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Democrazia e web, su Repubblica la riflessione di Stefano Rodotà sulle loro possibili interazioni

LA CRITICA QUOTIDIANA - ''La democrazia del web è vera democrazia?'' È questa la questioni su cui più ci si interroga a proposito delle nuove forme di partecipazione politica rese possibili dalla rete, rilanciata oggi da Repubblica. Il quotidiano propone a riguardo la riflessione del giurista e politico Stefano Rodotà, che proprio oggi compie ottant'anni...
Nel giorno dell’80simo compleanno del giurista e politico italiano, il quotidiano gli rende omaggio pubblicando un brano di “Iperdemocrazia”, l’ebook tratto dal saggio di Rodotà “Teconopolitica”

LA CRITICA QUOTIDIANA – “La democrazia del web è vera democrazia?” È questa la questioni su cui più ci si interroga a proposito delle nuove forme di partecipazione politica rese possibili dalla rete, rilanciata oggi da Repubblica. Il quotidiano propone a riguardo la riflessione del giurista e politico Stefano Rodotà, che proprio oggi compie ottant’anni. In suo onore, la casa editrice Laterza mette a disposizione due ebook scaricabili gratuitamente per tutto il mese di giugno. Il primo si intitola “Iperdemocrazia. Come cambia la sovranità democratica con il web” ed è un estratto del saggio di Rodotà “Tecnopolitica”. Da qui Repubblica ha tratto il brano pubblicato oggi sul tema “democrazia e web”. Il secondo è invece una raccolta di saggi curata da Guido Alpa e Vincenzo Roppo, intitolata “La vocazione civile del giurista”.

LA DEMOCRAZIA DIRETTA NON È SOLO REFERENDARIA – La democrazia rappresentativa è in crisi. Da questa constatazione parte la riflessione di Rodotà, che si chiede poi se l’integrazione tra forme rappresentative e forme dirette di democrazia – esercitate queste ultime attraverso il web – consenta di inventare una nuova “democrazia del XXI secolo”. Il rischio che si pone, secondo il giurista, è di dare un’interpretazione riduttiva di cosa sia la democrazia e delle possibilità messe a disposizione dalla rete. Non bisogna pensare che le nuove tecnologie consentano semplicemente un voto più facile e rapido, e dunque una consultazione sempre più frequente. Questa idea si identifica con una concezione referendaria della democrazia, in cui cioè ci si limiterebbe a consultare i cittadini per avere da loro un sì o un no su proposte già avanzate, non li si coinvolgerebbe nella fase di preparazione delle decisioni. Si tratterebbe di una visione limitativa della democrazia diretta, che invece dovrebbe implicare una partecipazione dei cittadini alla formulazione delle domande da porre e porsi.

COME CAMBIA CON IL WEB IL CONCETTO DI SOVRANITÀ
– Per andare oltre questa impostazione, bisogna analizzare bene tutte le potenzialità dei mezzi che abbiamo a disposizione e tutti i vari aspetti del problema. Nell’era pretelevisiva, ricorda Rodotà, il partito attuava forme di partecipazione diretta dei cittadini, attraverso “assemblee pubbliche, comizi, contatti continui dei membri dei partiti con i cittadini”. Questo comportava che, anche quando c’era una personalità politica forte, che accentrava su di sé l’identità del partito, vi fossero una serie di intermediari a contatto con la gente. Oggi il politico non ha bisogno di questi intermediari. “Le videoconferenze, le videocassette, la posta elettronica, l’uso delle reti gli consentono una presenza continua e autonoma nei luoghi e nei momenti più diversi”, una sorta di ubiquità che gli consente di veicolare ovunque il suo messaggio senza dover contare sull’opera di terzi. Questo da un lato aumenta la sua centralità, ma dall’altro lo espone in prima persona al pubblico. “Cresce […] la possibilità di una presa diretta e continua da parte dei cittadini, e diventa sempre meno accettabile la pretesa di circoscrivere preventivamente l’area dei loro interventi”. Cambia quindi il concetto di “sovranità”, che si accentra sempre più su personalità di rilievo ma è allo stesso tempo disgregata “dalle modalità stesse della comunicazione”. È qui che si gioca la possibilità di realizzare una democrazia diretta non semplicemente referendaria.

30 maggio 2013

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