Francesca Mari, ”Bisogna promuovere la lettura e i libri in maniera più appetibile per tutti”

Promuovere i libri in maniera adeguata anche sui media e difendere il rito della lettura dai ritmi frenetici della vita. Sono queste, in sintesi, le parole della giornalista napoletana Francesca, collaboratrice de “Il Mattino”. La giornalista spiega com’è nata la sua passione per i libri e commenta la situazione della lettura in Italia e nella sua provincia...

La giornalista napoletana parla della sua passione per i libri e commenta la situazione della lettura in Italia e nella sua provincia 

 

MILANO – Promuovere i libri in maniera adeguata anche sui media e difendere il rito della lettura dai ritmi frenetici della vita. Sono queste, in sintesi, le parole della giornalista napoletana Francesca, collaboratrice de “Il Mattino”. La giornalista spiega com’è nata la sua passione per i libri e commenta la situazione della lettura in Italia e nella sua provincia.

 

Come è nata la sua passione per i libri? Quanto ha influito la lettura dei libri nella sua formazione e carriera?
La mia passione per la lettura è nata dopo quella per la scrittura. Sono due passioni propedeutiche, a mio avviso. A 6 anni scopro la mia passione per la scrittura e nella letterina a Babbo Natale, anziché bambole o peluches, chiedo una macchina da scrivere Olivetti (che conservo ancora). A quell’epoca già scrivevo storie di fantasia e di lì a poco ho letto il primo libro, un classico, “Cuore” di De Amicis. La lettura ha influito molto nella mia formazione, sia per l’acquisizione di un linguaggio  forbito, sia perché ha alimentato la mia immaginazione, già sufficientemente fervida. Una passione che ho seguito anche per gli studi accademici, infatti, ho frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia e ho conseguito la laurea in Lettere Moderne con il massimo dei voti.

 

Quale libro l’ha maggiormente affascinata di recente?  Quale intervista ad un autore la ha maggiormente colpita?
Il dolce frutto” di Elaine Dundy, scrittrice e giornalista americana ma vissuta in Francia. L’opera è del 1958, all’epoca divenne un best seller perché narra di una ventenne americana che vive nella mondana Francia degli anni’50. Una storia divertente, leggera ma, a tratti geniale, in uno stile scorrevole e attuale.  L’autore che ho intervistato e che più mi ha colpito è Andrea Camilleri. Per il luogo in cui ci trovavamo, nel suo casale privato in Toscana dove ama scrivere lontano dal caos di Roma, per la sua spontaneità (in pubblico è esattamente come nel privato, non si è costruito alcun personaggio), e per l’entusiasmo e il proliferare di idee letterarie che ancora lo caratterizzano, nonostante la veneranda età.

 

Lei è una giornalista locale che si occupa di cultura e libri. Ci sono abbastanza eventi di promozione della lettura e dei libri nel suo paese? Cosa occorrerebbe fare?
Purtroppo, e non è una novità, la cultura è sempre la più bistrattata nel campo dell’informazione, sia s livello nazionale, sia a livello locale. Forse perché è considerata sempre elitaria e non di carattere popolare. I gruppi, le associazione si interessano alla promozione, ma non sempre i media gli riservano uno spazio adeguato. Bisognerebbe, forse, promuoverla in una maniera appetibile a tutti.

 

Gli ultimi dati dicono che gli acquirenti ed i lettori dei libri sono in calo in Italia. Secondo lei da cosa dipende? Quali sono i possibili escamotage per aumentare il numero dei lettori in Italia?
Credo che su questo abbia influito, enormemente, l’affermarsi dell’era tecnologica, con internet e tutti i sistemi di sintesi. C’è gente che preferisce leggere le notizie sul web, e non compra più i giornali, e chi, addirittura legge libri sui compendi informatici. Questo, a mio parere, dipende anche dal cambiamento sociale: oltre alla confusione dei valori, si sta verificando anche una perdita del senso del tempo. Il rito della lettura, per molti, appare come una perdita di tempo, visti i ritmi veloci, e molti preferiscono impiegare il tempo in altri modi. Si dovrebbe, invece, continuare a insistere proprio sull’importanza dell’atto della lettura, “nutritivo” da diversi punti di vista. E buona parte di responsabilità ce l’hanno le famiglie e le scuole.

 

Note biografiche: Francesca Mari nasce a Torre del Greco in provincia di Napoli il 3 febbraio del 1978. Nell’adolescenza comincia a scrivere piccole storie, racconti e poesie e a 18 inizia a collaborare per un settimanale locale come giornalista. Dopo il liceo frequento la facoltà di Lettere Moderne all’università Dal 2008 comincia a lavorare per il quotidiano “Il Mattino”, per il quale si occupa di cultura. Alcune case editrici locali hanno pubblicato i suoi racconti e le sue poesie in alcune raccolte. Ha vinto, nel 2011, un premio giornalistico locale.

 

23 giugno 2012

© Riproduzione Riservata