4 libri per preparare i bambini alla scuola e affrontare insieme il primo giorno

L’inizio della scuola dell’infanzia è uno dei primi grandi cambiamenti nella vita di un bambino. Cambiano gli spazi, compaiono nuovi adulti di riferimento, bisogna imparare a stare insieme ad altri bambini e, soprattutto, arriva una delle prime vere esperienze di separazione dalla famiglia. Per gli adulti può sembrare una tappa naturale della crescita, mentre per…

4 libri per preparare i bambini alla scuola e affrontare insieme il primo giorno

L’inizio della scuola dell’infanzia è uno dei primi grandi cambiamenti nella vita di un bambino. Cambiano gli spazi, compaiono nuovi adulti di riferimento, bisogna imparare a stare insieme ad altri bambini e, soprattutto, arriva una delle prime vere esperienze di separazione dalla famiglia. Per gli adulti può sembrare una tappa naturale della crescita, mentre per un bambino di tre o quattro anni significa entrare in un mondo del quale ancora non conosce completamente le regole.

Prepararlo alla scuola, allora, non significa soltanto raccontargli che cosa troverà in classe. Significa aiutarlo a dare un nome alle emozioni che potrebbero accompagnarlo: la paura di salutare mamma e papà, l’imbarazzo davanti agli altri, la scoperta che ogni bambino è diverso, il desiderio di fare amicizia e persino quella sensazione difficile da spiegare che nasce quando ci si accorge di essere ormai capaci di fare qualcosa senza l’aiuto degli adulti.

Gli albi illustrati possono diventare un piccolo spazio protetto nel quale sperimentare tutto questo prima che accada davvero. Tra le storie da leggere nelle settimane che precedono il ritorno a scuola, abbiamo scelto quattro libri che affrontano proprio alcune delle emozioni più importanti di questo passaggio.

4 libri per preparare i più piccoli all’inizio della scuola

Dopo torno!” di Catia Proietti e Andrea Alemanno

La frase che dà il titolo a questo albo contiene probabilmente una delle rassicurazioni più importanti che un bambino possa ricevere quando comincia la scuola dell’infanzia: andare via non significa abbandonare qualcuno. Esiste un momento della separazione, ma esiste anche quello del ritorno.

Dopo torno! parte proprio dal primo distacco tra mamma e figlio, ma sceglie di raccontarlo attraverso un piccolo rovesciamento dei ruoli. Questa volta, infatti, è la mamma a vivere con maggiore difficoltà la separazione. Fin dalla sveglia del mattino cresce in lei la tensione per il momento in cui dovrà lasciare il bambino alla scuola dell’infanzia, mentre suo figlio sembra possedere una consapevolezza molto più semplice: adesso ci salutiamo, ma dopo torniamo a stare insieme.

La tensione raggiunge il punto massimo davanti al cancello della scuola, proprio nello spazio che materialmente divide il “prima” dal “dopo”. È qui che la mamma deve imparare qualcosa che normalmente sono gli adulti a cercare di insegnare ai bambini: fidarsi. Il distacco non cancella il legame e l’assenza temporanea non equivale all’abbandono.

Per questo il libro può essere particolarmente utile nei giorni che precedono il primo ingresso alla scuola dell’infanzia. Leggendolo insieme si può parlare del momento del saluto senza trasformarlo in qualcosa di spaventoso, introducendo l’idea del ritorno come certezza. E forse può aiutare anche qualche genitore: il primo giorno di scuola, dopotutto, segna una piccola conquista di autonomia per i bambini ma richiede anche agli adulti di imparare a lasciarli andare.

Ernesto patapum!” di Silvia Callocchia e Silvia Crocicchi

La capretta Ernesto ha un problema decisamente particolare: ogni volta che si spaventa sviene. Patapum, cade a terra come una pera cotta. Una caratteristica che, soprattutto vivendo in città, può provocare situazioni piuttosto imbarazzanti. Ernesto cerca diverse soluzioni, arriva persino a provare la meditazione, ma niente sembra funzionare. Rimane allora una possibilità: trasferirsi in campagna dalla nonna.

Dietro una situazione buffa e immediatamente comprensibile anche ai più piccoli, Ernesto patapum! permette di affrontare un’emozione che proprio all’inizio della scuola può diventare particolarmente presente: la paura. Per alcuni bambini sarà quella di rimanere senza mamma o papà, per altri di parlare con la maestra, entrare in una classe sconosciuta, avvicinarsi agli altri o semplicemente trovarsi in mezzo a rumori, persone e situazioni nuove.

La storia di Ernesto può essere utilizzata proprio per spiegare che avere paura non significa essere meno coraggiosi. Anche le reazioni che agli occhi degli altri possono apparire strane hanno una ragione e non sempre un’emozione scompare semplicemente perché desideriamo che lo faccia. Bisogna conoscerla, attraversarla e trovare il proprio modo di conviverci.

Il tono giocoso impedisce inoltre che il discorso diventi troppo pesante. I bambini possono ridere delle disavventure della capretta e contemporaneamente riconoscere qualcosa di sé nel protagonista. In vista dell’inizio della scuola può diventare anche l’occasione per fare una domanda semplicissima: “C’è qualcosa della scuola che ti fa paura?”. A volte una storia riesce ad aprire conversazioni che una domanda fatta dal nulla non riuscirebbe a far nascere.

Io sono io” di Seong Hye

Entrare a scuola significa anche scoprire gli altri. Per molti bambini è uno dei primi ambienti nei quali si trovano quotidianamente accanto a coetanei che possono avere caratteri, capacità, interessi, abitudini e modi di esprimersi completamente differenti dai propri. Ed è proprio in quel confronto che comincia a diventare più forte anche la percezione di sé.

Io sono io di Seong Hye parte da un concetto semplicissimo e fondamentale: le differenze sono naturali e sono proprio quelle differenze a rendere ciascuna persona unica e insostituibile. Anche visivamente l’albo lavora sull’individualità attraverso forme, colori e figure differenti, offrendo ai bambini un linguaggio immediato con cui avvicinarsi a un’idea che continuerà ad accompagnarli durante la crescita.

È forse il libro della selezione meno direttamente legato al primo giorno di scuola, ma proprio per questo può diventare uno dei più utili. Preparare un bambino alla scuola significa anche spiegargli che non dovrà necessariamente essere uguale agli altri per appartenere al gruppo. Ci saranno bambini più espansivi e altri più timidi, qualcuno sarà bravissimo a disegnare, qualcuno correrà più veloce, qualcuno avrà bisogno di più tempo per imparare una cosa. La differenza non stabilisce chi vale di più.

Allo stesso tempo, imparare a riconoscere la propria unicità aiuta a rispettare quella altrui. Io sono io può quindi accompagnare le prime conversazioni su inclusione, rispetto e autostima attraverso un messaggio adatto all’età: io posso essere me stesso e tu puoi essere diverso da me, senza che nessuna delle due cose rappresenti un problema.

Tegola” di Paola Rattazzi

Se i primi tre libri preparano rispettivamente alla separazione, alla paura e alla scoperta delle differenze, Tegola affronta un’altra delle grandi avventure che iniziano entrando a scuola: fare amicizia.

Nel cuore di un quartiere colorato, il piccione Kiki incontra Tegola, un uccellino in difficoltà, e decide di aiutarlo coinvolgendo anche i propri amici. Quello che comincia come un gesto di disponibilità porta Tegola verso un mondo nuovo, ma il percorso non sarà privo di ostacoli. Saranno proprio le difficoltà a mostrare che cosa significhi realmente essere amici.

La storia parla infatti di accoglienza senza giudizio, sostegno, gentilezza e capacità di condividere tanto i momenti felici quanto quelli difficili senza aspettarsi necessariamente qualcosa in cambio. Sono concetti importanti in qualsiasi momento della crescita, ma diventano particolarmente significativi quando un bambino entra per la prima volta in una piccola comunità diversa dalla famiglia.

La scuola dell’infanzia è anche il luogo nel quale si comincia a capire che stare con gli altri richiede piccoli gesti: avvicinarsi a chi è rimasto solo, condividere qualcosa, accorgersi che un compagno è in difficoltà, accettare che non tutti reagiscano nello stesso modo. Kiki offre a Tegola proprio questa forma di amicizia e, attraverso la loro avventura, l’albo mostra quanto una parola o un gesto gentile possano modificare l’esperienza di qualcun altro.

Letto prima dell’inizio della scuola, può diventare un modo per spostare l’attenzione da una domanda che preoccupa molti bambini, “troverò qualcuno con cui giocare?”, verso un’altra possibilità: “E se fossi io ad avvicinarmi a qualcuno?”. Una piccola inversione di prospettiva che trasforma la scuola da luogo sconosciuto nel quale aspettare di essere accolti a spazio nel quale anche un bambino può diventare colui che accoglie.

Il primo giorno di scuola comincia anche a casa

Preparare un bambino alla scuola non significa eliminare ogni paura prima che varchi il cancello. Una parte dell’esperienza consiste proprio nell’incontrare qualcosa di nuovo e scoprire, poco alla volta, di essere capaci di affrontarlo. Quello che un genitore può fare è costruire intorno a quel cambiamento parole, immagini e storie che lo rendano meno sconosciuto.

Questi quattro albi raccontano quattro passaggi diversi della stessa crescita. Dopo torno! insegna che ci si può separare sapendo che qualcuno tornerà; Ernesto patapum! permette di riconoscere la paura senza vergognarsene; Io sono io mostra che entrare in un gruppo non richiede di rinunciare alla propria individualità; Tegola ricorda che le amicizie cominciano spesso da un gesto molto piccolo.

Forse è proprio questo il messaggio più utile da portare con sé verso settembre: il primo giorno non richiede a un bambino di sapere già come stare a scuola. È il luogo in cui comincerà a impararlo.