Premio Campiello 2026: scelta la cinquina finalista

Premio Campiello 2026: scelta la cinquina con Fois, Cavazzoni, Varvello, Parrella e Pierantozzi. A Nadeesha Uyangoda l’Opera Prima. Finale al Lido di Venezia il 3 ottobre.

Premio Campiello 2026 scelta la cinquina finalista

Nella solenne cornice dell’Aula Magna Galileo Galilei di Palazzo del Bò, presso l’Università degli Studi di Padova, la Giuria dei Letterati ha proclamato la cinquina finalista della 64^ edizione del Premio Campiello, il prestigioso concorso di narrativa italiana contemporanea promosso dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto.

Il cammino verso la selezione finale non è stato privo di sorprese ed emozioni. Il Comitato Tecnico ha ammesso quest’anno ben 62 opere, a testimonianza di una produzione letteraria italiana quantitativamente imponente. La Giuria, guidata da una votazione serrata, ha promosso quasi all’unanimità i primi quattro autori già al primo turno, mentre per il quinto posto si è reso necessario un avvincente ballottaggio, risolto solo al quinto scrutinio.

I cinque finalisti della 64^ edizione del Premio Campiello

Ecco i cinque romanzi che si contenderanno il Supercampiello e che accompagneranno i lettori italiani durante i mesi estivi:

Marcello Fois con “L’immensa distrazione” (Giulio Einaudi Editore) – 6 voti al primo turno

Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet) – 6 voti al primo turno

Elena Varvello con “La vita sempre” (Ugo Guanda Editore) – 6 voti al primo turno

Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli) – 6 voti al primo turno

Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico” (Giulio Einaudi Editore) – 6 voti al quinto turno (al ballottaggio)

Un mix straordinario di voci consolidate, stili unici e sguardi profondi sulla complessità del nostro presente, capaci di spaziare dalla narrazione intima alla memoria storica.

Il Premio Opera Prima a Nadeesha Uyangoda

Come da tradizione, la cerimonia di Padova ha offerto il palcoscenico ideale per valorizzare il talento emergente. Il Premio Campiello Opera Prima 2026, il riconoscimento dedicato agli scrittori al loro esordio letterario, è stato assegnato a Nadeesha Uyangoda con il romanzo “Acqua Sporca” (Giulio Einaudi Editore).

La Giuria dei Letterati ha voluto premiare la maturità espressiva di una nuova e già riconoscibile voce della nostra letteratura con la seguente motivazione:

“Acqua sporca, romanzo d’esordio di Nadeesha Uyangoda, dà voce, con intensità narrativa e limpidezza stilistica, alle fratture e alle appartenenze multiple del mondo contemporaneo, trasformando una vicenda familiare e migratoria in una narrazione polifonica sull’identità, la memoria e l’eredità affettiva. Attraverso una scrittura insieme nitida e simbolica, il romanzo intreccia esperienze individuali e storia collettiva, restituendo il senso dello spaesamento, del ritorno e della ricerca di sé tra lingue, culture e generazioni diverse. Acqua sporca si impone, pertanto, come voce originale ma già ben riconoscibile nella narrativa italiana contemporanea.”

Sostenibilità editoriale e Intelligenza Artificiale: il dibattito culturale

L’edizione di quest’anno si distingue però anche per la lucidità con cui i vertici del Premio hanno analizzato lo stato di salute e il futuro del mondo del libro. L’enorme mole di testi arrivati al concorso ha spinto il Presidente della Giuria dei Letterati, Roberto Cicutto, a una riflessione necessaria e coraggiosa sulla sostenibilità culturale:

“Ci siamo trovati davanti a una quantità enorme di testi, e questo pone una domanda che va oltre il premio stesso. Esiste oggi, infatti, una discrepanza evidente tra la capacità di assorbire opere d’ingegno e la quantità che se ne produce: è una questione di sostenibilità sia del mercato che culturale, prima ancora che editoriale. Per questo il compito di un Premio come il Campiello non può esaurirsi nei momenti come la selezione della cinquina o la proclamazione del vincitore: deve diventare un’attività di 365 giorni l’anno, nelle scuole e nelle istituzioni, per attrarre nuovi lettori.”

A fargli eco, Raffaele Boscaini (Presidente della Fondazione Il Campiello), che ha ricordato il ruolo della narrativa come strumento insostituibile per interpretare il nostro tempo, una missione che gli industriali veneti portano avanti con orgoglio fin dal 1962.

Di fronte alle trasformazioni tecnologiche è intervenuta anche Paola Carron (Presidente Confindustria Veneto Est), che ha spostato l’attenzione sulle nuove sfide dell’innovazione:

“Oggi siamo di fronte a nuove sfide, prima tra tutti l’intelligenza artificiale, che porteranno a intrecciare ancora di più il percorso delle imprese con quello degli artisti e dei letterati, nella creazione di nuovi saperi e nuovi racconti. Come imprenditori continueremo a credere e investire nella cultura, nella convinzione che sia un investimento su noi stessi e su chi verrà dopo.”

La strada verso il Lido: la Giuria dei Trecento

Con la cinquina ormai definita, il testimone passa ora alla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. I giurati, selezionati su tutto il territorio nazionale in base a rigidi criteri di eterogeneità sociale e professionale, cambieranno anche quest’anno e i loro nomi rimarranno rigorosamente segreti fino all’ultimo voto.

Saranno loro a decretare il vincitore assoluto della 64^ edizione del Premio Campiello. L’appuntamento finale è fissato per sabato 3 ottobre 2026 nello storico scenario del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, in un ideale e suggestivo abbraccio tra la forza della parola scritta e la magia dell’arte cinematografica, per scoprire chi succederà alla vincitrice 2025 Wanda Marasco.