In occasione dei 50 anni dal sisma del Friuli, arriva in libreria il 21 aprile Quando tornano le rondini, il racconto intimo e potente della sinologa e autrice di programmi per la Radio e la Tv, Giada Messetti.
Pubblicato da Mondadori nella collana Strade Blu, questo libro rappresenta una svolta profonda nel percorso dell’autrice. Dopo aver analizzato per anni le complessità della Cina contemporanea, Messetti volge lo sguardo all’indietro, verso le proprie radici e verso un evento che ha segnato indelebilmente la storia d’Italia: il terremoto del 6 maggio 1976.
Una tragedia italiana che è stata anche il simbolo dell’orgoglio e della dignità di un popolo, che riuscì ad alzare la testa dalle macerie e a ricostruire un intro territorio raso al suolo da uno dei cataclismi più distruttivi della storia recente italiana.
Dopo aver scritto libri sulla Cina, della quale è studiosa e profonda conoscitrice, l’autrice è tornata a casa, nella sua Gemona in Friuli, per offrire una testimonianza personale e familiare di un evento che fa parte della storia del nostro Paese e che tante cose può raccontare riguardo a cosa si vive quando la vita mette davanti esperienze devastanti.
Come la stessa Messetti dichira sul suo profilo Instagram:
«Quella sera io non c’ero, sono nata qualche anno dopo. Ma senza quel terremoto non sarei qui: mio padre ha incontrato mia madre perché è venuto a svolgere il servizio civile nella zona terremotata.
In “Quando tornano le rondini” ho raccontato la mia storia, quella della mia famiglia e, soprattutto, quella delle persone che dopo tutto quel dolore hanno scelto di ricominciare. Ho voluto fissare la memoria di ciò che accadde in Friuli 50 anni fa, perché quello che è successo allora parla anche di noi, oggi.»
La storia: un destino scritto nella terra
Tutto ha inizio in un istante che spacca la Storia: le nove di sera del 6 maggio 1976. A Gemona, la terra trema con una furia cieca. Mila si trova a pochi chilometri di distanza e ancora non può immaginare che la sua cittadina sia l’epicentro di un sisma di magnitudo 6,5. Sono secondi infiniti che sconvolgono il Friuli Venezia Giulia, radendo al suolo 17.000 edifici e strappando alla vita 990 persone.
Mila e i suoi cari riescono a salvarsi per miracolo, ma la loro casa svanisce in un soffio di polvere e macerie. Insieme alle pareti, spariscono anche i nidi delle rondini: quegli uccelli che per secoli avevano scandito il tempo della comunità e che ora, spaventati dal fragore della distruzione, non troveranno più un posto dove tornare per molti, lunghi anni.
La vita di Mila si sposta tra le lamiere fredde di una baracca per sfollati. È un’esistenza sospesa, fatta di fango, attesa e dignità. Ed è proprio in quel perimetro di emergenza che il destino gioca la sua carta più inaspettata: l’incontro con Augusto, un giovane volontario del servizio civile giunto dal resto d’Italia per prestare soccorso.
Tra il grigio delle macerie e il rumore dei cantieri nasce un amore testardo e luminoso, e proprio in una di quelle baracche, simbolo di una precarietà che si fa radice, viene alla luce Giada.
Cresciuta come una “figlia del terremoto”, Giada Messetti ha custodito per decenni quel cassetto della memoria, un miscuglio di racconti familiari e silenzi densi, senza mai trovare il coraggio di aprirlo del tutto. Fino a oggi. A cinquant’anni da quella ferita profonda, l’autrice sceglie di risalire alle proprie origini, intrecciando il proprio vissuto con le voci di chi ha guardato il “mostro” negli occhi e ha dovuto imparare di nuovo a respirare.
Il risultato è una narrazione che non si ferma alla cronaca della devastazione, ma celebra la potenza della rinascita. Messetti esplora il «momento della scelta»: quella volontà collettiva di rialzarsi non come singoli individui, ma come comunità legata da un patto solidale. È l’analisi del celebre “modello Friuli”, una mobilitazione orchestrata con caparbietà e intelligenza, dove il legame tra istituzioni e cittadini ha dato vita all’unica ricostruzione pienamente riuscita nel nostro Paese.
Tra i ricordi che riemergono come macerie scomposte, il boato sordo, il buio improvviso, l’odore acre della polvere che entra nei polmoni, Giada Messetti recupera frammenti di vita salvata: piccoli oggetti quotidiani che, sopravvissuti al crollo, diventano talismani di emozioni e legami con chi non c’è più.
Li raccoglie con cura quasi sacrale per restituirci il ritratto di una terra ferita ma mai doma, capace di ricominciare da zero e di restare in attesa finché, finalmente, le rondini non hanno ricominciato a volare e a nidificare sopra i tetti di Gemona, segno ultimo di una ferita che si è fatta cicatrice.
Chi è Giada Messetti
Cresciuta a Gemona del Friuli (UD), Giada Messetti è una sinologa e studiosa tra le più autorevoli nel panorama italiano. Grazie alla sua capacità di coniugare rigore analitico e doti comunicative, interviene abitualmente come opinionista in televisione, in radio e nei principali festival culturali nazionali.
La sua carriera si snoda tra giornalismo e autorialità per i più importanti broadcaster.
È autrice di trasmissioni per Rai, Mediaset e La7. Su Rai3 ha ideato, scritto e condotto CinAmerica, un viaggio nelle tensioni tra Cina e Stati Uniti, oggi disponibile su RaiPlay.
Ogni settimana cura una rubrica dedicata all’attualità cinese e co-conduce il programma Uno, nessuno, 100Milan su Radio24.
Insieme a Simone Pieranni, è l’anima di Risciò, podcast di riferimento sulla Cina contemporanea.
Dal 2025 porta in scena lo spettacolo-conferenza Nella Testa del Dragone. Viaggio alla scoperta della Cina, un’esplorazione dal vivo del pensiero e della strategia del gigante asiatico.
I libri di Giada Messetti
L’autrice ha costruito con Mondadori un percorso editoriale di grande successo, che spazia dall’analisi geopolitica della superpotenza asiatica fino alla narrativa più intima e personale:
Nella testa del Dragone (Mondadori, 2020)
Un saggio fondamentale per comprendere l’identità, la cultura e le ambizioni della Cina contemporanea, spiegando la mentalità di un popolo che sta riscrivendo il futuro globale.
La Cina è già qui (Mondadori, 2022)
Un’analisi lucida e necessaria sulla presenza pervasiva dell’influenza cinese nel nostro quotidiano, tra economia, innovazione tecnologica e impatto sociale.
La Cina è un’aragosta (Mondadori, 2025)
Il capitolo conclusivo della sua ricerca saggistica, che chiude la trilogia offrendo una prospettiva definitiva sulle trasformazioni e le contraddizioni del colosso d’Oriente.
Perché leggere Quando tornano le rondini
Il libro è tra i più attesi in uscita perché può contribuire a farci entrare nelle crepe, quelle dei muri e quelle dell’anima, per riscoprire il valore della memoria. Vale la pena immergersi in queste pagine non solo per rendere omaggio a una delle pagine più drammatiche e nobili della nostra storia nazionale, ma per tre motivi fondamentali:
Per riscoprire il senso di comunità
In un mondo sempre più frammentato, la storia del “modello Friuli” ci ricorda che nessuna ricostruzione, materiale o morale, è possibile se non si sceglie di procedere insieme. È un inno alla solidarietà che non aspetta il miracolo, ma si rimbocca le maniche.
Per la forza del racconto personale
Non è il solito saggio storico. È una storia che profuma di polvere e di speranza, dove l’amore tra Mila e Augusto nasce come un fiore tra le lamiere delle baracche. Leggerlo significa capire che anche nelle catastrofi più nere può nascondersi il seme di una nuova, insospettabile vita.
Perché parla di noi, oggi
Cinquant’anni dopo, la caparbietà friulana resta una lezione universale. Messetti ci insegna che “tornare alle origini” è l’unico modo per affrontare le sfide del futuro con consapevolezza.
Leggere questo memoir significa, in fondo, imparare a guardare il cielo e aspettare con fiducia il proprio stormo. Perché, come dimostra la storia di Giada Messetti e della sua Gemona, dopo ogni boato, per quanto terribile, le rondini tornano sempre a casa.
