Vera Slepoj, ”E’ possibile fare eventi culturali con poco, spinti solo dall’amore per i libri”

Fare manifestazioni culturali è possibile, bastano buona volontà, spirito di sacrificio, e amore per la cultura. E’ questo il parere della psicologa e scrittrice Vera Slepoj, Presidente onorario della kermesse culturale cortinese Una montagna di libri...
La psicologa e scrittrice, Presidente onorario di Una montagna di libri, spiega le difficoltà ma anche i punti di forza che le hanno permesso di realizzare una kermesse culturale che, in poco tempo, si è affermata a livello nazionale
MILANO – Fare manifestazioni culturali è possibile, bastano buona volontà, spirito di sacrificio, e amore per la cultura. E’ questo il parere della psicologa e scrittrice  Vera Slepoj, Presidente onorario della kermesse culturale cortinese Una montagna di libri e creatrice, insieme allo storico cortinese Francesco Chiamulera, del Premio Cortina d’AmpezzoIntervistata da Libreriamo qualche settimana fa, stavolta Vera Slepoj analizza le difficoltà ma anche i punti di forza che le hanno permesso di realizzare una kermesse culturale che, in poco tempo, si è affermata a livello nazionale, senza la spinta da parte dei grandi colossi editoriali italiani.
Come nasce Una montagna di libri? 
E’ nata da una situazione occasionale, dovuta in primis alla mancanza di un luogo a Cortina dove potessero ritrovarsi i maggiori esponenti del mondo intellettuale italiano. Da lì, insieme a Francesco Chiamulera, è nata l’idea di ripristinare questo spazio. Abbiamo quindi chiesto ad Alberto Sinigaglia, ideatore di Tuttolibri, di coinvolgerlo, e siamo nati come piccolissima realtà, esclusivamente legata alla storia antica e della cultura cortinese. Una montagna di libri nasceva, quindi, come proposta culturale diversa. Siamo nati con un minimo sostegno da parte di Comune e Regione, dopodiché è nata una sorta di catena di Sant’Antonio, con diverse sovvenzioni da parte di realtà locali, arrivando a fare un prodotto piccolo, senza l’ambizione di costruire una grande realtà. 
Quali sono state le difficoltà?
Ci sono state un po’ di polemiche con altre realtà culturali presenti a Cortina relative alla gestione degli autori, dando vita ad una querelle che non abbiamo voluto alimentare, ma che indirettamente ci hanno dato spazio sui giornali. In pochi anni e senza la spinta di grosse realtà editoriali, siamo diventati la prima manifestazione culturale a Cortina, tra le prime 3 principali nel Veneto. 
Qual è la vostra forza?
Continuiamo ad avere dei piccoli sponsor, ma resistiamo grazie al grande lavoro di volontariato da parte nostra. Ci spinge la passione nel fare bene le cose, e la soddisfazione della gente, la quale manifesta la propria soddisfazione e che spesso la sera torna a casa con un libro che non avrebbe mai pensato prima di leggere. Inoltre, non abbiamo condizionamenti: scegliamo chi riteniamo abbia la nostra stessa visione culturale, coerenti con il nostro punto di vista. Le case editrici hanno capito questo nostro pensiero, e con loro c’è un rapporto di rispetto, mai di forzatura. Inoltre, facciamo sentire a loro agio gli autori, sia prima che durante la presentazione. Il libro è al centro di tutto. 
29 luglio 2013
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