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Cristina Prasso di Editrice Nord, ”Cerchiamo libri che facciano scoccare una scintilla di passione nei lettori”

I libri hanno un'esaltante, contagiosa vitalità, sanno accendere la passione: è quanto affermato da Cristina Prasso, direttore editoriale della casa editrice Nord, nata negli anni Settanta con l'intento di far conoscere gli autori fantasy di punta. Oggi il suo catalogo si è ampliato e comprende tutti i diversi generi di narrativa. Cristina Prasso ci parla dell'attività della casa editrice...

Il direttore editoriale racconta com’è nata la casa editrice e qual è la sua offerta

 

MILANO – I libri hanno un’esaltante, contagiosa vitalità, sanno accendere la passione: è quanto affermato da Cristina Prasso, direttore editoriale della casa editrice Nord, nata negli anni Settanta con l’intento di far conoscere gli autori fantasy di punta. Oggi il suo catalogo si è ampliato e comprende tutti i diversi generi di narrativa. Cristina Prasso ci parla dell’attività della casa editrice.

 

Come è nata la casa editrice Nord?

La Casa Editrice Nord è nata negli anni Settanta e si è imposta molto rapidamente come un punto di riferimento per gli appassionati di fantascienza e fantasy, due generi letterari fino a quel momento pressoché assenti nelle librerie italiane. È stato un periodo lungo e felice, che si è rispecchiato nei 1200 titoli pubblicati nel corso di trent’anni e in un catalogo che ha proposto gli autori di punta della narrativa fantastica. Di questa tradizione, la Nord (che è entrata nel 2002 a far parte di quello che oggi è il Gruppo GeMS) ha conservato intatto lo slancio, l’entusiasmo e l’attenzione verso il pubblico, pur nel radicale cambiamento che, da allora, ha interessato il mercato e, di conseguenza, ogni aspetto della casa editrice.

 

Qual è la vostra offerta, all’interno del panorama editoriale italiano?

La lettura è una cosa semplice e complessa insieme. È semplice perché tutti leggiamo, sempre, comunque, in ogni luogo: leggiamo segni, messaggi, suggestioni. E, quando leggiamo un romanzo, tutto ciò prende forma in una storia che nessuno aveva immaginato prima e che ci viene donata dall’autore per farne ciò che vogliamo. È proprio questa la complessità: ognuno di noi cerca –  e trova –  cose diverse nella lettura. Tuttavia siamo convinti che, se quella storia affascina, intriga, stupisce, allora il suo richiamo diventa irresistibile. Ecco perché siamo sempre alla ricerca di storie e di autori che facciano scoccare una scintilla di passione, trasformandola in un fuoco diverso da qualsiasi altro, con colori e intensità unici. Non importa quale sia la sua origine: Frank Schätzing, ne “Il quinto giorno”, l’ha fatta scoccare nel mare e ha immaginato che si diffondesse al mondo intero; per Glenn Cooper, la scintilla è stata “vedere” i libri della “Biblioteca dei Morti”, in cui sono scritte le date di nascita e di morte di tutti gli esseri umani; Sarah McCoy (autrice di un meraviglioso romanzo che uscirà a gennaio, “La figlia dei ricordi”), l’ha trovata lungo quella linea sottile e dolorosa che separa la legge degli uomini dal cuore delle donne. “I libri sono l’aereo, e il treno, e la strada. Sono la meta e sono il viaggio. Sono casa”, ha detto la scrittrice americana Anna Quindlen. E noi questo cerchiamo nei nostri libri e speriamo di dare ai lettori: che sia un thriller, una storia d’amore, un romanzo  d’avventura o tutte queste cose insieme, leggere un libro Nord significa attraversare un mondo nuovo ed emozionante, che ci si porta dentro per sempre.

 

Il mondo editoriale è in continua evoluzione, tra digitale e crisi del settore. Come reagisce la vostra casa editrice in questo preciso periodo?

Mi ha fatto sorridere una frase di Stephen Fry: “I libri sono tanto minacciati dagli e-book quanto gli ascensori lo sono dalle scale”. Il digitale “agisce” su un oggetto che ha dimostrato la sua assoluta efficacia dalla metà del XV secolo a oggi (ma, se pensiamo ai caratteri di terracotta di Bì Shēng, addirittura dall’anno Mille), e gli apre nuove possibilità. Certo, essere editori sarà sempre più arduo perché l’offerta rischia di essere a dir poco centuplicata. Ma siccome siamo – in modo del tutto incruento! – anche cacciatori di storie e di scrittori, questa è una prospettiva affascinante: è come se avessimo sempre “cacciato” in un grande  giardino e adesso ci ritrovassimo in una foresta di cui ignoriamo l’estensione. È un’avventura, e come tale la stiamo vivendo, nella certezza che, col digitale, i lettori non potranno che aumentare. Anzi stanno già aumentando, grazie a quelle che si potrebbero chiamare “energie alternative di lettura” e che hanno la loro fonte primaria in Internet. È questa, in fondo, la risposta alla crisi, che tra l’altro ha toccato il mercato librario italiano più tardi di quanto non sia successo in altri Paesi. Quando ci si appassiona alla lettura, è difficile smettere…

 

Siamo prossimi al Natale. Quanto vale questo periodo dell’anno per una casa editrice?

Regalare un libro a Natale è un gesto coinvolgente, che crea un legame tra chi lo offre e chi lo accetta. Ed è un legame sempre diverso, originale. I lettori lo sanno e, in questo periodo, vanno in libreria per poter regalare a qualcuno la stessa esperienza che hanno vissuto loro con quel libro, saggio o romanzo che sia. Oppure per scoprire altre esperienze, per regalarsele. Quindi sì, per noi questo non è soltanto un momento molto importante in termini di vendite, ma soprattutto perché ci conferma che il libro ha un’esaltante,  “contagiosa” vitalità. Di quante altre cose si può dire lo stesso?

 

14 dicembre 2012

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