“Padri nostri” di John Niven racconta la crisi degli uomini di oggi

15 Aprile 2026

Scopri come “Padri nostri” di John Niven esplora la crisi degli uomini di oggi e le loro sfide esistenziali, affrontando temi profondi a essi legati.

"Padri nostri” di John Niven racconta la crisi degli uomini di oggi

Essere padri oggi è ancora una promessa o è diventato un campo di battaglia? Oggi, molti uomini si ritrovano spaesati, fragili, incapaci di reggere il peso delle aspettative, e soprattutto di sé stessi.

Con “Padri nostri”, John Niven affronta senza filtri proprio questa frattura: quella tra l’idea di uomo che ci è stata tramandata e quella che, oggi, non funziona più. Un romanzo feroce, ironico, eppure profondamente umano, che racconta il fallimento, la paternità e la possibilità, forse, di salvarsi.

“Padri nostri” Due uomini, una ferita comune: la paternità come punto di rottura

“Padri nostri” di John Niven, Einaudi. Tradotto da Marco Rossari

Il romanzo parte da un incontro improbabile: due uomini agli antipodi che si conoscono in un reparto maternità. Da una parte Dan, sceneggiatore televisivo di successo, apparentemente realizzato, finalmente padre ma interiormente svuotato. Dall’altra Jada, piccolo criminale di quartiere, già padre di numerosi figli, immerso in una vita disordinata fatta di eccessi, droga e sopravvivenza quotidiana.

Due mondi inconciliabili che però si riconoscono immediatamente. Perché sotto le differenze sociali, economiche e culturali, esiste una stessa crepa: quella di un’identità maschile che non regge più.

John Niven costruisce così una narrazione che alterna ironia tagliente e disperazione autentica. Il suo è un black humour che non serve a far ridere, ma a mettere a nudo. Ogni battuta è una ferita, ogni scena un cortocircuito tra ciò che gli uomini dovrebbero essere e ciò che realmente sono.

Dan incarna l’uomo contemporaneo “riuscito”, ma incapace di abitare la propria vita. È fragile, narcisista, dipendente dall’approvazione, e soprattutto incapace di affrontare il dolore quando arriva. La paternità, che dovrebbe rappresentare un nuovo inizio, diventa invece uno specchio impietoso: perché essere padre significa essere responsabile, e Dan non lo è mai stato davvero, nemmeno verso sé stesso.

Jada, al contrario, sembra il personaggio più marginale, ma è quello più autentico. Vive ai margini, ma conosce le regole della sopravvivenza. Non finge, non si racconta storie. È brutale, diretto, spesso autodistruttivo, ma anche capace di una forma di empatia che Dan ha completamente perso.

Ed è proprio nel loro rapporto che il romanzo trova il suo cuore più potente. Non è un’amicizia “redentiva” nel senso classico, ma un legame sporco, imperfetto, necessario. Jada non salva Dan, ma gli offre qualcosa che nessuno gli ha mai dato: uno sguardo senza giudizio.

Niven, da maestro del black humour contemporaneo, non costruisce una storia consolatoria. Qui non ci sono eroi, né soluzioni facili. C’è solo una domanda che attraversa tutto il romanzo: cosa significa essere uomini oggi?

La risposta non è mai esplicita, ma emerge tra le righe: significa fallire, perdere il controllo, non essere all’altezza. Ma forse significa anche, nel momento più basso, trovare qualcuno che non ti abbandoni.

“Padri nostri” è un romanzo sulla paternità, sì, ma soprattutto sulla solitudine maschile. Una solitudine che raramente viene raccontata con questa lucidità.

Chi è John Niven

John Niven è uno degli autori più irriverenti e incisivi della narrativa contemporanea britannica. Nato in Scozia, ha lavorato per anni nell’industria musicale prima di dedicarsi alla scrittura, esperienza che ha influenzato profondamente il suo stile diretto, tagliente e disincantato.

È noto per la sua capacità di mescolare satira, critica sociale e narrazione emotiva, dando vita a romanzi che colpiscono per la loro brutalità ma anche per una sorprendente umanità.

Con “Padri nostri”, Niven conferma la sua abilità nel raccontare le contraddizioni del presente, affrontando temi come la mascolinità, la paternità e il fallimento senza mai cadere nella retorica.

Tra le opere più note di John Niven pubblicate: “A volte ritorno” (The Second Coming), una satira feroce e dissacrante sulla religione e sulla società contemporanea

“Uccidi i tuoi amici”, romanzo cult ambientato nell’industria musicale britannica, spietato e provocatorio

“Maschio bianco etero” , una riflessione tagliente e ironica sulla crisi dell’identità maschile oggi

In tutti questi libri, Niven mantiene uno stile riconoscibile: diretto, irriverente, spesso estremo, ma sempre attraversato da una verità scomoda che colpisce il lettore.

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