Marie Hald, ”Curiosità e sintonia con i propri soggetti sono le regole fondamentali per un buon reportage”

Entrare in sintonia con i propri soggetti sembra essere la regola aurea per la realizzazione di un buon reportage secondo la reporter Marie Hald. Classe 1987, la Hald ha frequentato la Scuola danese di Media e Giornalismo. Nonostante la giovane età, è già stata insignita di innumerevoli e prestigiosissimi premi...

La giovane fotoreporter danese, vincitrice di numerosi premi, ci racconta la sua passione per il fotogiornalismo e ci descrive i segreti di questo affascinante mestiere

MILANO – Entrare in sintonia con i propri soggetti  sembra essere la regola aurea per la realizzazione di un buon reportage secondo la reporter Marie Hald. Classe 1987, la Hald ha frequentato la Scuola danese di Media e Giornalismo. Nonostante la giovane età, è già stata insignita di innumerevoli e prestigiosissimi riconoscimenti, tra cui il primo premio del CPOY 2012 nella categoria Documentario ed il secondo premio al World Press Photo di quest’anno. Ha esposto presso il Photo Festival di Copenaghen, città in cui vive. In questa intervista ci parla della sua passione per il fotogiornalismo, ci svela i segreti del mestiere e commenta il lavoro premiato quest’anno al World Press Photo.

Quando è nata la tua passione per il fotogiornalismo?
Mi sono appassionata alla fotografia quando ero molto giovane. Mio padre mi ha insegnato a sviluppare le pellicole in camera oscura e ho trascorso ore a scattare interi album ai miei amici. Già al tempo mi interessava molto la fotografia perché mi raccontava storie, ma non conoscevo ancora che cosa fosse il fotogiornalismo.

 

Tu sei molto giovane ma ha già raggiunto importanti risultati, alcuni tra questi sono il primo premio al CPOY  nella categoria Documentario, e quest’anno hai ottenuto il secondo premio al World Press Photo nella categoria Observed Portraits. Quale è il segreto del tuo successo?
Non so quale sia il segreto del mio successo, ma la chiave per me è sempre stata l’interesse nei confronti delle altre persone, delle loro vite e delle loro storie. Sono una persona a cui piace molto fare nuove conoscenze, incontrare persone di estrazioni sociali diverse. Sono convinta che oltretutto in questo mestiere la  curiosità aiuti molto. Sono inoltre ossessionata dalla buona illuminazione, che a mio parere è la base da cui si deve partire per ottenere una foto bella ed interessante.

Ci puoi parlare di “Bonnie”, la foto che è stata premiata quest’anno al World Press Photo?
Bonnie è una donna combattiva ed una madre amorevole. Lavora come prostituta e fa questo mestiere da quando aveva 18 anni. Ha vissuto una vita estremamente difficile, ma nonostante tutto è riuscita a divenire un’ottima madre, e la stimo molto per questo. Mi ha permesso di entrare nella sua vita e nella sua routine quotidiana, sia al lavoro che a casa. Se lei non fosse stata così disponibile e trasparente, non sarei certo stata capace di raccontare la sua storia.

Quali sono le caratteristiche più importanti del tuo stile fotografico?
Non credo che le caratteristiche del mio stile fotografico siano così rigide e stabili da poter essere elencate e descritte. Devo riconoscere che sono molto affascinata dal corpo umano, dal colore delle fotografie e dalle persone che vivono in luoghi e in modi diversi da come vivo io.

Se dovessi definire le caratteristiche di un buon reportage, quali sarebbero?
Ritengo che un buon reportage sia il racconto di una storia dal quale si è imparato qualcosa o che ti incuriosisce. Non deve sempre per forza essere girato in modo speciale o spettacolare, ma mi piace di più se nella foto c’è una storia interessante e toccante.  

Che macchina fotografica e obiettivo sei solita utilizzare per realizzare i tuoi lavori?
Io lavoro sempre con una Nikok ed utilizzo Nikon 3Ds and Nikon D800. Mi piace molto che i nuovi modelli di Nikon possano raggiungere risoluzioni ISO così elevate, che ti permettono nel reportage di non utilizzare quasi mai il flash. Io utilizzo soltanto obiettivi fissi da 50mm,35mm e 85 mm. A parte la fotografia digitale, ho da poco incominciato a lavorare con un Mamiya 7 che permette di scattare fotografie stupende.

Puoi dare alcuni consigli a tutti gli appassionati di fotografia che intendono avvicinarsi maggiormente al mondo del fotogiornalismo?
Se si è interessati ad intraprendere una carriera nel mondo del fotogiornalismo, il mio consiglio è quello di uscire e  fotografare. Importante è conoscere la propria macchina fotografica, gli obiettivi, ed imparare dagli errori. Anche se all’inizio può sembrare difficoltoso, bisognerebbe uscire e cercare soggetti totalmente sconosciuti, e con loro instaurare un rapporto, trascorrere molto tempo insieme sino ad entrare in totale sintonia. Bisogna essere interessati alle storie che si raccontano, altrimenti non possiamo descriverle e narrale per immagini.

19 agosto 2013

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