Elliott Erwitt a Bologna: lo sguardo empatico che ha raccontato il Novecento

Al Museo Archeologico di Bologna, 100 scatti di Elliott Erwitt raccontano l’uomo e l’artista tra grande Storia, ironia ed empatia quotidiana.

Elliott Erwitt a Bologna lo sguardo empatico che ha raccontato il Novecento

Dal 1° ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, il Museo Civico Archeologico di Bologna ospita Elliott Erwitt. L’arte di osservare, una mostra dedicata a uno dei più importanti fotografi del Novecento. Curata da Biba Giacchetti e prodotta e organizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con il Museo Civico Archeologico, Orion 57 e LGS SportLab, l’esposizione riunisce circa 100 fotografie che attraversano l’intera carriera di Erwitt.

Il percorso propone un punto di vista che va oltre le immagini più celebri, mettendo in dialogo fotografie conosciute e opere provenienti dalla collezione privata dell’autore, molte delle quali mai esposte. Il risultato è un ritratto più personale del fotografo: non soltanto l’artista affermato, ma anche l’uomo, il padre, il marito, l’amico e il viaggiatore.

Elliott Erwitt: la fotografia come racconto della vita

Il cuore del progetto curatoriale risiede nella volontà di mostrare quanto la fotografia di Elliott Erwitt sia stata profondamente autobiografica. La sua celebre ironia, spesso considerata una cifra puramente stilistica, nasce in realtà da una straordinaria capacità di osservare l’esistenza nelle sue contraddizioni, nelle sue fragilità, nei momenti di tenerezza e nella sua imprevedibile leggerezza.

Le fotografie private dialogano con i grandi reportage, con gli eventi che hanno segnato il Novecento e con i celebri ritratti delle personalità della politica, del cinema e della cultura internazionale. Il funerale del presidente John Fitzgerald Kennedy, gli incontri con le grandi star del cinema, le immagini di strada, la vita familiare e gli episodi del quotidiano convivono all’interno dello stesso racconto, dimostrando come per Erwitt non sia mai esistita una vera separazione tra storia e vita.

A tenere insieme questo universo è il suo inconfondibile sguardo: un’ironia mai superficiale né derisoria, ma empatica, capace di raccontare la realtà senza retorica, con eleganza, compassione e straordinaria lucidità. È uno sguardo che non giudica, ma si pone accanto a chi osserva le sue immagini.

Dalla tensione poetica delle sue fotografie dai finali aperti ai celebri cani antropomorfi; dal bacio nello specchietto retrovisore alla bambina sul letto; dalle immagini della vita quotidiana ai grandi eventi della Storia, Erwitt ha avuto il dono raro di oggettivare i sentimenti, cristallizzandoli in immagini universali. La sua fotografia tiene insieme romanticismo e osservazione del mondo, denuncia sociale e leggerezza, tragedia e gioco.

Il legame con l’Italia

Un capitolo importante è dedicato al rapporto tra Erwitt e l’Italia. Nato a Parigi nel 1928 da una famiglia di emigrati russi, trascorse l’infanzia a Milano, prima di essere costretto a lasciare il Paese a causa delle leggi razziali fasciste. Nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti, ma mantenne per tutta la vita un forte legame con l’Italia, che rimase una presenza importante nella sua memoria e nella sua formazione. I testi della mostra, firmati da Biba Giacchetti, accompagnano le fotografie attraverso ricordi, episodi e testimonianze legati ai molti anni di collaborazione e amicizia con Erwitt.

Una carriera internazionale

Dopo gli anni della formazione negli Stati Uniti e i primi viaggi in Europa, Erwitt entra nel 1953 in Magnum Photos, di cui diventerà presidente nel 1968. Nel corso di una carriera durata oltre settant’anni realizza reportage, ritratti, campagne pubblicitarie, libri, documentari e lavori televisivi.Tra le sue pubblicazioni figurano The Private Experience, Son of Bitch, Museum Watching, Personal Best, Elliott Erwitt’s Kolor e Found, not Lost. Muore a New York il 29 novembre 2023, a 95 anni, lasciando un patrimonio fotografico tra i più riconoscibili della fotografia contemporanea.

Allenare lo sguardo

A completare la mostra sarà il public program “Allenare lo Sguardo”, curato da LGS SportLab, con incontri e approfondimenti dedicati al rapporto tra fotografia, sport, cultura, cinema, arte e lifestyle. L’idea nasce dalla convinzione che la capacità di osservare possa essere allenata: nello sport come nella fotografia, nella cultura e nel lavoro, prima dell’azione viene la capacità di leggere ciò che accade. Elliott Erwitt. L’arte di osservare diventa così un invito a riscoprire il valore dell’attenzione e della curiosità, attraverso lo sguardo di un autore che ha saputo trasformare momenti semplici e grandi eventi in immagini universali.