Il Premio Strega, il più prestigioso riconoscimento letterario in Italia, sta vivendo un momento di straordinaria importanza storica. L’80esima edizione è alle porte: domani sera, mercoledì 8 luglio 2026, l’attesissima serata finale si terrà per la prima volta nella suggestiva cornice di Piazza del Campidoglio a Roma. In testa alla sestina dei finalisti c’è Michele Mari con “I convitati di pietra”, grande favorito dopo aver già conquistato lo Strega Giovani.
Curiosità e aneddoti sul Premio Strega
In attesa di scoprire chi berrà dal celebre liquore quest’anno, analizziamo come sono cambiate le geografie e le statistiche storiche del premio, dal lontano 1947 fino alle ultimissime edizioni.
Le case editrici più “titolate”: Einaudi e Feltrinelli accorciano le distanze
Mondadori si conferma la regina indiscussa del Premio Strega, ma le ultime edizioni hanno visto un’importante scossa tra i colossi dell’editoria, con i successi di Einaudi nel 2024 e il grande ritorno di Feltrinelli nel 2025.
Mondadori (23 vittorie): resta salda in cima all’albo d’oro. Una storia costellata di successi immensi come Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti (2007) o La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano (2008). Einaudi (16 vittorie): ha guadagnato un punto preziosissimo nel 2024 grazie a Donatella Di Pietrantonio e alla sua emozionante L’età fragile, consolidando il secondo posto assoluto.
Rizzoli (11 vittorie) e Bompiani (10 vittorie) mantengono le loro storiche posizioni al terzo e al quarto posto. Feltrinelli (5 vittorie) è la grande novità degli ultimi anni: nel 2025, la casa editrice milanese è tornata a vincere il Ninfeo dopo ben vent’anni di digiuno (l’ultimo successo risaliva al 2005 con Maurizio Maggiani) grazie ad Andrea Bajani e al suo romanzo L’anniversario. Feltrinelli stacca così Garzanti (ferma a 4) e si porta a 5 trionfi.
Restano memorabili le eccezioni dei piccoli e medi editori, capaci di rompere il monopolio dei grandi gruppi, come avvenne nel 2023 con la vittoria postuma di Ada D’Adamo per la casa editrice Elliot con Come d’aria.
Lazio, Piemonte e Toscana: la mappa delle regioni
Se guardiamo alla nascita degli scrittori italiani che hanno trionfato (escludendo i nati all’estero), la mappa geopolitica dello Strega ha visto un ulteriore allungamento del primato laziale. Il Lazio, con 16 vittorie vede il distacco sulle altre regioni aumentare. La vittoria del romano Andrea Bajani nel 2025 ha portato il Lazio a quota 16 successi, un elenco illustre che vanta padri e madri della nostra letteratura come Alberto Moravia ed Elsa Morante.
Segue il Piemonte con 9 vittorie: resta al secondo posto fisso, forte di giganti come Primo Levi e Umberto Eco. Chiude il podio la Toscana con 8 vittorie guidata da Sandro Veronesi, uno dei pochissimi autori ad aver fatto “doppietta” nella storia del premio (Caos calmo e Il colibrì).
Le altre regioni e le grandi sorprese: la Lombardia si ferma a quota 5 vittorie, un dato storicamente curioso se si pensa che Milano è il cuore pulsante dell’editoria italiana. L’Abruzzo ha invece celebrato nel 2024 la sua consacrazione grazie a Donatella Di Pietrantonio. Nelle retrovie troviamo le Marche (2 vittorie, entrambe firmate da Paolo Volponi) e la Calabria (1). Restano ancora a secco di vittorie la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige, l’Umbria, il Molise e la Basilicata.
Le storie dei vincitori più recenti
Mentre ci prepariamo a scoprire chi vincerà l’edizione 2026, ecco come si compone la “linea del tempo” dei trionfatori più recenti dello Strega. Nella scorsa edizione a trionfare è stato Andrea Bajani con L’anniversario (Feltrinelli). Una narrazione intima e potente che ha riportato una delle case editrici più storiche d’Italia sul gradino più alto del podio. Nel 2024 fu la volta di Donatella Di Pietrantonio con L’età fragile (Einaudi). Un romanzo che scava nelle ferite della memoria e nei rapporti familiari, partendo da un fatto di cronaca nera accaduto negli anni Novanta in Abruzzo.
Nel 2023 vinse Ada D’Adamo con Come d’aria (Elliot), terza vittoria postuma nella storia del premio. Un diario struggente e doloroso sul rapporto tra una madre malata e una figlia con una grave disabilità. Nel 2022 vinse Mario Desiati con Spatriati (Einaudi). Un viaggio generazionale sull’incertezza, l’emigrazione intellettuale e la fluidità dei sentimenti.
Il 2021 ha visto la vittoria di Emanuele Trevi con Due vite (Neri Pozza). Un commovente tributo alla memoria di due amici scrittori scomparsi prematuramente, Rocco Carbone e Pia Pera. Nel 2020 trionfò Sandro Veronesi con Il colibrì (La nave di Teseo): libro che racconta la storia di Marco Carrera, un uomo capace di rimanere fermo e saldo mentre il mondo intorno a lui continua a mutare freneticamente.
