Geoff Dyer: “L’IA non ha una vita vissuta, la vera letteratura nasce dalla coscienza”

Geoff Dyer riflette su provincia, radici e forza della lettura: la vera letteratura richiede una vita vissuta che l’IA non potrà mai avere.

Geoff Dyer L’IA non ha una vita vissuta, la vera letteratura nasce dalla coscienza

La provincia come luogo degli affetti e delle origini ma anche come spazio dal quale coltivare il desiderio di partire, avvicinarsi alla città e ampliare i propri orizzonti. Questo il tema della conversazione che Geoff Dyer, scrittore inglese autore del libroCompiti a casa” (ed. Il Saggiatore) ha avuto con Giulio Silvano a Sarzana in occasione del Festival della mente 2026.

La vita di provincia secondo Geoff Dyer

La provincia, per Geoff Dyer, è un territorio interiore prima ancora che geografico: un luogo in cui l’esperienza quotidiana si trasforma in memoria, dove nascono le passioni e quei desideri che accompagnano una vita intera. Quando si cresce in provincia, spesso non ci si rende conto che le cose possono essere diverse da ciò che si conosce.

“La mia vita, per esempio, – ha esordito lo scrittore inglese – si è allargata attraverso la televisione e soprattutto attraverso la lettura, che mi ha permesso di entrare in contatto con realtà lontane dalla mia esperienza quotidiana. Anche alcune esperienze familiari hanno avuto un ruolo importante: i miei genitori non avevano mai preso l’aereo e la Seconda guerra mondiale occupava un posto importante nella memoria della mia famiglia e della mia generazione”.

Le fotografie del West americano inviate dalla zia – i deserti, il Grand Canyon, i paesaggi smisurati – accesero in lui la consapevolezza di un altrove vastissimo rispetto alla “piccola Inghilterra delle dimensioni di un giardinetto sul retro delle case.

L’attenzione per i dettagli

Esiste una differenza tra gli scrittori nati nelle grandi città e quelli cresciuti in provincia? Dyer ribalta la prospettiva: non esiste una vera distinzione, perché qualunque luogo si racconti – metropoli o villaggio – richiede un’assoluta attenzione ai dettagli.

“La vita, ovunque, – spiega Dyer – è fatta di particolari. Il movimento dalla provincia alla città resta però un archetipo potente, dall’ambizione di Balzac alla voce di Patti Smith, fino ai percorsi globali che portano dalle periferie dell’ex impero ai centri metropolitani come Londra o Parigi. Nel Novecento milioni di persone si sono spostate dalle periferie verso i centri culturali e cosmopoliti, mentre dalle province dell’Impero britannico scrittori come V.S. Naipaul, nato a Trinidad e trasferitosi a Londra, hanno raggiunto il cuore dell’ex potenza coloniale, contribuendo in modo decisivo a trasformarne la cultura”.

La lettura come esplosione di meraviglia

Rispondendo a una domanda sul rapporto tra provincia e classe sociale, Dyer ricorda la sua formazione nella working class rurale inglese, in un’epoca segnata dal welfare state e dal suo progressivo declino. Il momento decisivo della sua vita è stato l’ingresso a scuola e la scoperta dei libri: la lettura può rappresentare una vera e propria esplosione di meraviglia, soprattutto per chi è cresciuto in una casa senza libri, come è capitato a Dyer che rivela come proprio la letteratura permetta di superare i confini del luogo in cui si è nati e cresciuti.

La letteratura è più potente dell’Intelligenza artificiale

Sul tema dell’attualità – la crisi delle librerie, l’uso dei libri per addestrare l’intelligenza artificiale, la difficoltà degli studenti nel leggere romanzi come Middlemarch di George Eliot – Dyer si dice sorprendentemente fiducioso: ci saranno sempre persone che arrivano dalla provincia con il “fuoco” dell’ambizione, ma soprattutto, nonostante la diffusione delle nuove tecnologie, rimane in lui la fiducia nel futuro dei libri.

Nella letteratura non conta necessariamente soltanto la trama, ma soprattutto la voce e la coscienza dell’autore. È questa voce personale a rendere un libro unico. L’intelligenza artificiale può produrre testi, ma non possiede una coscienza incarnata e una vita vissuta come quella di uno scrittore. “Nel mio caso questa coscienza è il prodotto della mia esperienza: partire da un piccolo paese, arrivare a Oxford e attraversare una determinata subcultura. L’Intelligenza artificiale non può avere tutto questo”.