Ha già conquistato i primi posti nella classifica del Sunday Times nel Regno Unito ed è destinata con la sua seconda opera a lanciare un nuovo caso editoriale internazionale. Parliamo di Katherine Faulkner: l’autrice che, dopo lo straordinario debutto con “Greenwich Park“, torna in libreria con il secondo romanzo “The Other Mothers” (Le altre madri).
Definito dalla critica anglosassone come l’erede naturale di Big Little Lies di Liane Moriarty e delle atmosfere ciniche di The White Lotus, il libro della Faulkner rappresenta una spietata e lucidissima dissezione della maternità borghese, delle barriere di classe e del prezzo altissimo che si paga quando si decide di barattare la propria identità pur di appartenere a un gruppo d’élite.
“The Other Mothers” di Katherine Faulkner
La storia si sviluppa attorno a Tash, una giornalista freelance che ha lasciato il lavoro stabile in redazione per occuparsi del figlio piccolo, Finn. Tash vive intrappolata in quella tipica palude post-parto fatta di isolamento, scadenze mancate, bollette che si accumulano e un matrimonio che comincia a scricchiolare sotto il peso della routine. Quando iscrive il figlio a un esclusivo gruppo di gioco in un quartiere elegante di Londra, il suo cammino incrocia quello delle “Altre Madri”: un trio di donne impeccabili, ricche, affascinanti, che vivono in case gigantesche e sembrano avere il controllo totale sulle proprie esistenze.
Contro ogni aspettativa, Tash viene accolta a braccia aperte nel loro circolo esclusivo. Tra colazioni costose, calici di vino e pomeriggi idilliaci, sperimenta finalmente la sensazione di avercela fatta, di essere “una di loro”. Ma questo sogno dorato si scontra presto con una realtà inquietante. Una giovane tata del quartiere, Sophie, viene trovata morta in circostanze misteriose. Tash, spinta dal mai sopito istinto giornalistico e dalle suppliche della madre della vittima, inizia a indagare. Più scava a fondo, più si rende conto che la morte della ragazza è strettamente legata al passato e ai segreti inconfessabili delle sue nuove e “perfette” amiche.
L’accoglienza della critica: il manifesto del “Mum Noir”
La stampa britannica e i grandi nomi del thriller psicologico internazionale hanno accolto The Other Mothers come un perfetto e spietato ritratto di costume, consacrandolo a punto di riferimento del cosiddetto “Mum Noir”. India Knight, sul Sunday Times Magazine, lo ha descritto come “un thriller brillantemente orchestrato e magnificamente osservato”, ironizzando su come la lettura metta quasi un senso di sollievo in chi non deve più frequentare i cancelli delle scuole.
L’autrice bestseller Abigail Dean lo ha paragonato a un incrocio magnetico tra The Undoing e Big Little Lies, definendolo “una sferzante e decadente parodia della maternità dell’alta borghesia”, capace di sollevare la carta da parati di lusso delle case londinesi per metterne a nudo i segreti più torbidi.
Ed è proprio questa l’arma segreta del romanzo secondo la critica: la capacità della Faulkner di unire i meccanismi del giallo classico (con colpi di scena definiti da Publishers Weekly come “sismici”) a una satira sociale affilata, dove la minaccia più grande non si nasconde nei vicoli bui, ma dietro i sorrisi impeccabili di un gruppo di madri fin troppo perfette per essere innocenti.
Le ragioni di un successo globale
Il segreto del successo della Faulkner risiede nella sua capacità di fare del “Classism-Noir” (il noir incentrato sulle differenze di classe). L’autrice non costruisce la suspense attraverso mostri nell’ombra o serial killer stereotipati; la paura, in questo romanzo, nasce nei salotti bene, dietro i sorrisi di circostanza, nell’ostentazione della ricchezza e nei messaggi passivo-aggressivi sulle chat di gruppo delle mamme.
Attraverso una struttura a doppia narrazione alternata – il presente di Tash e il passato di Sophie, la tata deceduta – la Faulkner costruisce una tensione psicologica asfissiante. Il lettore si trova immerso in un labirinto di specchi dove nessuno è davvero innocente e dove l’ossessione per lo status sociale giustifica qualsiasi bassezza.
Cosa ci insegna questo libro
Al di là della trama investigativa magnetica, “The Other Mothers” si rivela una lettura formativa per la profondità dei temi trattati. Ci insegna, prima di tutto, il pericolo dell’idealizzazione. Viviamo in un’epoca dominata da feed di Instagram e TikTok saturi di “maternità estetiche”, dove la vita quotidiana viene filtrata per apparire priva di sforzo, pulita, lussuosa. Il romanzo demolisce questa facciata, ricordandoci che dietro la perfezione ostentata spesso si nascondono compromessi morali, solitudini immense e dinamiche tossiche di controllo.
In secondo luogo, il libro offre una riflessione amarissima sulla solitudine della maternità moderna. Tash si lascia trascinare in una spirale di bugie, debiti e pericoli non per stupidità, ma per un disperato bisogno di convalida e connessione sociale. La Faulkner esplora magistralmente quel senso di inadeguatezza e di “invisibilità” che molte donne provano dopo la nascita di un figlio, quando smettono di essere considerate individui per diventare, appunto, solo “la madre di qualcun altro”.
Infine, c’è una lezione potente sul prezzo del silenzio e della complicità. Quando il privilegio economico si unisce alla necessità di proteggere la reputazione della propria famiglia, la solidarietà femminile si azzera, trasformando una comunità apparentemente accogliente in un branco spietato pronto a sacrificare chiunque si trovi un gradino più in basso nella scala sociale.
Perché leggerlo
“The Other Mothers” merita un posto d’onore nelle letture dei prossimi mesi perché riesce nel miracolo più difficile della narrativa contemporanea: intrattenere con un ritmo serratissimo e, allo stesso tempo, far riflettere sulla società in cui viviamo. È un romanzo magnetico che cattura il lettore dalla prima pagina, costringendolo a guardarsi allo specchio e a chiedersi: fino a dove sarei disposto a spingermi per proteggere la mia fragile idea di felicità? Un caso editoriale meritato, che conferma Katherine Faulkner come una delle voci più intelligenti e affilate del thriller psicologico moderno.
