Dall’altra parte del mare 2026: ad Alghero i libri diventano mappe per orientarsi nel futuro

Ogni città ha un luogo che la racconta meglio di qualunque guida turistica. Ad Alghero quel luogo è il mare. Non soltanto perché definisce il paesaggio, ma perché suggerisce un modo di guardare il mondo: aperto, mobile, pronto all’incontro. È da questa idea che nasce la nuova edizione di Dall’altra parte del mare, il festival letterario…

Dall’altra parte del mare 2026: ad Alghero i libri diventano mappe per orientarsi nel futuro

Ogni città ha un luogo che la racconta meglio di qualunque guida turistica. Ad Alghero quel luogo è il mare. Non soltanto perché definisce il paesaggio, ma perché suggerisce un modo di guardare il mondo: aperto, mobile, pronto all’incontro.

È da questa idea che nasce la nuova edizione di Dall’altra parte del mare, il festival letterario ideato dall’Associazione Itinerandia e diretto da Elia Cossu e Maria Luisa Perazzona, che dal 24 al 28 giugno 2026 trasformerà la città catalana della Sardegna in un laboratorio di pensiero, narrazione e confronto.

Il tema scelto quest’anno, “Mappe per il futuro”, non guarda al domani come a un territorio già definito. Al contrario, invita a riflettere sugli strumenti che possono aiutarci a comprendere un presente sempre più complesso. In questo viaggio i libri diventano bussole, gli autori compagni di navigazione e il festival una grande carta nautica costruita attraverso incontri, spettacoli, cinema e dibattiti.

Dall’altra parte del mare: Alghero diventa un porto di storie, idee e visioni

La nuova edizione del festival si aprirà idealmente il 20 giugno con La notte dei lettori, appuntamento che vedrà protagonista Nadeesha Uyangoda, una delle voci più interessanti della letteratura italiana contemporanea.

Da quel momento Alghero inizierà a popolarsi di scrittori, giornalisti, artisti, studiosi e lettori provenienti da esperienze culturali molto diverse, ma accomunati dalla volontà di interrogarsi sul futuro.

Il cuore del festival batterà tra gli spazi de Lo Quarter, Piazza Sulis e il cortile della Scuola Sacro Cuore, dando vita a una manifestazione capace di coinvolgere pubblici differenti.

Particolare attenzione sarà dedicata ai più giovani. Lo spazio ragazzi ospiterà attività curate da figure come Andrea Vico, divulgatore scientifico molto amato da bambini e insegnanti, insieme ad autrici e formatrici come Teresa Porcella, Roberta Balestrucci Fancellu, Claudia Chelo, Eleonora Cattognoe Annalisa Masala.

La lettura verrà proposta come esperienza di scoperta, immaginazione e crescita, dimostrando come i libri possano essere strumenti concreti per comprendere il mondo fin dall’infanzia.

Le grandi voci della letteratura internazionale

Uno degli aspetti più interessanti di questa edizione è la capacità di intrecciare prospettive geografiche e culturali molto diverse.

Tra gli ospiti spicca Kader Abdolah, scrittore iraniano rifugiato politico nei Paesi Bassi e autore di alcuni dei romanzi più significativi dedicati all’esperienza dell’esilio e dell’identità.

Dalla Polonia arriverà Joanna Bator, considerata una delle maggiori scrittrici europee contemporanee, che presenterà L’ora del lupo, un vasto affresco familiare attraversato da assenze, memorie e figure femminili indimenticabili.

Sarà presente anche Abigail Assor, giovane autrice marocchina che negli ultimi anni ha conquistato l’attenzione della critica internazionale grazie alla capacità di raccontare le tensioni sociali e familiari del Nord Africa contemporaneo.

Accanto a loro ci saranno nomi molto amati dal pubblico italiano come Bruno Arpaia, che con Il mondo senza inverno propone una riflessione narrativa sugli effetti della crisi climatica, e Gaja Cenciarelli, che nel suo Il rivoluzionario e la maestra intreccia memoria personale e storia politica.

Identità, diritti e memoria al centro del dibattito

Il programma del festival dimostra una particolare attenzione ai temi civili e sociali.

Tra gli incontri più attesi figura quello con Widad Tamimi, autrice di Dal fiume al mare, memoir che affronta il conflitto israelo-palestinese attraverso una prospettiva personale e familiare, lontana dagli slogan e vicina alle persone.

Importante anche la presenza di Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, che presenterà Divieto di protestare, un’indagine sul rapporto tra dissenso, movimenti sociali e repressione nel mondo contemporaneo.

A queste riflessioni si aggiunge il dialogo tra Luciana Castellina e Ginevra Bompiani, protagoniste di una conversazione sul femminismo, la politica e i cambiamenti che hanno attraversato la società negli ultimi decenni.

Sono incontri che confermano l’identità del festival: non una semplice vetrina editoriale, ma uno spazio dove la letteratura dialoga con l’attualità e con le grandi domande del nostro tempo.

Quando il festival incontra cinema e teatro

Dall’altra parte del mare non si limita ai libri. Il teatro e il cinema diventano infatti strumenti complementari per raccontare il presente e rileggere il passato.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è Una piccola Odissea, spettacolo scritto e interpretato da Andrea Pennacchi, che riprende il grande poema di Omero restituendogli la dimensione del racconto orale.

Pennacchi affronta l’Odissea non come monumento letterario distante, ma come storia viva, fatta di ritorni, perdite, famiglie e desideri che appartengono ancora alla nostra esperienza quotidiana.

Sul fronte cinematografico spicca invece Quasi Grazia, film di Peter Marcias dedicato a Grazia Deledda, unica scrittrice italiana insignita del Premio Nobel per la Letteratura.

Attraverso le interpretazioni di Laura Morante e Irene Maiorino, il film racconta una donna che ha saputo trasformare la scrittura in uno spazio di libertà e autodeterminazione, affrontando i limiti imposti dalla società del suo tempo.

Un viaggio dentro la Cina che sta cambiando il mondo

La chiusura del festival sarà affidata a Giada Messetti, una delle maggiori esperte italiane di Cina contemporanea.

Con lo spettacolo-conferenza Nella testa del Dragone, la sinologa accompagnerà il pubblico in un viaggio dentro il gigante asiatico, raccontandone le trasformazioni politiche, economiche e culturali.

Non si tratta soltanto di comprendere un Paese lontano. Comprendere la Cina significa comprendere una parte fondamentale del futuro che ci aspetta.

È una scelta che sintetizza perfettamente il senso dell’intera manifestazione: guardare oltre l’orizzonte senza perdere il contatto con il presente.

Un festival che continua oltre il festival

Ciò che rende speciale Dall’altra parte del mare è la sua capacità di non esaurirsi nelle giornate ufficiali.

Attraverso la rassegna Llibres Llibres, il dialogo con autori e lettori continua durante tutto l’anno, trasformando il festival in un progetto culturale permanente.

Ad Alghero, dunque, il mare non separa e non delimita. Suggerisce partenze, attraversamenti, possibilità.

In un tempo che spesso sembra dominato dall’incertezza, il festival propone una risposta semplice ma necessaria: continuare a leggere, ascoltare e confrontarsi. Non perché i libri offrano soluzioni immediate, ma perché insegnano a orientarsi.

E forse è proprio questo il significato più profondo delle “mappe per il futuro” immaginate da questa edizione: non indicare una destinazione precisa, ma aiutare ciascuno a trovare la propria rotta.