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Maturità 2026, 10 consigli per preparare al meglio le quattro materie d’esame

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Maturità 2026, 10 consigli per preparare al meglio le quattro materie d’esame

Dalle strategie per massimizzare il rendimento all’importanza dei crediti scolastici: scopri i suggerimenti per affrontare al meglio gli ultimi mesi di scuola in vista della Maturità 2026

Maturità 2026, 10 consigli per preparare al meglio le quattro materie d'esame

La Maturità 2026 – frutto della recente riforma voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara – porta con sé una novità che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a molti studenti (ma non a tutti): il nuovo colloquio orale non sarà più un “tira e molla” sull’intero programma, ma si concentrerà esclusivamente su 4 materie specifiche, diverse a seconda dell’indirizzo di studi.

Un bel vantaggio, certo. Ma attenzione a non cadere nella trappola del “tutto il resto non conta”. A lanciare l’avvertimento è stato lo stesso Ministro, che ha sottolineato l’importanza di non trascurare le altre discipline affrontate durante l’anno, ricordando inoltre che condotta e impegno restano fondamentali per la promozione.

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Perché questo monito? Semplice: la Maturità non si gioca solo nei giorni delle prove scritte e dell’orale. In ballo ci sono, ad esempio, i crediti scolastici, un tesoretto che vale fino a 40 punti su 100 e che viene calcolato sulla media matematica di tutte le materie, nessuna esclusa.
Come fare, quindi, a spingere sull’acceleratore per le quattro discipline selezionate dal MIM per il proprio indirizzo senza farsi rovinare la media dalle altre materie?

Gli esperti di Ripetizioni.it, piattaforma leader in Italia per le lezioni private, hanno provato a dare il loro contributo, stilando un decalogo strategico per aiutare i maturandi ad affrontare i prossimi mesi senza andare in tilt.

1. Occhio al “tesoretto” dei crediti

Prima di snobbare una materia non d’esame, i ragazzi dovrebbero fare un po’ i conti. Provare – ovviamente se giunti a questo punto ci sono ancora i presupposti – a presentarsi alla Maturità con il massimo dei 40 crediti scolastici frutto del rendimento dell’ultimo triennio delle superiori significa avere già in tasca quasi metà del voto finale. Prendere un brutto voto in una materia “secondaria” potrebbe infatti abbassare la media generale, facendo perdere punti preziosi. Abbassando anche il voto di diploma.

2. Creare un piano di studi “a due velocità”

Da qui a giugno, lo studio pomeridiano dovrà viaggiare su due binari. È fondamentale dividere il tempo e le energie: dedicare il 60-70% dello sforzo all’approfondimento critico delle quattro materie dell’orale (e di quelle degli scritti), e il restante 30-40% al “mantenimento” delle altre materie. Una pianificazione settimanale visiva (usando un’agenda o un’App) è forse l’arma migliore contro l’ansia dell’ultimo minuto.

3. Sulle materie d’esame puntare alla padronanza assoluta

Dato che la commissione valuterà i candidati solo su poche discipline, i professori si aspetteranno un livello di preparazione più alto e meno superficiale rispetto al passato. Non basterà più imparare a memoria il riassunto o puntare alla “scolastica” sufficienza. Il consiglio, perciò, è di studiare partendo dalle fonti originali, memorizzando i glossari con i termini tecnici di ogni materia. Per testare poi la reale comprensione di un argomento, il suggerimento è di usare la “Tecnica di Feynman”: provare a spiegare ad alta voce i concetti più complessi come se si stesse parlando a un bambino di 10 anni. Se ci si incarta, significa che bisogna approfondire ulteriormente.

4. Sulle altre materie, applicare la “legge dell’ottimizzazione”

Per le discipline escluse dal colloquio, invece, l’obiettivo non è diventare luminari, ma mantenere una media solida. La mossa giusta, in questo caso, è usare tecniche di studio intelligenti per massimizzare la resa col minimo sforzo. Creare mappe mentali sintetiche e concentrarsi esclusivamente sui concetti chiave spiegati dal docente può essere una buona soluzione: in questo modo si possono agevolmente raggiungere buoni voti nelle verifiche, senza passare troppe ore sui libri.

5. Sfruttare il 100% delle ore di lezione in classe

Per risparmiare tempo di studio a casa per le materie “minori”, il segreto è anche l’ascolto attivo in classe. Seguire le spiegazioni senza distrarsi, prendere appunti ordinati e fare domande ai professori permette di assimilare già il 50% dei concetti direttamente a scuola. In questo modo, il pomeriggio servirà solo per una rilettura, liberando spazio prezioso per le quattro materie “regine” della Maturità.

6. Allenare la “libertà nei collegamenti”

Il Ministro Valditara è stato chiaro: all’orale ci sarà lo stesso un’ampia “libertà nei collegamenti” tra le materie, basta che siano naturali e non forzati. Questo significa che, in un certo senso, saranno gli studenti a dover guidare il colloquio. Come prepararsi per calarsi in questo ruolo? Sfruttando i prossimi mesi per costruire un personale archivio di percorsi multidisciplinari, scegliendo 4-5 macro-temi (es. la natura, il progresso, l’illusione, il potere) e allenandosi a tessere una rete logica ed elegante che unisca le materie d’esame attorno a quegli snodi.

7. Non sottovalutare la condotta (e l’atteggiamento)

L’impegno, la partecipazione e il comportamento in classe fanno parte della valutazione finale e pesano sull’ammissione all’esame. Un atteggiamento rinunciatario o svogliato nelle ore delle materie non d’esame indispettisce i docenti e, sempre in ottica crediti scolastici, rischia di penalizzare i ragazzi in sede di scrutinio. Mostrarsi sempre interessati, proattivi e collaborativi, con chiunque, è una regola d’oro che ripaga sempre.

8. Gestire con furbizia lo “sprint” di fine anno

Nella marcia di avvicinamento all’esame, il mese di maggio è storicamente uno dei momenti più critici. Si accavallano due fronti: da un lato, i professori delle materie non d’esame premono con le ultime interrogazioni, per chiudere i registri; dall’altro, i docenti delle discipline oggetto del colloquio intensificano il lavoro con ripassi e simulazioni. Per non farsi travolgere da questa “valanga” di impegni, la parola d’ordine è anticipare. L’ideale è sfruttare le settimane e, soprattutto, i fine settimana dei mesi precedenti per costruire il grosso della preparazione (e dei collegamenti) sulle quattro materie decisive. Così facendo, i pomeriggi di maggio resteranno liberi per gestire le incombenze dell’ultimo minuto e “blindare” i voti di fine anno senza stress.

9. Simulare il colloquio ad alta voce

Sapere le cose nella propria testa è profondamente diverso dal saperle esporre a una commissione. Per questo, i maturandi dovrebbero ritagliarsi almeno un’ora a settimana per simulare l’orale nel suo complesso: mettendosi davanti allo specchio – o davanti alla telecamera dello smartphone o, meglio ancora, davanti a una o più persone -, estraendo un argomento a caso e provando a imbastire un discorso di 10-15 minuti, per poi riascoltarsi (o chiedere un parere ad altri) per capire cosa ha funzionato e cosa no. È sicuramente il metodo più rapido per correggere tic verbali, silenzi imbarazzanti e aggiustare il tono di voce.

10. Chiedere supporto mirato in caso di difficoltà

Se si sono accumulate lacune in una materia che rischia di affossare i crediti, o se non si riesce a trovare il metodo giusto per incrociare le quattro materie dell’orale, meglio non aspettare la fine di maggio. Affidarsi sin da subito a un Tutor specializzato – come quelli disponibili su Ripetizioni.it – può rimettere in carreggiata lo studente. Bastano poche ore di lezioni private per recuperare un’insufficienza, ottimizzare il metodo o farsi consigliare sui percorsi multidisciplinari, arrivando all’esame più sicuri di sé.

Maturità 2026, scopri tutte le novità spiegate dal Ministro Valditara