I tre libri raccolti in questa selezione appartengono a mondi apparentemente lontanissimi. Uno racconta un fantasy accogliente fatto di taverne itineranti, piccoli draghi e atmosfere da fiaba. Un altro attraversa oltre mezzo secolo di storia mediorientale per interrogarsi su memoria, identità ed esilio. L’ultimo prende le regole dell’horror contemporaneo e le ribalta con ironia feroce, trasformando un thriller soprannaturale in una riflessione sulla rappresentazione queer nella cultura pop.
Tre modi completamente diversi di intendere la narrativa, accomunati dalla capacità di coinvolgere il lettore e di lasciare qualcosa anche dopo l’ultima pagina.
3 libri sorprendenti perfetti per l’estate
“La taverna errante”, di Jenna Wolfhart, Ne/oN
La taverna errante di Jenna Wolfhart, pubblicato da Ne/oN, appartiene a quella corrente del fantasy contemporaneo che ha scelto di allontanarsi dalle grandi guerre e dalle profezie per concentrarsi sulle persone, sui legami e sul senso di casa. È un romanzo che si inserisce perfettamente nel filone del cozy fantasy, senza però rinunciare all’avventura e a un intreccio ricco di misteri.
La protagonista, Lilia, vive viaggiando insieme alla sua Taverna Errante e a un piccolo drago che rappresenta molto più di un semplice compagno di viaggio. La sua esistenza è scandita dagli spostamenti continui, dall’incontro con città sempre diverse e dalla convinzione che fermarsi significhi perdere una parte della propria libertà.
L’equilibrio che si è costruita viene però incrinato quando incontra un uomo con cui nasce immediatamente una sintonia inattesa. L’indomani lui sparisce e Lilia scopre che gestisce una taverna rivale diretta proprio al medesimo festival. Da quel momento la vicenda assume anche i toni del mistero, perché una serie di furti minaccia di compromettere il futuro della sua attività e tutti gli indizi sembrano ricadere proprio sull’uomo che non riesce a dimenticare.
Wolfhart costruisce un mondo fantasy che non punta sullo spettacolo, ma sull’atmosfera. Le locande, i mercati, i festival stagionali e le creature magiche diventano luoghi vivi, capaci di trasmettere la stessa sensazione di conforto che regalano certe fiabe. Il romance procede con naturalezza, evitando forzature e lasciando spazio alla crescita reciproca dei protagonisti.
È una lettura ideale per chi cerca un fantasy rilassante ma non privo di tensione narrativa, nel quale il viaggio conta quanto la destinazione e dove il vero cuore della storia rimane la ricerca di un luogo in cui sentirsi finalmente a casa.
“Memorie del diluvio”, di Saleem Haddad, E/O
Con Memorie del diluvio, pubblicato da Edizioni e/o, Saleem Haddad firma un romanzo di grande respiro che intreccia storia, memoria familiare e identità culturale in una narrazione capace di attraversare continenti e generazioni.
La vicenda prende forma quando tre sorelle anglo-irachene si ritrovano dopo molti anni di distanza in seguito al ritrovamento delle opere del padre, celebre pittore iracheno creduto ormai dimenticato. Da quel momento il romanzo si apre come un mosaico nel quale ogni personaggio custodisce un rapporto diverso con il passato, con la propria famiglia e con un Paese che continua a rappresentare un’origine tanto dolorosa quanto impossibile da cancellare.
Haddad racconta l’Iraq senza ridurlo al solo scenario della guerra. Al contrario, restituisce tutta la complessità di una terra fatta di arte, cultura, relazioni e memoria collettiva. Le ferite dei conflitti rimangono centrali, ma diventano il punto di partenza per interrogarsi su cosa significhi appartenere a un luogo quando quel luogo è cambiato per sempre o quando si è costretti a viverne lontani.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è la coralità. Nessun personaggio monopolizza la narrazione e ciascuno rappresenta un modo diverso di affrontare il trauma, l’esilio e il rapporto con le proprie radici. Anche il tema queer trova spazio con naturalezza all’interno della famiglia, senza diventare l’unico elemento identitario del personaggio che lo incarna.
Memorie del diluvio è un libro intenso, stratificato e profondamente umano. Richiede attenzione, ma ripaga con una narrazione che unisce la dimensione privata alla grande Storia, mostrando come le vicende delle famiglie possano diventare uno specchio delle trasformazioni di un intero Paese.
“Bury Your Gays”, di Chuck Tingle, Ne/oN
Con Bury Your Gays, pubblicato in Italia da Ne/oN, Chuck Tingle dimostra come l’horror possa diventare uno strumento estremamente efficace per riflettere sull’industria dell’intrattenimento e sui meccanismi della rappresentazione queer.
Il protagonista, Misha, è uno sceneggiatore che dopo anni di sacrifici ha finalmente conquistato il successo a Hollywood. Proprio quando la sua carriera sembra decollare, i produttori gli chiedono di eliminare i personaggi queer dalla sua serie televisiva perché sarebbe ciò che “l’algoritmo” desidera. Il suo rifiuto innesca una spirale sempre più inquietante nella quale le creature dei suoi vecchi film horror sembrano prendere vita, trasformando Los Angeles in un incubo sempre più reale.
Il titolo richiama apertamente il celebre trope narrativo “bury your gays”, con cui per decenni cinema e televisione hanno eliminato sistematicamente i personaggi LGBTQ+ dalle proprie storie. Tingle prende quel meccanismo e lo trasforma nella materia stessa del romanzo, costruendo un horror che alterna tensione, ironia e satira.
Sotto la superficie del thriller soprannaturale si sviluppa una riflessione molto lucida sul funzionamento dell’industria culturale contemporanea, sulle logiche degli algoritmi e sul compromesso tra libertà artistica e successo commerciale. L’autore riesce così a parlare di censura, rappresentazione e identità senza rinunciare al ritmo di un romanzo ricco di suspense.
Per chi ama l’horror contemporaneo, ma desidera anche una storia capace di interrogare il presente, Bury Your Gays rappresenta una delle uscite più interessanti dell’estate. È un libro che diverte, inquieta e invita a riflettere su quanto le storie che raccontiamo continuino a influenzare il modo in cui immaginiamo il mondo e chi lo abita.
