Quest’anno a rendere il mese di settembre ancora più speciale per le nostre librerie ci pensa una delle firme più amate e autorevoli del panorama giornalistico e letterario italiano. Dopo lo straordinario successo del bestseller “Francesco”, Aldo Cazzullo torna in libreria con un’opera che si preannuncia già come uno dei grandi casi editoriali dell’anno: “Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento“, in uscita il 15 settembre 2026 per HarperCollins Italia.
Un viaggio affascinante, un’opera corale e necessaria che ci invita a ripercorrere le orme della nostra storia più gloriosa, per riscoprire chi siamo, da dove veniamo e, soprattutto, dove affondano le radici di quell’inestimabile patrimonio di genialità, arte e bellezza che il mondo intero continua a invidiarci.
“Quando l’Italia rinacque”: il Belpaese come superpotenza culturale del mondo
Con “Quando l’Italia rinacque”, Aldo Cazzullo prosegue il suo straordinario e fortunato viaggio nella storia del nostro Paese, prendendoci idealmente per mano e conducendoci attraverso i secoli. Dal Medioevo poetico, spirituale e fondativo, che l’autore ha già magistralmente indagato nei suoi lavori precedenti dedicati a Dante Alighieri e a San Francesco d’Assisi, si passa ora alla luce abbacinante e rivoluzionaria del Rinascimento.
Il libro è il racconto avvincente di un momento magico e irripetibile in cui l’Italia ha letteralmente reinventato il concetto di umanità, rimettendo l’uomo al centro dell’Universo. In un’epoca che, paradossalmente, era segnata da guerre sanguinose, intrighi di palazzo e feroci tradimenti, la nostra penisola vide una fioritura senza precedenti in tutti i campi del sapere umano.
Come sottolinea magnificamente Cazzullo, l’Italia di allora era la vera e propria “superpotenza culturale del mondo”. E con la sola forza di queste menti geniali, il nostro Paese seppe rivoluzionare il corso degli eventi globali, chiudendo per sempre le porte all’Età di Mezzo e dando di fatto inizio alla modernità.
La vera tesi di fondo del libro, però, si spinge molto oltre la semplice rievocazione storica. Il Rinascimento diventa, nelle vibranti pagine di Cazzullo, il simbolo di una caratteristica intrinseca del popolo italiano: una sorta di capacità “genetica” di risorgere dalle proprie ceneri, di trovare la luce nel buio più profondo, riscattandosi e rinascendo sempre attraverso la forza inesauribile della cultura e della bellezza.
I grandi geni che hanno fatto la storia
Ma chi sono i protagonisti di questa formidabile rinascita? Il saggio si configura come un immenso affresco in cui spiccano le figure titaniche che hanno plasmato per sempre il nostro immaginario collettivo. C’è la saga dei Medici, la famiglia fiorentina che con il suo mecenatismo illuminato ha reso possibile l’impossibile.
C’è il coraggio e il viaggio verso l’ignoto di Cristoforo Colombo, che ha ridisegnato i confini del mondo conosciuto. E, naturalmente, ci sono i più grandi artisti che l’umanità abbia mai avuto l’onore di ospitare: Leonardo da Vinci, il genio universale per eccellenza; l’armonia assoluta di Raffaello; la grazia poetica di Sandro Botticelli.
E poi c’è lui, colui che secondo l’autore (e non solo) è il più grande di tutti: Michelangelo Buonarroti. Cazzullo ci ricorda la precocità vertiginosa e l’immensità del suo talento: a soli vent’anni scolpisce l’eterno dolore della Pietà, a venticinque libera il David dal marmo, a trenta dipinge la volta della Cappella Sistina, per poi approdare al Giudizio Universale e al Mosè. Vite vissute bruciando le tappe, esistenze febbrili votate alla ricerca della perfezione assoluta che, ancora oggi, ci lasciano senza fiato a distanza di secoli.
Il tramonto di un’epoca: tra ombre e tragedie
La narrazione di Aldo Cazzullo, tuttavia, non è un’apologia cieca e non manca di esplorare i chiaroscuri. Ogni epoca di grande luce porta con sé le sue ombre, e il Rinascimento non fa eccezione.
Il saggio ci accompagna infatti sino al tramonto di questo periodo d’oro, un crepuscolo che l’autore identifica con tre grandi tragedie, tre ferite ancora aperte nella storia del pensiero e dell’arte: il rogo di Giordano Bruno, arso vivo a Roma per aver osato sfidare i dogmi guardando verso l’infinito; l’umiliante e sofferta abiura a cui fu costretto Galileo Galilei, padre del metodo scientifico; e infine la morte solitaria, violenta e disperata di Caravaggio, il pittore maledetto che aveva saputo catturare la luce e l’ombra dell’animo umano in un modo totalmente inedito.
Questi eventi drammatici segnano la fine di un’era di straordinaria libertà intellettuale, ricordandoci quanto le conquiste culturali siano un bene prezioso e, al tempo stesso, tremendamente fragile da proteggere.
Perché leggere “Quando l’Italia rinacque” di Aldo Cazzullo
Perché un libro sul Rinascimento proprio oggi? In un presente storico, quello attuale, spesso caratterizzato da incertezze, timori e visioni pessimistiche sul nostro futuro, l’opera di Aldo Cazzullo funge da faro. Ci ricorda che l’eredità di quei giganti del passato è ancora viva e palpita ai giorni nostri. È incisa nelle piazze delle nostre città, nelle sale dei nostri musei, nelle navate delle nostre chiese, ma soprattutto nel nostro DNA culturale.
Questo libro è un potente invito a guardare al passato non con sterile nostalgia, ma con l’orgoglio e la consapevolezza di chi sa che la rinascita è sempre, intrinsecamente, possibile.
Aldo Cazzullo, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, da decenni acuto osservatore della società e volto televisivo amatissimo grazie a Una giornata particolare, presenterà il volume in alcune delle rassegne culturali più prestigiose del mese. Tra queste, ricordiamo l’appuntamento al Festival della Comunicazione di Camogli il 10 settembre e a Pordenonelegge il 20 settembre 2026.

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