiari e la responsabilità che deriva dalla scoperta di verità potenzialmente pericolose. Il tutto in una avvincente chiave noir.

Ha scelto Bookabook come editore, un editore in croudfunding. Come funziona?

Funziona in modo molto trasparente e richiede il supporto di tutti: il libro si stamperà e arriverà sugli scaffali solo se si raggiungono i preordini necessari attraverso la piattaforma. Questo significa che chi sceglie di preordinarlo ora non sta solo acquistando una copia in anteprima, ma sta diventando a tutti gli effetti il co-produttore dell’opera, scommettendo sul progetto fin dalla sua nascita.

Mi piacerebbe moltissimo coinvolgere più persone in questa avventura. Intanto, per dare uno sguardo alla trama e dare un’occhiata alla pagina del progetto, il link è questo.

Ovviamente, se non lo si vuole preordinare, è comunque un aiuto prezioso semplicemente condividere il link e parlare agli amici che amano questo genere di letture. Grazie di cuore per il supporto!”

L’autore Cesare Rosasco

Cesare Rosasco (Genova, 1955), ex manager e consulente aziendale, una dozzina di anni fa ha scelto Modica come sua terra d’adozione. Appassionato di storia, musica e tradizioni esoteriche, si dedica da tempo allo studio e alla scrittura.
L’ultima misura è il suo primo romanzo, nato dall’incontro tra i suoi interessi e le suggestioni storiche e culturali della Sicilia.