Enrico Deaglio, ”L’esempio di Paolo Borsellino non è stato seguito da magistrati e politici”

SPECIALE BORSELLINO - Borsellino, come Falcone, è stata una persona straordinaria e unica. Entrambi Hanno coniugato un’onestà ed un coraggio incredibili, con dei risultati nei confronti della lotta alla mafia che nessuno mai aveva raggiunto prima e, aggiungo io, nessun altro ha ottenuto dopo...

Borsellino, come Falcone, è stata una persona straordinaria e unica. Entrambi Hanno coniugato un’onestà ed un coraggio incredibili, con dei risultati nei confronti della lotta alla mafia che nessuno mai aveva raggiunto prima e, aggiungo io, nessun altro ha ottenuto dopo.

Erano due personalità diverse, ed è curioson che entrambi siano palermitani, coetanei, e che entrambi rappresentassero quella generazione di persone e magistrati, di cui erano l’espressione non media, ma unica. Sono state due persone isolate, prima di tutto dai loro colleghi, quindi dalla politica. Proprio a causa della loro azione, così incisiva ed epocale, sono stati uccisi. Per ucciderli, non si è badato a spese: è stata così spettacolare, simbolica, fatta per suscitare grande paura in qualsiasi altro volesse emularli.

Avendo seguito come giornalista tutto quel periodo a Palermo, conoscendo ed intervistando Borsellino di persona, ho avuto modo di apprezzare l’uomo più che il magistrato, diventato per me un vero e proprio eroe. Alcune sue caratteristiche umane, il suo senso della giustizia, il suo coraggio, la sua educazione familiare, non ipocrita e compromissoria, unita ad una grande onestà e sobrietà personale, me l’hanno sempre fatto apparire come una persona eccezionale. Per questi motivi, gli ho dedicato 20 anni dopo un libro, “Il vile agguato”, in cui non ho voluto solamente ricostruire quei giorni, ma focalizzare il fatto che sul suo omicidio sia stata costruita la più grande menzogna che la storia italiana e giudiziaria abbia mai riportato: è stato costruito un finto colpevole, Vincenzo Scarantino,  il quale per 17 anni ha fornito una versione totalmente falsa sulla strage di via d’Amelio, facendo mettere in galera e condannare all’ergastolo 7-8 persone, nel disinteresse di tutti, in particolare di una classe di magistrati che avrebbero dovuto essere gli allievi di Paolo Borsellino, che dicevano di non darsi pace finché la verità non fosse emersa, e invece hanno avallato la più disgustosa delle menzogne.

Se dovessi dire qual è il lascito di Paolo Borsellino, per me è una grande amarezza e una grande delusione. A 21 anni di distanza, sappiamo pochissimo sul perché venne messa in piedi quella menzogna. Ancora adesso, non c’è voglia di risalire alla verità. Ci sono diverse inchieste, come quella sulla trattativa Stato-mafia, ma tutte girano intorno alla questione, senza fare chiarezza. A distanza di 21 anni, non si sa niente e non siamo nelle condizioni di saperlo.

Sono molto contento quando le persone, soprattutto i più giovani, vogliono conoscere e sapere chi era Paolo Borsellino, cosa ha fatto, come la pensava, che vita conduceva, documentarsi circa il suo coraggio e la sua semplicità. Nello stesso tempo, sono profondamente amareggiato, perché nessuno dei suoi colleghi magistrati ha voluto seguire il suo esempio. Un esempio non seguito nemmeno dalla politica, dai partiti. Borsellino aveva capito chiaramente che la mafia si poteva battere, ci stava riuscendo. Tutto questo comporta coraggio morale, spirituale, che credo Borsellino abbia naturalmente avuto come sua dote. Pochissimi altri, purtroppo, lo hanno seguito.

 

Enrico Deaglio

 

18 luglio 2013

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