La venticinquesima edizione di Più libri più liberi non sarà soltanto un anniversario. La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, in programma dal 4 all’8 dicembre 2026 alla Nuvola di Roma, ha scelto infatti di trasformare questa ricorrenza in un momento di ripartenza, ridefinendo il proprio ruolo nel panorama culturale italiano e rilanciando la centralità dell’editoria indipendente.
Dopo un quarto di secolo di crescita costante, la manifestazione organizzata dall’Associazione Italiana Editori inaugura una nuova fase della propria storia. Il cambiamento riguarda la struttura organizzativa, il progetto culturale, gli spazi espositivi e perfino il modo in cui editori e pubblico saranno chiamati a vivere l’esperienza della fiera. L’obiettivo dichiarato è costruire un evento ancora più aperto, partecipato e capace di interpretare le trasformazioni del presente senza perdere il legame con le proprie origini.
Più libri più liberi: una nuova stagione per la fiera della piccola e media editoria
Venticinque anni rappresentano un traguardo importante per una manifestazione che è diventata il principale punto di riferimento dell’editoria indipendente italiana. Proprio per questo motivo gli organizzatori hanno scelto di non limitarsi a una celebrazione nostalgica, ma di utilizzare l’anniversario come occasione per immaginare il futuro.
L’edizione 2026 viene presentata come l’inizio di un nuovo ciclo. Da una parte rimane centrale la missione storica della manifestazione, ovvero sostenere e valorizzare le piccole e medie case editrici italiane; dall’altra emerge la volontà di rendere la fiera sempre più dinamica, inclusiva e capace di dialogare con pubblici differenti.
Più libri più liberi intende rafforzare il proprio ruolo di luogo d’incontro tra editori, autori e lettori, trasformandosi in una vera e propria festa collettiva del libro. Un luogo in cui il libro non sia soltanto un prodotto editoriale, ma un punto di partenza per discutere idee, immaginare scenari e comprendere le trasformazioni della società contemporanea.
Una squadra curatoriale al posto del direttore unico
Tra le novità più significative c’è l’abbandono della figura tradizionale del direttore artistico unico. Al suo posto nasce una squadra curatoriale che avrà il compito di costruire il programma culturale della manifestazione attraverso una pluralità di sguardi e competenze.
A coordinare il gruppo sarà Paolo Di Paolo, affiancato da Giorgio Zanchini. Accanto a loro entreranno due figure molto diverse ma accomunate da una forte capacità di interpretare il presente: Licia Troisi e Nadeesha Uyangoda.
La presenza di Licia Troisi rappresenta una scelta interessante perché porta all’interno della manifestazione una delle autrici italiane più lette anche all’estero, capace di muoversi tra divulgazione scientifica, fantasy e narrativa per giovani lettori. Nadeesha Uyangoda, vincitrice del Premio Campiello Opera Prima, offrirà invece uno sguardo attento alle questioni sociali, ai nuovi linguaggi e alle trasformazioni culturali che attraversano il nostro tempo.
L’idea alla base di questa scelta è semplice ma significativa: una fiera dedicata alla pluralità editoriale deve essere raccontata da più voci e non da una sola prospettiva.
“Se guardi meglio cosa vedi?”
Ogni edizione di Più libri più liberi è tradizionalmente associata a un tema. Per il venticinquesimo anniversario, invece, la manifestazione sceglie una strada diversa.
Non ci sarà un tema in senso classico, ma una domanda: “Se guardi meglio cosa vedi?”
Una formula che richiama il valore dell’osservazione, dell’approfondimento e della complessità. In un’epoca dominata dalla velocità delle informazioni e dalle semplificazioni, la fiera invita infatti a fermarsi, ad andare oltre la prima impressione e a interrogarsi su ciò che spesso resta invisibile.
La domanda diventa così un invito rivolto sia agli editori sia ai lettori: osservare meglio significa mettere in discussione pregiudizi, schemi consolidati e letture superficiali della realtà. Significa cercare nuove possibilità e nuovi punti di vista in un mondo che appare sempre più complesso e frammentato.
Gli editori tornano al centro della manifestazione
Un altro cambiamento riguarda la governance della fiera. Nasce infatti un Comitato di Indirizzo che coinvolgerà direttamente gli editori nella definizione delle strategie future della manifestazione. Accanto ai vertici dell’Associazione Italiana Editori e della stessa Più libri più liberi, entreranno nel processo decisionale alcuni rappresentanti del mondo editoriale indipendente.
La scelta nasce dalla volontà di costruire una manifestazione sempre più aderente alle esigenze reali delle case editrici che ne costituiscono il cuore pulsante. In un mercato editoriale che negli ultimi anni ha vissuto profondi cambiamenti, gli organizzatori ritengono fondamentale ascoltare direttamente chi produce libri e investe quotidianamente nella diffusione della cultura.
L’obiettivo è rafforzare ulteriormente il sostegno alle piccole e medie realtà editoriali e garantire loro maggiore visibilità e opportunità di crescita.
Una fiera ripensata per il pubblico
Le novità non riguardano soltanto la programmazione culturale. Anche gli spazi della Nuvola saranno oggetto di una significativa riprogettazione. L’intenzione è creare una maggiore integrazione tra area espositiva e programma culturale, eliminando la tradizionale separazione tra stand e incontri.
Gli eventi saranno distribuiti in nuovi spazi collocati direttamente all’interno del percorso dei visitatori. Presentazioni, conversazioni e dibattiti entreranno così in dialogo con l’esperienza della scoperta editoriale, rendendo la visita più fluida e coinvolgente.
La fiera punta a diventare un ambiente ancora più immersivo, nel quale il pubblico possa muoversi tra libri e idee senza percepire barriere tra esposizione e programmazione culturale.
Meno stand, più valorizzazione dell’editoria indipendente
Tra le conseguenze della riprogettazione ci sarà anche una riduzione del numero complessivo degli stand.
La scelta potrebbe apparire controcorrente, ma nasce dalla volontà di garantire una presenza più qualificata degli espositori e una migliore esperienza per i visitatori.
Secondo gli organizzatori, il nuovo sistema consentirà di valorizzare maggiormente quelle realtà editoriali che investono con continuità nella qualità dei propri cataloghi e che rappresentano in modo autentico il tessuto della piccola e media editoria italiana.
L’obiettivo non è aumentare i numeri, ma migliorare la qualità complessiva dell’esperienza fieristica, sia per chi espone sia per chi visita.
Una grande festa dedicata ai libri e a chi li ama
Nelle parole della presidente di Più libri più liberi, Annamaria Malato, emerge chiaramente la visione che accompagnerà questa nuova fase della manifestazione: una fiera più partecipata, più inclusiva e più vicina alle esigenze degli editori e dei lettori.
L’edizione 2026 vuole essere una grande festa del libro, ma anche uno spazio di scoperta e confronto. Un luogo in cui incontrare nuovi autori, conoscere cataloghi meno visibili e costruire relazioni culturali che vadano oltre la durata dei cinque giorni della manifestazione.
A venticinque anni dalla sua nascita, Più libri più liberi sceglie quindi di non guardare al passato con nostalgia, ma di trasformare la propria storia in un punto di partenza. La domanda che accompagnerà questa edizione, “Se guardi meglio cosa vedi?”, sembra rivolgersi non soltanto ai lettori, ma all’intero mondo editoriale. E forse è proprio da qui che comincia il futuro della fiera.
