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Marco Azzani di Mondadori, ”Il digitale raggiungerà un pubblico di lettori più vasto”

SPECIALE LIBRI E DIGITALE - L'introduzione degli ebook avrà un effetto paragonabile all'introduzione, nell'Italia del dopoguerra, delle grandi collane tascabili economiche e allargherà il numero dei lettori. Ad affermarlo è l'Ingegner Marco Azzani, Responsabile del Progetto Kobo di Mondadori. Marco Azzani analizza la situazione e le prospettive di crescita del mercato digitale...

L’Assistente dell’Amministratore Delegato e Responsabile del Progetto Kobo parla dell’accordo tra Kobo e Mondadori e delle prospettive aperte dal mercato digitale  

MILANO – L’introduzione degli ebook avrà un effetto paragonabile all’introduzione, nell’Italia del dopoguerra, delle grandi collane tascabili economiche e allargherà il numero dei lettori. Ad affermarlo è l’Ingegner Marco Azzani, Responsabile del Progetto Kobo di Mondadori. All’indomani dell’accordo tra la casa editrice e la società canadese per la commercializzazione in Italia del device Kobo per la lettura di ebook, Marco Azzani analizza la situazione e le prospettive di crescita del mercato digitale. 

 

Mondadori ha siglato un accordo per la commercializzazione in Italia del device per la lettura di ebook della società candese Kobo: perché la decisione di investire nel digitale in questo momento di crisi, considerando anche che il mercato degli ebook nel nostro Paese rappresenta appena l’1% del fatturato secondo i dati riferiti al 2011?
Per più ragioni. Come editore sentiamo la necessità di investire sulla creazione di contenuti digitali del tutto nuovi e questo può essere fatto con una conoscenza del nostro pubblico che, ad oggi, è ancora limitata. Il retail digitale permette di colmare questo gap. Per questo cercavamo un partner tecnologico all’avanguardia che ci permettesse di focalizzarci sulle nostre competenze core, che sono quelle relative alla selezione e alla creazione di contenuti. Anche come retailer (abbiamo la più vasta catena di librerie del paese), la sfida è molto interessante: si tratta di chiudere il cerchio tra esperienza di acquisto online e fisica in libreria. In questo senso, la piattaforma Kobo è un elemento, fondamentale ma non unico, di un progetto di integrazione che vede i nostri punti vendita rinnovarsi in modo profondo. Sarà così possibile per i nostri librai seguire i propri clienti in ogni possibile occasione d’acquisto, migliorando enormemente il servizio offerto. Il fatto poi che tutti i grandi e-tailer mondiali, non solo quelli del libro, cerchino un proprio sbocco “fisico” tramite partnership o acquisizioni, ci conforta in questa scelta.
C’è poi un’altra ragione che vorrei ricordare, ed è quella di poter dare al mercato degli ebook in Italia un’impronta di reale competizione. Finora chi voleva acquistare un ereader che avesse anche una solida struttura multipiattaforma di acquisto e lettura era purtroppo limitato nella propria scelta, e le soluzioni offerte erano peraltro chiuse dal punto di vista della fruibilità. Come editori noi volevamo invece una piattaforma aperta e facile da usare attraverso cui veicolare i nostri libri. Sarà poi il lettore a decidere come e dove comprarli.

 

Quali sono le prospettive di crescita in questo settore?
Negli USA e in UK il trend di crescita è stato di sostanziale raddoppio anno su anno per i primi 4-5 anni di attività. Oggi il mercato inglese continua a crescere con quei ritmi, mentre in USA si è collocato su incrementi più contenuti. Noi crediamo che una dinamica molto simile sia prevedibile anche per l’Italia, dove il numero di forti lettori è più basso, ma dove storicamente la penetrazione dei device elettronici è sempre stata tra le più alte al mondo. Se il mercato americano dei libri trade oggi vede il 25% dei propri fatturati provenire dall’ebook, crediamo che una soglia del 10% sia un obbiettivo raggiungibile nei prossimi 4-5 anni anche in Italia.

 

Rispetto ad altri operatori del settore, che sono principalmente dei rivenditori, Mondadori è una casa editrice. Il Progetto Kobo porterà a un concomitante rinnovamento del catalogo, nel senso di nuovi progetti editoriali specificamente pensati per il formato e-book?
L’unicità della partnership Mondadori – Kobo sta proprio nel nostro essere editori di libri e periodici, oltre che retailer. E’ la prima volta che ciò accade, e potrei dirle che i primi benefici effetti si possono già vedere nel modo in cui tutte le unità di business del Gruppo hanno sposato con entusiasmo la partnership. Dal punto di vista dei contenuti, già oggi le nostre case editrici pubblicano collane esclusivamente di ebook, dagli Sperling Tips di Sperling&Kupfer – che ha già avuto un paio di titoli nella top10 di iTunes – ai nuovissimi XS di Mondadori – ebook di narrativa di autori molto noti, a prezzi ridotti.

Come cambierà, da qui a 5 anni, il mercato dell’editoria italiana con lo sviluppo della digitalizzazione? Si trasformerà il modo di intendere il prodotto libro?
Credo che il cambiamento sarà improntato a una costante evoluzione dell’offerta, sia in termini di device sia di contenuti. Qui gli editori dovranno avere la sensibilità e lo spirito per capire come cambiano i gusti dei loro lettori. Le Grandi Rivoluzioni prefigurate da qualcuno sono insomma di là da venire. C’è un dato che ci conforta. L’associazione dei librai inglesi ha reso noto che nei primi sei mesi 2012 il loro mercato ebook è cresciuto del 180% sull’anno precedente (attenzione, non è solo un fenomeno legato a Fifthy Shades, la saggistica è salita del 130% e l’editoria per ragazzi del 170%). Non solo: questa crescita dell’ebook ha più che compensato la contemporanea diminuzione del mercato cartaceo. Il fatturato complessivo degli editori di editoria trade sarebbe quindi salito di circa il 6%. Sono numeri che parlano da soli.

 

Il digitale può favorire un allargamento del pubblico dei lettori?
Di fatto è già accaduto negli USA. Le faccio un esempio: come dicevo, circa un quarto dei fatturati degli editori americani proviene ormai dall’ebook, ma nel caso della già citata trilogia dei "Fifthy Shades" la percentuale sale al 50%. Stiamo parlando quindi di quasi 20 milioni di “copie” digitali. L’effetto del fenomeno editoriale ha chiaramente raggiunto nel digitale una parte di lettori molto più vasta del normale, e si tratta molto probabilmente di lettori occasionali, non abituati a frequentare le librerie. Per questo credo sia giusto, quando si parla di ebook, ricordare cosa ha significato l’introduzione nell’Italia del dopoguerra delle grandi collane tascabili come gli Oscar Mondadori: per la prima volta un pubblico vastissimo, e non più solo l’élite economica e intellettuale del paese, aveva accesso, a un prezzo contenuto, alla produzione editoriale di ogni epoca, dai grandi romanzi fino ai successi commerciali contemporanei. Fu un grandissimo fattore di progresso per il paese. Ecco, credo che in qualche modo l’ebook servirà anche a questo.

 

Come successo per la musica e per il cinema, teme che l’introduzione del digitale possa compromettere la proprietà intellettuale?
Musica e Cinema sono in realtà due business molto diversi. Nel primo caso l’avvento del digitale ha di fatto portato a una distruzione di valore per il comparto (produttori e artisti) e in questo gli editori musicali hanno avuto responsabilità molto pesanti. Nel caso del cinema invece, i produttori, soprattutto quelli americani, hanno saputo guardare al digitale in modo più lungimirante, investendo soprattutto nei canali distributivi. Oggi il revenue stream delle grandi major proviene solo in maniera minoritaria dalle sale cinematografiche, ma ci sono almeno altre 3-4 canali e sfruttamenti secondari che tengono in piedi il business. Tutto questo nonostante il persistente accanimento piratesco di realtà grandi e piccole del web.
Nel caso degli editori librari il tema è un po’ diverso. Il limite geografico della lingua ci aiuta: ascoltare un brano musicale in inglese è un’esperienza del tutto identica se fatta in Italia o in Giappone, mentre non si può dire lo stesso della lettura di una versione in lingua originale di Murakami. A parte questo, e al di là della giusta lotta alla pirateria, noi siamo convinti che il modo migliore per tutelare gli interessi dei nostri autori sia quello di far circolare nel modo migliore le loro opere e nel costruire giorno dopo giorno le opportunità di incontro tra autore e lettore. Questa è una funzione fondamentale dell’editore che i nostri lettori continueranno a riconoscere e premiare.

 

17 ottobre 2012

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