Hayao Miyazaki oltre lo Studio Ghibli: il libro che racconta le radici del suo immaginario

Hayao Miyazaki è il regista di film d’animazione amato da tutte le generazioni. I suoi lungometraggi non sono semplicemente opere d’animazione di straordinaria bellezza tecnica, ma universi narrativi in cui convivono mito, ecologia, memoria, infanzia, guerra, spiritualità e desiderio di libertà. Ogni spettatore, indipendentemente dall’età, finisce per riconoscere in quei paesaggi, in quelle creature e…

Hayao Miyazaki oltre lo Studio Ghibli: il libro che racconta le radici del suo immaginario

Hayao Miyazaki è il regista di film d’animazione amato da tutte le generazioni. I suoi lungometraggi non sono semplicemente opere d’animazione di straordinaria bellezza tecnica, ma universi narrativi in cui convivono mito, ecologia, memoria, infanzia, guerra, spiritualità e desiderio di libertà. Ogni spettatore, indipendentemente dall’età, finisce per riconoscere in quei paesaggi, in quelle creature e nei loro protagonisti qualcosa di profondamente familiare.

È proprio da questa consapevolezza che prende forma L’universo di Hayao Miyazaki. Ispirazioni, influenze e magia dei suoi capolavori, scritto da Nicolas Rapold e pubblicato da Apogeo. Più che una semplice guida ai film dello Studio Ghibli, il volume si propone di ricostruire il laboratorio creativo di uno dei più importanti autori del Novecento e del nuovo millennio. L’obiettivo non è spiegare i film, ma comprenderne le radici, mostrando come ogni opera sia il punto d’incontro tra biografia personale, tradizione culturale giapponese, passioni artistiche e riflessioni sul presente.

Hayao Miyazaki: Dietro ogni capolavoro esiste un mondo ancora più grande

Quando si pensa a Miyazaki vengono subito in mente Il mio vicino Totoro, Principessa Mononoke, La città incantata, Il castello errante di Howl oppure Il ragazzo e l’airone, premiato con l’Oscar come miglior film d’animazione. Sono opere diversissime tra loro, ma accomunate da una sorprendente coerenza interna.

I boschi abitati dagli spiriti, le città sospese nel cielo, le bambine che crescono affrontando il mistero, gli aviatori, le streghe, le divinità della natura e gli animali fantastici non nascono dal nulla. Sono il risultato di un immaginario coltivato per decenni attraverso letture, viaggi, incontri, passioni artistiche e profonde convinzioni etiche.

Il merito del libro di Nicolas Rapold consiste proprio nel mostrare ciò che normalmente resta invisibile allo spettatore. Ogni film diventa così una finestra attraverso cui osservare la formazione culturale dell’autore, le sue influenze e il lungo percorso creativo che precede ogni storia.

La biografia come chiave per comprendere il suo cinema

Uno degli aspetti più interessanti del volume riguarda il rapporto tra vita personale e produzione artistica.

Miyazaki non ha mai nascosto quanto le esperienze vissute abbiano influenzato il suo lavoro. L’infanzia segnata dalla guerra, la malattia della madre, il rapporto con il padre, il fascino esercitato dagli aeroplani e dalla tecnologia convivono continuamente nei suoi film, trasformandosi in immagini simboliche piuttosto che in semplici ricordi autobiografici.

Rapold ricostruisce questo percorso senza cadere nella tentazione di ridurre le opere a un esercizio di interpretazione psicologica. Al contrario, mostra come la biografia costituisca soltanto uno degli elementi che alimentano un immaginario molto più complesso, capace di dialogare con la storia del Giappone, la letteratura occidentale, il fumetto, la pittura e il cinema.

Comprendere queste connessioni significa tornare ai film con uno sguardo diverso, accorgendosi di dettagli che durante una prima visione rischiano facilmente di passare inosservati.

Natura, tecnologia e umanità convivono senza semplificazioni

Uno dei motivi per cui il cinema di Miyazaki continua a conquistare nuove generazioni riguarda la sua capacità di evitare qualsiasi contrapposizione semplicistica.

Nei suoi racconti la natura non è un paradiso incontaminato e l’essere umano non è necessariamente il nemico dell’ambiente. Allo stesso modo la tecnologia non viene mai rappresentata esclusivamente come una minaccia.

Pensiamo a Principessa Mononoke, dove uomini e spiriti della foresta hanno entrambi ragioni e responsabilità, oppure a Nausicaä della Valle del vento, che affronta il rapporto tra distruzione e rinascita senza offrire soluzioni facili. Anche l’ossessione di Miyazaki per il volo racconta questa ambivalenza: gli aeroplani rappresentano il sogno dell’uomo di superare i propri limiti, ma ricordano anche quanto il progresso possa essere trasformato in strumento di guerra.

Il libro mette in evidenza come queste riflessioni attraversino tutta la filmografia del regista, rendendola incredibilmente attuale in un’epoca segnata dalla crisi climatica e dal dibattito sul rapporto tra innovazione e sostenibilità.

L’influenza della cultura giapponese

Per il pubblico occidentale molti elementi del cinema di Miyazaki appaiono semplicemente fantastici. In realtà una parte significativa del suo immaginario affonda le radici nella cultura tradizionale giapponese.

Lo shintoismo, con la presenza degli spiriti della natura, il rispetto per montagne, fiumi e alberi, la convivenza tra il mondo umano e quello invisibile, costituisce uno dei pilastri della sua poetica. Nei suoi film il soprannaturale non interrompe mai la realtà, ma ne rappresenta un’estensione naturale.

Rapold accompagna il lettore alla scoperta di questi riferimenti culturali, spiegando come tradizioni, leggende e pratiche spirituali abbiano contribuito a dare forma a personaggi ormai entrati nell’immaginario collettivo mondiale.

Non si tratta però di un semplice repertorio di curiosità. Comprendere queste influenze permette infatti di cogliere il significato profondo di molte scelte narrative e visive.

Gli artisti che hanno ispirato Miyazaki

Il volume dedica ampio spazio anche alle passioni artistiche del regista.

Miyazaki è sempre stato un lettore instancabile e un osservatore curioso. La sua formazione attraversa il fumetto europeo, la narrativa occidentale, il cinema internazionale e naturalmente manga e anime giapponesi.

Questa ricchezza di riferimenti emerge continuamente nei suoi lavori, ma senza mai trasformarsi in semplice citazione. Ogni influenza viene assorbita, rielaborata e restituita attraverso uno stile assolutamente personale.

È proprio questa capacità di trasformare le proprie fonti in qualcosa di nuovo che rende Miyazaki uno degli autori più riconoscibili della storia del cinema.

Un libro che invita a rivedere i film

Uno dei maggiori pregi di L’universo di Hayao Miyazaki è che non pretende di sostituirsi ai film.

Al contrario, ogni capitolo stimola il desiderio di tornare a guardarli. Dopo aver scoperto il percorso creativo del regista, molte scene assumono infatti significati inattesi. Un paesaggio, un animale, una macchina volante o una figura secondaria smettono di essere semplici elementi narrativi e diventano tasselli di una visione del mondo costruita nel corso di un’intera vita.

Il libro riesce così a parlare sia agli spettatori che conoscono soltanto alcuni titoli sia ai grandi appassionati dello Studio Ghibli, offrendo a entrambi nuove prospettive di lettura.

Leggere L’universo di Hayao Miyazaki

Negli ultimi anni sono usciti numerosi volumi dedicati allo Studio Ghibli, ma spesso si limitano a raccontare la trama dei film o a raccogliere curiosità sulla loro realizzazione.

Il lavoro di Nicolas Rapold sceglie invece una strada diversa. Non costruisce un’enciclopedia, ma una riflessione sull’origine dell’immaginario di Miyazaki, mostrando come ogni capolavoro sia il risultato di un dialogo continuo tra esperienza personale, storia, arte e cultura.

È un libro prezioso perché ricorda che i grandi autori non nascono nel vuoto. Le loro opere sono il punto d’incontro tra ciò che hanno vissuto, ciò che hanno letto, i luoghi che hanno attraversato e le domande che continuano a rivolgere al mondo.

Per questo, una volta terminata la lettura, difficilmente si guarderà ancora Totoro, La città incantata o Il ragazzo e l’airone nello stesso modo. Dietro ogni fotogramma emergerà infatti il lungo percorso creativo di un artista che ha saputo trasformare la propria visione del mondo in un linguaggio universale, capace di parlare contemporaneamente ai bambini e agli adulti, all’Oriente e all’Occidente, al presente e al futuro.