Greta Gerwig porterà al cinema Il nipote del mago, uno dei sette romanzi delle Cronache di Narnia di C.S. Lewis, scegliendo di cominciare il nuovo percorso cinematografico proprio dalle origini del mondo fantastico che generazioni di lettori hanno conosciuto grazie a Il leone, la strega e l’armadio.
Il film, intitolato Narnia: The Magician’s Nephew, arriverà nelle sale di tutto il mondo il 12 febbraio 2027, con anteprime IMAX dal 10 febbraio, e sarà poi disponibile su Netflix dal 2 aprile 2027. La piattaforma ha confermato anche un cast importante: David McKenna, Beatrice Campbell, Emma Mackey, Carey Mulligan, Ciarán Hinds, Daniel Craig, Meryl Streep, Kobna Holdbrook-Smith, Denise Gough e Susan Wokoma.
La scelta di partire da Il nipote del mago è tutt’altro che scontata. Significa non rifare immediatamente una storia già resa celebre dal cinema, ma tornare ancora più indietro e mostrare come Narnia è nata, da dove arriva la Strega Bianca e perché esistono passaggi tra il nostro mondo e quello creato da Aslan.
“Il nipote del mago”, il libro che racconta la nascita di Narnia
C.S. Lewis pubblicò The Magician’s Nephew nel 1955, cinque anni dopo Il leone, la strega e l’armadio. È quindi il sesto libro pubblicato delle Cronache di Narnia, ma nella cronologia interna della saga rappresenta l’inizio di tutto.
Il protagonista è Digory Kirke, un bambino che vive a Londra e stringe amicizia con la vicina Polly Plummer. Attraverso gli esperimenti dello zio Andrew, i due scoprono degli anelli magici capaci di trasportarli tra mondi differenti.
Quello che comincia come un gioco si trasforma presto in qualcosa di molto più grande.
Digory e Polly raggiungono Charn, un mondo ormai morto, dove risvegliano la regina Jadis. La scelta avrà conseguenze enormi, perché sarà proprio quella donna a diventare la Strega Bianca che incontreremo successivamente in Il leone, la strega e l’armadio.
Da lì il viaggio conduce i protagonisti fino al momento più importante della mitologia di Lewis: la creazione di Narnia.
Netflix descrive infatti il film proprio come un’avventura dedicata alla nascita di quel mondo, e Greta Gerwig ha ricordato quanto da bambina fosse rimasta colpita dall’immagine del leone cosmico che “canta” Narnia nell’esistenza.
David McKenna e Beatrice Campbell saranno Digory e Polly
Al centro del film troveremo due giovani interpreti: David McKenna e Beatrice Campbell.
McKenna interpreterà Digory, mentre Campbell sarà Polly. Attorno a loro Gerwig ha costruito un cast decisamente più adulto e prestigioso, scelta che fa pensare a un film intenzionato a conservare la dimensione per ragazzi del romanzo senza rinunciare a un tono epico.
Tra i ruoli già associati ai personaggi, Daniel Craig interpreterà lo zio Andrew, mentre Emma Mackey sarà Jadis, la futura Strega Bianca. Carey Mulligan è indicata come Mabel Kirke, la madre di Digory.
Completano il cast Meryl Streep, Ciarán Hinds, Kobna Holdbrook-Smith, Denise Gough e Susan Wokoma. Netflix, per ora, non ha ufficializzato pubblicamente tutti i personaggi collegati agli interpreti.
Emma Mackey e le origini della Strega Bianca
Probabilmente uno degli aspetti più affascinanti del nuovo film sarà proprio Jadis.
Chi conosce Narnia attraverso Il leone, la strega e l’armadio la ricorda come la sovrana che ha condannato il regno a un inverno eterno. In Il nipote del mago, però, la incontriamo prima di quel momento.
Lewis ci porta a Charn, il mondo da cui proviene, e rivela qualcosa del suo passato e della sua brama di dominio.
Gerwig avrà quindi la possibilità di raccontare la Strega Bianca non semplicemente come antagonista già formata, ma come personaggio che entra nel mondo di Narnia nel momento stesso della sua nascita.
Ed è proprio qui che emerge una delle grandi opposizioni simboliche del libro: creare e dominare sono due atti profondamente differenti. Aslan crea Narnia e lascia che la vita cresca.
Jadis osserva la nascita di quel mondo e vede immediatamente qualcosa che può essere conquistato.
La creazione di Narnia e la magia della parola
Una delle immagini più potenti del romanzo è la nascita di Narnia attraverso il canto di Aslan. All’inizio c’è il buio, poi arriva una voce, da quella voce nascono stelle, luce, terra, vegetazione e animali.
Lewis costruisce questa scena attingendo chiaramente all’immaginario della creazione biblica, ma la trasforma attraverso il fantasy. Narnia non viene semplicemente costruita: viene chiamata all’esistenza.
La parola e la musica possiedono quindi un potere creativo.
È un elemento particolarmente interessante considerando che Greta Gerwig ha dichiarato proprio di essere rimasta affascinata fin dall’infanzia dall’idea di “un universo costruito dalla musica”.
Sul piano cinematografico potrebbe diventare uno dei momenti più spettacolari dell’intero film, perché non si tratta soltanto di mostrare un paesaggio fantastico, ma di mostrare un mondo che prima non esisteva.
Greta Gerwig dopo “Barbie” torna alla letteratura
Per Gerwig, Narnia rappresenta anche un ritorno all’adattamento letterario dopo Piccole donne.
La regista ha già dimostrato di non essere interessata alla trasposizione come semplice illustrazione del libro originale. Nel film tratto da Louisa May Alcott, aveva riorganizzato la cronologia e lavorato sul rapporto tra scrittura, autobiografia e libertà femminile.
Il nipote del mago possiede una struttura più lineare, ma appartiene a un universo che milioni di persone immaginano già in un certo modo. Gerwig dovrà quindi decidere quanto dialogare con l’iconografia delle precedenti trasposizioni cinematografiche e quanto costruire una Narnia completamente propria.
Netflix presenta il progetto esplicitamente come la visione personale di Gerwig sul mondo di Lewis.
Un film Netflix che arriverà prima al cinema
Narnia: The Magician’s Nephew non debutterà direttamente in streaming. Le anteprime inizieranno il 10 febbraio 2027 esclusivamente in IMAX, mentre dal 12 febbraio il film avrà una distribuzione cinematografica mondiale ampia. Soltanto il 2 aprile arriverà su Netflix.
È una finestra molto più lunga rispetto a quella tradizionalmente utilizzata dalla piattaforma per molti dei suoi film originali e sottolinea l’ambizione del progetto.
Netflix non vuole che il ritorno a Narnia venga percepito semplicemente come un altro titolo da aggiungere al catalogo. Vuole costruire un evento cinematografico.
Fuori dal Nord America, la distribuzione nelle sale sarà gestita da Sony Pictures Entertainment.
Mark Ronson comporrà le musiche
La componente musicale sarà particolarmente importante proprio per una storia in cui la nascita del mondo passa attraverso il suono.
La colonna sonora originale sarà firmata da Mark Ronson e Andrew Wyatt, che avevano già collaborato con Gerwig per Barbie. La supervisione musicale sarà invece di George Drakoulias.
Tra gli altri nomi dietro la produzione troviamo il direttore della fotografia Seamus McGarvey, la costumista Jacqueline Durran, lo scenografo James Chinlund e Paul Franklin agli effetti visivi. Gerwig stessa firma sceneggiatura e regia.
Perché cominciare da “Il nipote del mago”?
Netflix avrebbe potuto ripartire da Il leone, la strega e l’armadio, la storia più conosciuta della saga. Cominciare invece da Il nipote del mago cambia completamente il rapporto dello spettatore con Narnia.
Quando Lucy entra nell’armadio nel romanzo del 1950, il lettore scopre un mondo già esistente. Ci sono una storia, una profezia, una sovrana e delle regole che devono essere gradualmente comprese.
Nel prequel, invece, vediamo tutto nascere: scopriamo perché esiste il lampione nel bosco, scopriamo l’origine della Strega Bianca, scopriamo come cominciano i viaggi tra mondi e, soprattutto, osserviamo Narnia prima che diventi leggenda.
È una scelta che permette a Gerwig di costruire un universo dall’inizio senza cancellare immediatamente il ricordo degli adattamenti precedenti.
“Il nipote del mago” e il desiderio di conoscere
Digory è inoltre un protagonista particolarmente interessante perché molte delle sue azioni nascono dalla curiosità. E proprio quella curiosità provoca conseguenze che non può prevedere.
Il libro presenta quindi la conoscenza come qualcosa di ambivalente. Esplorare può aprire nuovi mondi, ma ogni scoperta porta con sé una responsabilità.
È un concetto che riguarda anche lo zio Andrew, che considera la magia soprattutto come uno strumento per oltrepassare i limiti ordinari senza interrogarsi seriamente sulle conseguenze per gli altri.
Polly e Digory imparano invece progressivamente che poter fare qualcosa non equivale necessariamente ad avere il diritto di farlo.
Una riflessione estremamente semplice nella forma, ma molto meno infantile nel significato.
La Strega Bianca e il potere che non accetta limiti
Il contrasto diventa ancora più netto con Jadis, la sua relazione con il potere è assoluta, per lei gli altri non sono persone con cui convivere, ma ostacoli, strumenti o sudditi.
Lewis utilizza quindi il fantasy per mettere in scena una distinzione morale fondamentale: il potere può essere esercitato per permettere alle cose di esistere oppure per costringerle a esistere secondo la nostra volontà.
Nel mezzo ci sono Digory e Polly, bambini che devono imparare a scegliere quale rapporto avere con una magia infinitamente più grande di loro.
Dal libro allo schermo: una nuova porta per entrare a Narnia
Narnia: The Magician’s Nephew arriverà nelle sale mondiali il 12 febbraio 2027, dopo le anteprime IMAX del 10 febbraio, e sarà disponibile su Netflix dal 2 aprile 2027.
Sarà la prima trasposizione cinematografica completa di Il nipote del mago, un dettaglio che rende l’operazione diversa dal semplice reboot delle avventure già raccontate sul grande schermo.
Per la prima volta il pubblico potrà vedere nascere il mondo che, nelle trasposizioni precedenti, aveva conosciuto già sotto la neve della Strega Bianca.
E forse è proprio questa la scelta più promettente di Greta Gerwig: prima di tornare a Narnia, mostrarci perché Narnia esiste.
Prima dell’armadio, dei fratelli Pevensie e della guerra contro la Strega Bianca, c’erano due bambini, alcuni anelli, un mondo morto e un leone che cominciò a cantare.

Condividi questo articolo