Quando si pensa alla vampira nella letteratura, il nome che viene subito in mente è Carmilla di Sheridan Le Fanu. Eppure, quasi mezzo secolo prima, un autore francese aveva già dato vita a una figura femminile destinata a lasciare un segno nella storia del gotico. La vampira ossia la vergine d’Ungheria, pubblicato nel 1825 da Étienne-Léon de Lamothe-Langon, arriva finalmente per la prima volta in traduzione integrale italiana grazie a Oblivium, il nuovo marchio editoriale di Caravaggio Editore, dedicato alla riscoperta dei grandi classici dimenticati della narrativa fantastica e gotica. Il volume sarà disponibile dal 4 settembre.
“La vampira ossia la vergine d’Ungheria” di Étienne-Léon de Lamothe-Langon, a cura di Enrico De Luca, illustrato da Massimiliano Modica, edito Oblivium Edizioni
Molto prima che il vampiro assumesse le sembianze aristocratiche di Dracula o il fascino ambiguo di Carmilla, Lamothe-Langon immaginò una protagonista destinata a cambiare il volto della narrativa soprannaturale.
La misteriosa Alinska entra nella vita della famiglia Delmont come una presenza tanto affascinante quanto inquietante. Il colonnello Édouard Delmont, rifugiatosi con i propri cari in un castello isolato del Lauragais per lasciarsi alle spalle il passato, scopre ben presto che esistono ferite impossibili da seppellire. Attorno alla giovane ungherese si moltiplicano tragedie, lutti e fenomeni inspiegabili, ma ciò che rende il romanzo sorprendentemente moderno è il ritratto della sua protagonista: Alinska non è soltanto una creatura assetata di sangue, bensì una figura tragica, vittima di una maledizione che la trascende.
Prima di Dracula e prima di Carmilla
L’importanza dell’opera va ben oltre la curiosità filologica. La vampira ossia la vergine d’Ungheria anticipa infatti molti elementi che diventeranno centrali nella tradizione del vampirismo ottocentesco.
La figura femminile non è soltanto incarnazione del male, ma assume contorni psicologici complessi. La seduzione convive con la sofferenza, il soprannaturale con il destino, la violenza con una profonda dimensione tragica. È una concezione del vampiro molto diversa da quella puramente mostruosa della tradizione popolare e che apre la strada a personaggi destinati a segnare l’immaginario europeo.
Per questo motivo il romanzo rappresenta una lettura fondamentale per chiunque voglia comprendere l’evoluzione della narrativa gotica, restituendo il posto che gli spetta nella genealogia del vampirismo letterario.
Il fascino del gotico romantico
Accanto agli elementi horror, il romanzo conserva tutte le caratteristiche del gotico romantico di inizio Ottocento. Castelli isolati, segreti di famiglia, maledizioni, atmosfere cupe e paesaggi malinconici costruiscono una narrazione in cui la tensione nasce tanto dal mistero quanto dai tormenti interiori dei personaggi.
La componente soprannaturale non serve semplicemente a spaventare il lettore, ma diventa il mezzo attraverso cui esplorare colpa, destino e fatalità. È proprio questa dimensione psicologica a rendere il testo ancora oggi sorprendentemente attuale.
Oblivium, il nuovo marchio di Caravaggio Editore
L’uscita del volume inaugura il progetto editoriale di Oblivium, nuovo marchio di Caravaggio Editore dedicato al recupero di opere rare, dimenticate o mai tradotte integralmente in italiano appartenenti alla tradizione del fantastico, del gotico e dell’horror.
L’obiettivo è riportare alla luce testi che hanno contribuito a costruire l’immaginario della letteratura di genere, ma che il tempo aveva relegato ai margini del mercato editoriale. Una scelta che permette ai lettori contemporanei di riscoprire le radici di figure narrative ancora oggi centrali nella cultura popolare.
Una box speciale per i lettori del gotico
In occasione del lancio del marchio è già disponibile sul sito di Caravaggio Editore una box in preordine che riunisce i primi due volumi della collana.
Accanto a La vampira ossia la vergine d’Ungheria, in uscita il 4 settembre, la box comprende anche Trasformazioni. Licantropie e altre metamorfosi, antologia dedicata ai migliori racconti classici sulla licantropia e sulle metamorfosi fantastiche, prevista in libreria il 30 settembre. Due pubblicazioni che segnano l’inizio di un percorso editoriale dedicato ai grandi archetipi dell’immaginario horror europeo.
Una riscoperta che riscrive la storia del vampiro
Ogni classico ritrovato modifica, almeno in parte, il nostro modo di guardare alla storia della letteratura. La vampira ossia la vergine d’Ungheria dimostra che molte delle figure che oggi consideriamo iconiche hanno origini più antiche e articolate di quanto immaginiamo.
L’edizione italiana curata da Oblivium offre finalmente ai lettori l’occasione di leggere un’opera che anticipa alcuni dei temi più importanti del gotico ottocentesco e che restituisce alla vampira uno dei suoi primi, affascinanti volti letterari: non soltanto mostro, ma creatura tragica, sospesa tra colpa, destino e desiderio di liberazione.

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