Elisa Castiglioni Giudici, ”L’integrazione è fondamentale in una società multiculturale”

Due temi complessi ma sempre molto attuali, preadolescenza ed integrazione, sono al centro de ''La ragazza che legge le nuvole'', il romanzo di narrativa per ragazzi d'esordio di Elisa Castiglioni Giudici. Il testo, che riprende le atmosfere e le suggestioni dell'India, ha vinto il Premio Letteratura Ragazzi ''Cento''. In questa intervista, l'autrice commenta la vittoria del premio, ci parla della genesi del suo romanzo e dei suoi futuri progetti editoriali...

In questa intervista, la nuova voce della lettratura italiana per ragazzi ci parla del suo libro d’esordio, della vittoria del Premio Letteratura Ragazzi “Cento” e dei suoi futuri progetti editoriali

MILANO – Due temi complessi ma sempre molto attuali, preadolescenza ed integrazione, sono al centro de “La ragazza che legge le nuvole”, il romanzo di narrativa per ragazzi d’esordio di Elisa Castiglioni Giudici. Il testo, che riprende le atmosfere e le suggestioni dell’India, ha vinto il Premio Letteratura Ragazzi “Cento”. In questa intervista, l’autrice commenta la vittoria del premio, ci parla della genesi del suo romanzo e dei suoi futuri progetti editoriali.


Da cosa nasce l’idea di questo libro?

Nasce dal gioco antico di indovinare la forma delle nuvole. Nasce dal nuovo cielo sotto il quale mi sono trovata ad abitare. Il cielo grigio del New Hampshire d’inverno (un inverno lungo che inizia a novembre e finisce ad aprile). Nasce dalla mancanza del cielo che guardavo dal balcone di casa. Il mio cielo. Spesso azzurro, talvolta appannato di nebbia, sempre bordato dalle Alpi. Lontane. Proprio come le nuvole. Proprio come casa. Nasce dall’incanto provato davanti alle albe e ai tramonti del cielo indiano. Profumano di mango. Esplodono di colore. Tirpur è in realtà Tirpaur, villaggio del distretto tessile di Coimbatore, che ho visitato parecchie volte per parecchi anni quando mi occupavo di vestiti e non di libri per ragazzi. New Haven non è molto diversa da Hanover NH.  India. New England. Non esistono posti più diversi. Mi sono chiesta cosa avrebbe pensato una ragazzina indiana del cielo senza colori del New England d’inverno ed è nata Leela. Da cinque anni collaboro con una rivista americana per ragazzi che si occupa di World’s Culture e promozione della multiculturalità che per me fa rima con pace. Niente al mondo di più importante.

Qual è l’insegnamento che lascia la lettura del libro?
Spero che la lettura di questo libro lasci la voglia di leggere il cielo. Ogni giorno della nostra vita. Non importa cosa ci sia successo. Spero che lasci la voglia d’essere ispirati dalla natura e sorpresi da nuovi amici.  Di capire chi non ci piace. Di sognare grandi sogni.

Come è possibile integrarsi in una nuova realtà, restando comunque fedeli alle proprie radici?
Integrarsi migliorandosi reciprocamente potrebbe essere la sfida da vincere in questi anni, nella nostra Italia multiculturale. New Haven ha migliorato Leela e Leela ha migliorato New Haven. Ma non è stato facile. Non è stato lineare.  Penso che l’integrazione, quando riuscita, possa essere sintetizzata in tre fasi: I. infatuazione, voglia di uniformarsi, la nuova cultura è percepita come migliore della propria; II. delusione,  riscoperta di sé, ribellione culturale, rifiuto del nuovo ambiente culturale; III. consapevolezza e accettazione della propria diversità e voglia di donarla alla nuova comunità, che non si percepisce più migliore o ostile ma diversa, come un arricchimento reciproco.


Cosa ha rappresentato per lei vincere il Premio Letteratura Ragazzi “Cento”?

Sono onorata che la giuria, composta da nomi che stimo, abbia scelto la storia di Leela. Sono emozionata che i ragazzi l’abbiano letta. Emozionata d’essere entrata a far parte della loro vita tramite la lettura del libro. È un privilegio per me scrivere per loro. Scrivo per il Futuro. Mi riempiono il cuore di speranza.

E’ al lavoro con una nuova opera?
Sono sempre al lavoro. Se non scrivo, sono insopportabile. (Chiedete a mio marito!). Vi terrò informati.

 

Si ritiene a tutti gli effetti una scrittrice professionista per ragazzi?

Ho ancora tanto da imparare. L’elenco delle aree su cui voglio migliorare copre ogni voce dello scrivere (dalle transizioni di scena in scena, al dialogo, alle descrizioni…). Per questo leggo tanto, tantissimo. E tengo un diario su cui annoto e commento le mie letture. Ogni estate leggo l’intera produzione letteraria di un autore contemporaneo che ammiro e che è il più diverso possibile da me. Cerco l’integrazione. Il miglioramento.

 

23 giugno 2013

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